Foggia in alto mare, così rischia di affogare. Situazione delicatissima, sempre più ostaggio di Canonico

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In alto mare. Con il serio rischio di affogare. Emanuele Belviso, Mirko Cudini (peraltro ancora in via ufficiosa) e poi... è buio pesto. Il Foggia del Canonico-ter procede a fari spenti e a tentoni, l’immobilismo che regna dalle parti di viale Ofanto è imbarazzante. E ciò che più inquieta è che la città assiste impassibile a quella che ha tutti i crismi di una lenta ma inesorabile eutanasia. In altri tempi di fronte ad uno sfacelo di queste dimensioni la tifoseria sarebbe scesa in piazza a protestate contro la proprietà di turno, e magari l’avrebbe anche costretta alla resa. 

E’ già successo, lo racconta la storia rossonera, anche recente. 

Qui invece si minimizza e si tende a concedere fiducia ad una proprietà che è assente su tutto il fronte, assorta solo sull’esito di un ricorso che sembra ormai aver preso una certa piega. 

Pare caduto in catalessi patron Canonico, incapace di dare un qualunque indirizzo alla nuova stagione che è già entrata nella sua fase viva, con tutte le squadre impegnate su un versante sul mercato, e sull’altro a correre e sudare in ritiro. Tutte si son rimesse in moto, tranne il Foggia. Che sta accusando un ritardo sempre più consistente che non lascia presagire nulla di buono in prospettiva.

Ci si aspetterebbe una reazione di pancia, e invece non solo non si registra alcuna levata di scudi, ma addirittura si continua da più parti ad avallare l'operato di un club che è in evidente stato confusionale. 

Finora patron Canonico è stato abile a spostare i riflettori sulle vicende legate ad un ricorso che difficilmente svolterà nel verso desiderato, ma  adesso non si può più tergiversare, la nuova stagione incombe ed anche laddove l'inizio dei campionati dovesse slittare il ritardo accumulato è ugualmente notevole. A viale Ofanto, ciò che resta di una struttura organizzativa che ha perso per strada diversi altri tasselli, resta in attesa di un cenno che tarda ad arrivare. 

Oggi in sede pare sia previsto il raduno: pare, perché si brancola nel buio, nessuna comunicazione ufficiale al riguardo, ritrovo previsto allo Zaccheria per i 13 convocati ancora in organico (ci saranno anche Garattoni e Frigerio, prossimi a cambiare aria), ma non si sa ancora chi ci sarà ad accogliere i rossoneri e se potranno o meno sottoporsi al rituale delle visite mediche, visto che lo staff sanitario non sarebbe stato ancora allertato.

Nemmeno nel periodo più buio della sua storia il Foggia si era ritrovato in una situazione paradossale come questa, ostaggio di una proprietà che continua nella sua opera di smantellamento incurante di quanti (ormai la maggioranza) ne gradirebbero un definitivo disimpegno. 

Emblematica, al riguardo, la vicenda legata al prossimo arrivo del tecnico Cudini, il prescelto dall’imprenditore di Palo del Colle per il dopo-Rossi. L’ex tecnico della Fidelis Andria era già stato contattato qualche settimana fa durante il casting che aveva avviato il ds in pectore Belviso, e la proposta si era cristallizzata su un contratto a minimo federale per la durata di una sola stagione. Ovviamente Cudini aveva risposto picche, ed il Foggia aveva proseguito il suo giro di orizzonte verificando la disponibilità di altri allenatori.

Quando il casting si è concluso con un nulla di fatto e con tanti dinieghi incassati, patron Canonico ha virato nuovamente su Cudini, uno dei pochi ancora presenti su piazza con il quale si poteva tentare ancora di trovare un accordo. Affare fatto sulla base di circa 30 mila euro annuali, sarebbe questa la cifra pattuita con l’allenatore marchigiano, che sarebbe atteso al più tardi nella giornata di domani per mettere nero su bianco. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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