Foggia, sarà fuga di abbonati e sponsor. Ieri al raduno allo Zaccheria si è presentato il solo Dalmasso

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Ma siamo poi proprio certi che l'immobilismo del Foggia derivi dal ricorso che fatalmente finisce col tenere sospeso il club a metà strada fra la C e la B? La domanda sorge spontanea alla luce di quanto sta raccontando un mercato improntato a monetizzare quanto più possibile attraverso la cessione degli elementi che vantano richieste. La sensazione è che Nicola Canonico stia smobilitando nell'ottica di passare a stretto giro la mano, non si spiegherebbe diversamente la strategia messa in campo dall'imprenditore di Palo del Colle che ha dato mandato al fido Belviso di liberarsi dei pezzi pregiati e di tenere botta almeno fino al prossimo 2 agosto, quando anche il Tar si sarà pronunciato ed il destino del Foggia sarà finalmente molto meno nebuloso di quanto non lo sia adesso. 

Nel frattempo Canonico si limita alla ordinaria amministrazione, o quasi per non  dare l’impressione di un immobilismo che in  realtà è nella forma come nella sostanza: ha individuato in Mirko Cudini il tecnico per una C senza pretese, che sa tanto di ridimensionamento dei programmi e che punta dichiaratamente sul minutaggio e la valorizzazione degli under.

Ma sulle operazioni in entrata che dovrebbero anche dare un peso alle reali ambizioni del Foggia temporeggia, in attesa degli eventi. Dovesse poi arrivare la sorpresa delle sorprese, ci metterebbe un attimo il patron a rivedere i suoi piani e a rilanciare. Con almeno 7 milioni di euro in più in saccoccia sarebbe infatti tutta un'altra storia. Ed inevitabilmente anche un altro Foggia, perché a quel punto gli investimenti si renderebbero necessari, oltre che realizzabili alla luce anche di quello che si metterebbe in moto attorno al pianeta rossonero.  

Ieri, intanto, alla chetichella quel che resta di una intelaiatura che è stata letteralmente sventrata e ridotta ai minimi termini, a fari spenti ha fatto capolino alla Zaccheria per il raduno. O almeno, così avrebbe dovuto essere, perché poi l’unico che ha risposto alla chiamata è stato il solo portiere argentino Joaquin Dalmasso. Tutti gli altri assenti ingiustificati, anche se il club presente allo stadio con il dg Milillo ed il preparatore dei portieri Ferrazzano avrebbe tentato di non dare troppo risalto mediatico all’accaduto evienziando che si tratta di un raduno a scaglioni, e che i tesserati sotto contratto da ieri e per le prossime 48 ore possono raggiungere la sede per sottoporsi al rituale delle visite mediche.    

Questo per dare un’idea del clima che regna attorno alla squadra, i più sarebbero fermamente decisi a cambiare aria, e con ogni probabilità alla fine saranno accontentati perché l’obiettivo del club è azzerare quanti più contratti, prima di assemblare la nuova rosa appena sarà moto a quale campionato parteciperà il Foggia. 

Ad oggi della rosa ancora molto provvisoria fanno parte i portieri Nobile e Dalmasso, i difensori Garattoni (prossimo ad accasarsi alla Triestina), Papazov (rientrato per fine prestito dal Badalona) e Rizzo, i centrocampisti Vacca, Odjer, Di Noia, Schenetti, Frigerio, Mininno (rientro prestito dal Follonica-Gavorrano), e gli attaccanti Beretta, Peralta, Vuthaj (rientro prestito dal Novara), Tonin (rientro prestito dal Monterosi) e Vitali (rientro prestito dal Monterosi). 

C'è una squadra da rifondare dalle fondamenta, dunque, ma per ora l'ordine tassativo è di soprassedere. Canonico, che sa perfettamente che la controversia con il socio di minoranza Pintus a breve potrebbe subire uno scossone decisivo ai fini della titolarità del club, approfittando anche di una situazione ambientale che non gli è particolarmente ostile lascia credere di poter districare la matassa in qualunque momento facendo leva suoi potenti mezzi. 

Ma nel frattempo il numero dei suoi sostenitori ad oltranza diminuisce a vista d'occhio, ed il consenso che nel corso dei playoff era vertiginosamente schizzato verso l'alto adesso accusa una preoccupante flessione. 

Di più: di questo passo, senza cioè che si registri alcuna schiarita al vertice, Canonico non potrà più attingere al salvadanaio garantito da abbonamenti e sponsorizzazioni che nell'ultima stagione hanno prodotto ricavi complessivi molto vicini ai 2 milioni di euro. 

Il main-sponsor Beretta, introdotto dal direttore commerciale Pino Stefanini, ad esempio, sarebbe sul punto di defilarsi alla luce del preoccupante stato di incertezza che regna nel club, pronti a seguirlo sono tutti gli altri partner commerciali (con in prima fila ovviamente coloro che con Salandra in testa erano  pronti a rilevare il club con una proposta di acquisto) che in questi anni hanno sempre dato un congruo sostegno, e che ora per ovvie ragioni verranno meno. 

Ma il passa parola sarà a tutto tondo, e la raccolta pubblicitaria rischia seriamente di rivelarsi un flop. 

Come la campagna-abbonamenti, peraltro: la disaffezione che si sta facendo prepotentemente largo dopo la mancata promozione e il ridimensionamento dei progetti in corso avrà effetti negativi anche dalle parti del botteghino. Se la scorsa stagione furono infatti oltre 4200 gli abbonati che decisero di concedere fiducia ai progetti di rilancio del club dopo l’addio di Zdenek Zeman, ora già superare quota mille risulterebbe un traguardo di tutto rispetto. 

Canonico, insomma, probabilmente senza neanche rendersene conto sta facendo attorno a sé terra bruciata, e se presto non dovessero mutare gli scenari il presidente si ritroverà più che mai solo nella stanza dei bottoni. Restano tanti gli impegni da onorare, non ultimi quelli coi pochi dipendenti che gli sono rimasti fedeli (3 in tutto) e che non percepiscono lo stipendio ormai dallo scorso aprile. Anche questo è un preoccupante segnale di disimpegno che lascia adito a pochi dubbi su ciò che il patron stia realmente meditando di fare.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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