Paradosso Foggia. Fra nove giorni è già Coppa Italia (sabato 5 si gioca a Vibo Valentia col Catanzaro), solo fra 4 si parte per il ritiro (ancora incerta la sede), eppure è ancora tutto uno scarabocchio. Nel senso che una parvenza di squadra ancora non c'è, e tutto il resto non ha né capo né coda. Anche se perlomeno ora un tecnico in panchina c'è. E questa già di per sé è una notizia in una situazione di stallo che è imbarazzante.
Un quadro desolante che la dice lunga su quello che è il momento in casa Foggia, e che non lascia intravedere alcuno spiraglio positivo per l'immediato. Lo deve aver intuito abbondantemente anche Mirko Cudini che, nel giorno in cui si è presentato alla città ed ai suoi nuovi tifosi, ha dovuto misurarsi da subito con gli umori di una piazza in dubbio e con il primo vero principio di contestazione che ha investito Canonico quando il patron è in sella.
Gli ultras che interrompono la conferenza-stampa in corso per prendere le distanze dall'operato della società è un segnale chiaro che ormai qualcosa si è rotto in un feeling che pareva consolidato. E che ora finisce con l' aprire un nuovo fronte nei rapporti fra la proprietà e la tifoseria organizzata. Che se non sono ormai ai ferri corti, poco ci manca.
L'assenza di patron Canonico nel giorno che segnava in qualche modo la ripartenza dopo un'attesa protrattasi per circa 40 giorni, ha provocato la reazione stizzita delle curve. Che hanno dato un ultimatum all'imprenditore di Palo del Colle, accusato di non metterci la faccia in un frangente così delicato.
“Ci era stato promesso che per il 23 luglio tutto sarebbe stato messo a posto, ed invece siamo l'ultima squadra d'Italia ancora ferma al palo”, hanno ripetuto a muso duro i capi ultras al dg Milillo e al ds Belviso reintegrato ufficialmente nel suo ruolo) lasciando chiaramente intendere che il tempo è scaduto e che d'ora in avanti non ci sarà più clemenza.
È in questo contesto di evidente scetticismo che si appresta a cimentarsi Cudini, la cui unica colpa è quella di non aver saputo rifiutare una proposta allettante sul piano professionale come quella di Foggia. Pur sapendo di doversi confrontare con un passato recente ingombrante come quello di Rossi, e di avere a disposizione pochissimo tempo per convincere il partito dei pessimisti ad oltranza.
Che sia ridimensionamento a tutto tondo è palese ed è nell'ordine delle cose, che Garattoni e Frigerio facciano ancora parte dell'organico è solo perché non è ancora arrivata l'offerta giusta, deve aver sentito puzza di bruciato Canonico che ha disertato la "prima" di Cudini allo Zaccheria proprio per evitare il confronto con ha tifoseria che avrebbe messo a nudo tutte le magagne della sua scellerata gestione.
Sta di fatto che il 5 agosto incombe il primo appuntamento ufficiale stagionale, e si rischia subito la figuraccia. Per Cudini un debutto da brividi in tutti i sensi: “Capisco i tifosi, capisco l’ambiente, ma alle volte bisogna anche azzerare e ripartire. Questo, però, non è un punto zero ma un punto di ripartenza, ringiovanendo un po’ la squadra, che resta un organico di valore. Foggia, per quanto mi riguarda, è una grossissima occasione - ha sottolineato il tecnico marchigiani -. Ci permette, mi auguro, di esprimere quelle che sono le nostre idee. Poi sarà il campo a giudicare. Tutto questo scetticismo lo dovremo trasformare in entusiasmo con le prestazioni in campo. Con il presidente abbiamo buttato le basi su diversi argomenti, ma dobbiamo essere realisti e in questo momento la realtà dice che il Foggia è iscritto in Lega Pro. Abbiamo cominciato a costruire un Foggia per la Lega Pro, poi se ci sarà qualcosa di diverso la società si farà trovare pronta. Dobbiamo costruire una squadra importante, che sappia far divertire e che abbia un’identità certa. La notizia della partita il 5 agosto non ci avvantaggia ma è arrivata ieri. Il nostro lavoro vive anche di questi imprevisti. Bisogna essere bravi a cambiare programma. Siamo in ritardo ma di una settimana forse, non di più. Questo gap dobbiamo essere bravi a colmarlo strada facendo, dal 31 in poi quando inizieremo il ritiro”.
Fra quattro giorni si parte per il ritiro. Poi altri cinque e si gioca già per un obiettivo. Servono coraggio ed ottimismo.
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