Foggia, lezione salutare per futuro. Emersi limiti di squadra, servono un paio di innesti per essere competitivi

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Perdere così fa male. “È mancata la determinazione per chiuderla nel primo tempo”, la lucida analisi di Cudini nel post-gara che fotografa cosa è mancato alla sua squadra sabato sera per sedersi definitivamente al tavolo delle grandi del campionato. Il Foggia che a Crotone è stato scintillante per una buona mezz'ora e che poi è andato via via spegnendosi, induce a qualche doverosa riflessione. Che non sposta di un centimetro i meriti di una squadra che pure finora è andata abbondantemente oltre i propri limiti, ma che davanti sabato sera ha avuto la grande occasione per fare il definitivo salto di qualità e non l’ha saputa sfruttare. 

Il ko dello Scida è una lezione che servirà per il futuro, certo di fronte i rossoneri si sono ritrovati una formazione che per valori tecnici non è seconda a nessuno, ma il Foggia ci ha messo molto del suo per agevolare la rimonta dei rossoblù calabresi e per interrompere la sua striscia positiva. 

È stato soprattutto nell'atteggiamento che Garattoni e compagni sono venuti meno, dopo l'iniziale vantaggio di Tonin (al quarto centro stagionale) il Crotone era in confusione totale, e con ogni probabilità sarebbe stato sufficiente alzare i ritmi per metterlo definitivamente in un angolo: i primi 30' del Foggia sono stati sontuosi sul piano dell'intensità e dell'organizzazione, Mirko Cudini l'aveva davvero preparata bene, e con Schenetti e Peralta particolarmente ispirati e sempre nel cuore del gioco la partita pareva mettersi in discesa. 

In gare come questa però o hai la forza d’urto in avanti per chiuderla definitivamente (e che il Foggia purtroppo non ha nelle sue corde), oppure basta un episodio per riaprirle. 

Ed il Crotone che dopo l'avvio-choc ha provato a riordinare le idee, con il trascorre dei minuti ha cominciato a crederci. E poiché negli ultimi 30 metri ha gli uomini che incidono, prima ha trovato il gol del pari sul finire dei primi 45' e, in avvio di ripresa, ha completato il sorpasso, approfittando anche degli errori e di una intollerabile superficialità dell'avversario che nella seconda parte del match ha vanificato tutto quanto di buono costruito per buona parte del primo tempo.

Stavolta i cambi di Cudini né hanno inciso né tanto meno hanno dato la scossa necessaria per rimettere in piedi l'inerzia del match, anche perché Schenetti (che ad un certo punto si è inspiegabilmente abbassato andando a fare il vertice basso davanti alla difesa) e Peralta sono scomparsi dalla scena, la luce si e spenta ed il Crotone a quel punto ha capito che per Zauli quella non sarebbe stata l'ultima apparizione in panchina. 

L'involuzione della ripresa si spiega anche con le incertezze di una difesa che non è sembrata irreprensibile come in precedenti occasioni, oltre che con la giornata storta di Di Noia che rispetto alle ultime prestazioni è sembrato in calo. 

Se a tutto questo aggiungiamo le incertezze di Nobile che pure in un paio di circostanze è stato superlativo, ma fuori dai pali mette sempre i brividi e tiene in ansia il reparto, e l'apporto praticamente nullo dei subentranti, si capisce perché sia finita in quel modo. 

Gli ultimi 20’ dei rossoneri pareva poter regalare il guizzo per il definitivo 2-2, ma lì davanti è stata notte fonda. Non pervenuti nè Tounkara, inguardabile in un paio di conclusioni completamente fuori misura, nè tanto meno Beretta di cui non si ricorda un solo lampo nei nei circa 20’ (recupero compreso) in cui è rimasto in campo.

E così dopo sette turni si interrompe l'imbattibilità del Foggia che durava ormai dal 3 settembre scorso. Poco male, perché lasciare i tre punti per strada a Crotone ci può stare per una formazione come quella rossonera  che fisiologicamente può incorrere in qualche passaggio a vuoto. Soprattutto quando di fronte si imbatte in avversari coi quali non è sempre facile colmare il gap tecnico. 

Adesso però il Foggia ha l'obbligo di resettare gli ultimi 90' e di guardare oltre, anche perché giovedì sera si torna in campo. E di fronte ci sarà un'altra big, il Benevento che dopo l'exploit di Sorrento ora ha messo nel mirino la vetta. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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