Foggia, arrivano i nostri. Coletti per panchina, triade con Olivieri e Vacca. Fatta per Millico dall’Ascoli

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L'anno nuovo in casa Foggia si inaugura all'insegna delle novità a raffica. Mentre Canonico tiene sempre aperta la porta della cessione del club (ci sarebbero interlocuzioni in corso), si registrano significative new-entry sia nello staff tecnico (che resta sempre monco nella casella di allenatore in prima), che nell'organico (che necessita di urgenti correttivi). A conferma, dunque, di una precisa volontà da parte della proprietà di correre ai ripari dopo una prima parte di stagione alla camomilla. Manca solo il crisma dell’ufficialità, ma è Tommaso Coletti il prescelto per la panchina, toccherà al 39enne ex centrocampista rossonero (in possesso di patentino UEFA B) affiancare Olivieri e Vacca di qui alla conclusione della stagione nel tentativo di raddrizzare una annata che finora è stata al di sotto delle aspettative. 

Esattamente 100 anni dopo a Foggia torna così in auge la commissione tecnica, nel '23-24 nello Sporting Club era composta da Fini, Guglielmi e Pignataro, ora invece la triade sarà nel segno di Olivieri-Vacca e Coletti, si tratta di un unicum a livello nazionale che suscita più di una curiosità soprattutto perché sia Vacca che Coletti sono discepoli di un certo Roberto De Zerbi. E non sono in pochi a credere che dietro questa scelta coraggiosa del club ci sia in qualche modo lo zampino del tecnico bresciano, che da Brighton segue sempre con interesse le vicende rossonere. E che, laddove mai sia stato interpellato, una dritta non avrà mancato di darla... 

Coletti è il nome nuovo spuntato negli ultimi giorni, la sua presenza allo Zaccheria qualche settimana fa a bordo campo non era passata inosservata, anche se l'ex tecnico di Vastogirardi e Luparense si era affrettato a precisare di essere semplicemente di passaggio per salutare un vecchio amico (Vacca, ndr). In realtà i contatti sottotraccia erano già in corso e sono proseguiti nel periodo natalizio, Coletti fin dal primo momento ha dato la sua totale disponibilità ad intraprendere la nuova avventura, e patron Nicola Canonico sarebbe sempre più convinto della bontà della sua scelta. Accordo alle viste, l’ex rossonero potrebbe addirittura fare il suo debutto in panchina nel giorno dell'Epifania contro il Taranto. 

Per uno staff tecnico che va potenziandosi, c'è anche un organico in fieri che andrà adeguatamente puntellato. E qualcosa comincia finalmente a muoversi in questa direzione, perché fra le operazioni in entrata il Foggia piazza il suo primo colpo. Si tratta di Vincenzo Millico, attaccante classe 2000 che con Mazzarri ha esordito prima in A e poi in Europa League contro il Debrecen con la maglia del Torino. Millico si è appena svincolato dall'Ascoli e al Foggia si lega con un contratto biennale. Stava per accasarsi al Catanzaro, ma poi sarebbe stato l'amico Vacca a fargli cambiare idea e a farlo propendere per la soluzione-Foggia. 

Talento ancora inespresso, l'attaccante torinese è reduce da un triennio in chiaroscuro: la sua migliore annata in granata con la Primavera è stata quella '18-19, in cui ha segnato a raffica guadagnando anche l’esordio in prima squadra in Serie A. Doppietta di rigore all’esordio contro il Palermo, gol dal dischetto per il momentaneo raddoppio nella prima in casa contro il Genoa e tripletta contro la Fiorentina. Poi via così, fino alla doppietta magica contro la Roma - d’antologia il primo gol, con un destro a giro sotto al sette, di istinto il secondo, con un dribbling secco in area e un tiro di precisione a battere il portiere - e al gol splendido nel derby contro la Juventus. 

Colpi geniali di un talento purissimo. E il 24 febbraio '19 la gioia più grande: l’esordio in A contro l’Atalanta, seppur per poco più di un minuto. Pochi mesi dopo, l’1 agosto ‘19, eccolo esultare per l’esordio in Europa League condito dal gol del 4-1 al Debrecen.

Il destro è il piede naturale, esaltato da un movimento quasi ossessivamente cercato nel corso delle gare: da sinistra verso il centro, per poi inventare. Millico, d’altronde, nasce come ala mancina. E non a caso è Lorenzo Insigne il suo mito, un giocatore che ha costruito le sue fortune proprio in quella zona di campo. Come il campione di Fuorigrotta, l’11 della Primavera granata non è di fisico statuario, ma fa della velocità e del dribbling le sue armi predilette. Sgusciante e imprevedibile, l’estro dell’attaccante è venuto fuori con il tempo. 

Nella stagione 2017/2018, Ceppitelli lo ha lanciato gradualmente nella mischia. Contro l’Udinese, nel 7-1 del 18 novembre 2017, la prima doppietta in campionato. Da lì è stato un crescendo (cinque gol nel Primavera 1) fino all’infortunio al menisco che lo ha colto in un derby, a metà febbraio. Il lungo recupero lo ha costretto ai box a lungo. Fino alla sfortunata doppia sfida play-off contro la Fiorentina. La fine che diventa l’inizio di un sogno: nel segno del viola, Millico è tornato a stupire.  

Il club granata lo ha accolto quando aveva appena dodici anni. Arrivò nella pazza estate che vide il già promettente Moise Kean lasciare il vivaio granata per quello bianconero. Lui fece il percorso inverso e si accasò al Toro. Millico scelse il club di Urbano Cairo, e da allora si è conquistato convocazioni su convocazioni in Nazionale Under 19 e la prima chiamata per una gara di Serie A.

Era il 30 dicembre 2017 e i granata, ancora allenati da Mihajlovic, pareggiarono 0-0 contro il Genoa. Millico rimase in panchina e, pochi giorni dopo, replicò nella sfida di Coppa Italia dello Stadium contro la Juventus che fu fatale al tecnico serbo. Anche Mazzarri, nella stagione da record in Primavera, lo ha chiamato più volte: panchine contro Roma, Inter, Spal e Udinese. Poi, con l’Atalanta, la gioia dell’esordio in A, quando al 92′ va a rilevare Baselli allo stadio Grande Torino. 

Nel mercato di gennaio del ‘21 Millico si trasferisce al Frosinone in B  con la formula del prestito secco, col club ciociaro collezionerà appena 4 presenze prima di trasferirsi al Cosenza (20 presenze e 3 gol). Passa, quindi, a titolo definitivo al Cagliari , dove colleziona 15 presenze nella stagione che ai sardi vale la promozione in A. L’estate scorsa, infine passa all’Ascoli dove continua a trovare poco spazio (10 presenze). 

Lo scorso 12 luglio l'ex Cagliari e Torino era approdato da svincolato nel capoluogo piceno firmando un accordo fino al 30 giugno ‘24 con opzione per ulteriori due anni a favore della società marchigiana. In bianconero ha collezionato 73 minuti in Coppa Italia allo stadio "Bentegodi" nel match contro il Verona ad agosto, e 10 presenze nel girone d'andata del campionato di Serie B (solo 2 da titolare) per complessivi 209 minuti in campo recuperi esclusi senza gol ed assist.

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