Il caso spinoso della multiproprietà: Foggia ed Heraclea in D diventano un problema per Casillo&De Vitto

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Sono i giorni della riflessione in casa Foggia. Diverse le questioni sul tavolo da dirimere e con una certa urgenza, con il tema della multiproprietà che in primis tiene banco. E rispetto alla quale bisognerà farsi trovare pronti a tempo debito, se l’Heraclea nel playout col Nola (gara secca in trasferta domenica prossima) dovesse centrare la salvezza. A quel punto infatti il tandem Casillo-De Vitto si ritroverebbe nella scomodissima situazione di gestire due club nella stessa categoria di appartenenza.

Proprio così, Foggia ed Heraclea entrambe in D, scenario che solo qualche mese fa nessuno avrebbe mai ipotizzato, e che invece adesso rischia di diventare realtà, configurando così una situazione di incompatibilità. Il regolamento parla chiaro, e per evitare poi di doversi districare in un ginepraio, si spera che fin da ora la proprietà abbia le idee chiare sul da farsi. Anche in considerazione del fatto che la ipotesi riammissione (o ripescaggio) del Foggia è tutt’altro che peregrina.

Il vero nodo da sciogliere sono semmai le tempistiche, solo infatti il 20 luglio la matassa si districherà e si conosceranno i nomi dei club in possesso dei requisiti per riappropriarsi della C, anche se già dal 15 giugno verranno stilate le graduatorie definitive ed il quadro a quel punto sarà di fatto cristallizzato. Il Foggia spera, ma farà bene a non cullarsi troppo sugli allori. Il dramma della retrocessione ha lasciato ferite profonde, difficili da rimarginare. Lo scorso anno, i rossoneri avevano evitato il salto all’indietro soltanto ai playout spedendo il Messina in Serie D. Un’agonia che si è protratta per altri dodici mesi, con la società sotto amministrazione giudiziaria almeno fino a luglio prossimo, e che nemmeno con il cambio di proprietà è riuscita a risollevarsi. Cosa potrebbe succedere adesso? L’obiettivo dichiarato è tornare presto tra i professionisti. La preoccupazione però è tanta. E giustificata pure. Il duo Casillo-De Vitto è proprietario pure dell’Heraclea, la società di Candela che milita nel girone H del campionato di Serie D. E che si appresta domenica prossima a giocarsi la permanenza nella sfida senza appello di Nola.

Le Noif (Norme organizzative interne alla FIGC) parlano chiaro e vietano che due società professionistiche facenti capo alla stessa proprietà possano giocare nello stesso campionato, secondo quanto sancisce l’articolo 16-bis, che “non consente ad uno stesso soggetto, anche per interposta persona o tramite situazioni di controllo/collegamento, di detenere partecipazioni o esercitare influenza su più società iscritte allo stesso campionato”. Il principio si estende anche ai campionati dilettantistici organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, inclusa la Serie D, e quindi quella di Foggia ed Heraclea si configura come una situazione incompatibile con quanto recita l’articolo 16-bis delle Noif. Inevitabile, dunque, che Casillo&De Vitto saranno costretti a decidere su quale società puntare nel caso in cui i due sodalizi si ritrovassero nella medesima categoria. Soltanto un cambio di proprietà permetterebbe infatti ad entrambe di coesistere: sembra scontato che la scelta possa ricadere sul Foggia, se i due imprenditori foggiani dovessere decidere di proseguire fianco a fianco nella loro avventura in seno al club rossonero.

Ma c’è chi ritiene che la candidatura di De Vitto a sindaco nella città dei Monti Dauni, possa costringerlo a non abbandonare l’Heraclea e a non ricorrere quindi ad un nuovo asset societario. Anche perché in caso di mancata cessione, la squadra di Candela sarebbe destinata a scomparire. Paradossalmente, però, l’eventuale retrocessione in Eccellenza potrebbe rappresentare un’ancòra di salvezza perché il divieto in due categorie diverse verrebbe meno. Non è comunque detta ancora l’ultima parola. Per il Foggia infatti la retrocessione sul campo potrebbe essere scongiurata attraverso la procedura di riammissione, ma occorrerà attendere il playout tra Torres e Bra che bussa alle porte. In caso di retrocessione di quest’ultima, proprio il Foggia diventerebbe la prima società avente diritto (il Bra ha una deroga per disputare gli incontri casalinghi a Sestri Levante, quindi sarebbe out). E poi c’è il caso della Ternana, sempre più prossima al fallimento. Presto se ne saprà di più, ma nel frattempo meglio attrezzarsi. Non si sa mai...

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