L’aeromobile Lumiwings costretto a dirottare due volte: prima su Bari e poi su Torino

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Due dirottamenti nel giro di cinque giorni, è quanto accaduto ad altrettanti voli della Lumiwings la scorsa settimana. Il primo si è verificato il 14 dicembre, quando l’aeromobile di ritorno da Milano è dovuto atterrare allo scalo di Bari. Il secondo, il 18 dicembre, quando il volo delle 18:05 in partenza da Foggia è stato dirottato a Torino dove è arrivato alle 19:50.

A quanto pare sarebbe stata la bassa visibilità, causata dalla nebbia, a non permette all’equipaggio del velivolo di compiere regolarmente l’atterraggio che è stato quindi diretto all’aeroporto alternativo.

I passeggeri sono stati poi trasportati in bus allo scalo di destinazione. L’aereo è comunque arrivato a Malpensa dove a mezzanotte è ripartito alla volta di Foggia per trasportare i passeggeri del volo di ritorno, arrivato di conseguenza a notte inoltrata, intorno all’una.

In settimana, anche il dirottamento su Bari era stato causato dalle forti piogge che limitavano la visibilità sull’aeroporto della Capitanata. L’aereo ha effettuato anche due tentativi di avvicinamento ma poi ha finito per atterrare a Palese.

Domenica sera invece il velivolo non si è nemmeno avvicinato allo scalo, come è possibile vedere dal playback disponibile sul sito Flightradar24. Per oltre mezz’ora l’aereo è stato tenuto in volo all’altezza di Casale Monferrato, evidentemente in attesa di indicazioni dalle torri di controllo.

Questo però non significa che in quei minuti a Malpensa non ci fosse attività, molti aerei infatti sono atterrati e decollati regolarmente.

Quando la visibilità scende sotto un certo valore, in aeroporto (ma solo in quelli dotati di infrastrutture idonee) vengono attivate le cosiddette procedure per bassa visibilità. In poche parole, il traffico a terra viene ridotto, per diminuire il rischio di collisioni, come anche il numero di atterraggi e decolli, il che comporta in genere qualche ritardo. Durante l'attivazione di queste procedure vengono autorizzati ad operare solo quegli aerei dotati di speciale strumentazione e solo quei piloti che hanno avuto l'addestramento specifico per atterraggi e decolli in bassa visibilità.

Se il decollo in bassa visibilità non si differenzia molto da quello normale, l’atterraggio è una manovra del tutto automatica, eseguita interamente dai sistemi di bordo dell'aereo, guidati da un segnale proveniente da terra. Il compito dei piloti, in questo caso, è quello di percepire ogni piccola anomalia che possa pregiudicare la sicurezza dell'atterraggio ed essere pronti a prendere il controllo per interrompere la manovra e ricominciare dall'inizio o decidere di dirottare su un aeroporto con condizioni migliori.

“Sono tre in linea di massima le ragioni che impediscono ad un velivolo di atterrare in condizioni di visibilità sfavorevoli – conferma a l’Attacco Roberto Tango, foggiano di origine, con una esperienza ultra ventennale da tecnico nel settore dell’aeronautica, impiegato in alcuni degli scali più importanti d’Italia -: la mancanza delle idonee strumentazioni a terra, un velivolo non equipaggiato con strumenti idonei, l’equipaggio o la compagnia non abilitati a questo tipo di atterraggio. Per quanto riguarda il primo requisito sappiamo che il Gino Lisa non ha le tecnologie per l’atterraggio in condizioni di scarsa visibilità, mentre l’hub intercontinentale di Malpensa naturalmente sì. A questo punto bisogna capire se il personale e la compagnia Lumiwings abbiano le certificazioni necessarie. Anche la carenza di un solo requisito implica l’impossibilità di atterrare in situazioni di bassa visibilità. In base ai requisiti si inserisce l’aereo, la compagnia e l’equipaggio in specifiche categorie. Tengo a precisare che si tratta di classificazioni che sono disposte da autorità internazionali, come l’Icao ad esempio. In base alla categoria di appartenenza ci sono delle regole da seguire”.

In attesa di capire a quale categoria appartengano aeromobile, compagnia ed equipaggio, anche se a poche ore di distanza l’aereo è comunque arrivato a Milano, pure in presenza di nebbia, il che lascerebbe supporre che tutto sia in regola e acclarato che in quel momento lo scalo lombardo non fosse busy (cioè congestionato, ndr), c’è da chiedersi se i dirottamenti in generale siano frequenti.

“Seguo molti scali italiani e sinceramente a me non sembra che ci siano tutti questi voli che atterrano in scali diversi da quelli previsti – la risposta del tecnico -, anche perché di fronte a condizioni meteo avverse assisteremmo a moltissimi dirottamenti; in realtà non accade, non solo in Italia dove il clima è abbastanza mite ma soprattutto in altri Paesi in cui il meteo è spesso estremo, è un evento eccezionale quando si chiude temporaneamente un aeroporto, ad esempio, per una forte nevicata”.

Trapela da ambienti di addetti ai lavori che non sia in effetti chiara la ragione per la quale l’aereo Lumiwings abbia effettuato questa tappa intermedia a Torino.

“Da cittadino foggiano sono felice che si sia riattivato il Gino Lisa ma è un servizio zoppo e questo mi fa rabbia, ci sono ancora molte limitazioni a cui porre rimedio, basti pensare all’area parcheggio aeromobili o alla presenza di un manufatto nei dintorni che non può far decollare l’aereo a pieno carico, forse a questo punto avrei preferito aspettare ancora un anno ma avere una struttura pubblica completa, efficiente al 100%. Perché a noi foggiani deve sempre mancare qualcosa, per ottenere la quale dobbiamo sempre faticare? Stiamo parlando di investimenti fatti con denaro pubblico. Mi auguro che, come succede per tutti gli esordi, la fase complessa dell’avvio del Gino Lisa finisca al più presto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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