La tradizione è tradizione, ma che sia familiare, regionale o americana, ciascuno nel corso del tempo, la fa sua, la interpreta e la conserva. Se poi è fortunato, la tramanda a sua volta. Ci sono piatti e chef che hanno legato la loro carriera e fortuna professionale a piatti natalizi, che di anno in anno finiscono in libri dedicati, in blog e video ricette. Natale con Ramsay è sicuramente uno di questi. Lo chef Gordon Ramsay ha fatto della sua stessa vita e famiglia un must, al punto che proprio da casa sua, con i suoi figli, spiega di anno in anno tutti i passaggi per il suo inimitabile tacchino ripieno. E chi, almeno una volta, non ha provato a imitarlo? Se non l’avete mai fatto, tentate la sorte, perchè è davvero il più classico dei piatti di Natale da portare in tavola per essere un po’ più stravaganti del solito in famiglia, almeno da noi, visto che la tendenza è anglosassone, oppure sarà l’occasione giusta per iniziare una nuova tradizione.
I siti specializzati, che lo propongono nella versione originale, lo mettono subito in chiaro: non temete, perchè è un piatto che è ripetibile a qualunque latitudine. Non ha insomma, ingredienti introvabili, o difficili da reperire in Italia. Tacchinella. Burro. Burro. Burro. Olio. E poi cipolle, limone, alloro. e soprattutto, molti massaggi, per rendere la carne morbida e assorbente, in modo che sia saporita e profumata.
Se negli Stati Uniti si mangia al Ringraziamento, in Gran Bretagna il tacchino è il piatto del Natale, meno usuale dell’abbacchio o del cappone piemontesi. Una variante più ricca e festosa, è quella con ripieno alle castagne, come in Piemonte, ma la nota ancora più particolare, la aggiunge un ripieno di prugne, più particolare ancora di quella con burro, limone e cipollotti proposta dallo stesso Ramsay.
Qualunque sia la versione, per il tacchino una sola raccomandazione: portatelo in tavola intero e tagliatelo davanti ai commensali. La sorpresa sarà enorme.
E’ stato sempre lui, Gordon, a far tornare di moda il filetto alla Wellington. Nato secondo alcuni in Francia, secondo altri in America, ma poi passato nel dimenticatoio. La difficoltà è complessa, perchè il piatto ha necessità di diversi tipi di preparazioni e di una certa dose di manualità. Diciamo che non è proprio un piatto per tutti e sarà anche per questo, per la sua complessità e difficoltà, che resta perlopiù per le occasioni speciali. Filetto di manzo, funghi champignon, senape, prosciutto crudo, pasta sfoglia, uovo, paprika, Marsala... Insomma. Una bella dose di ingredienti, per differenti preparazioni che poi andranno assemblate insieme.
A fare la differenza, la carne, in primis e poi la capacità di cuocerla bene e di sigillarla. La sorpresa, si avrà solo alla fine, quando, riempendo la sfoglia, si potrà scoprire il colore dell’interno. Se è rimasto rosa e asciutto, siete stati bravi, se è troppo cotto, sul marrone, oppure crudo e quindi molto bagnato, purtroppo, vi toccherà riprovarci, magari l’anno prossimo.
Lei invece, di cognome fa Lawson, ma il suo Nigella Christmas, uscito nel 2008 è ancora un libro attualissimo, adatto davvero a tutti. Non esiste un pensiero, legato alla cucina, godurioso, che non rimandi a lei. Ricette a lume di candela, ma anche piatti da mangiare da soli, fuori orario, spuntini super cozy e gourmet, lei è davvero la regina del Natale in cucina. Capace di trasformare due uova in un piatto paradisiaco, anche se le chiama al purgatorio.
Se siete in cerca di spunti natalizi, allora, con lei troverete di tutto. Cocktail di ogni cenere, tartine e canapè assortiti, utilizzando ad esempio, solo salmone, burro e pane nero, ma presentato nel modo più fascinoso che vi viene in mente. Zuppe da fare in anticipo, contorni veloci, portate da preparare prima, in modo avere qualcosa di pronto e la situazione sotto controllo, anche se il numero di ospiti aumenta. Per lei non esiste Natale senza il tacchino con i cavoletti di Bruxelles, la salsa di mirtilli rossi.
La food writer che ha sedotto l’Italia poi racconta di una recente versione, tutta italiana del suo Christmas pudding, che lei chiama italian pudding ed è un panettone inzuppato nel mascarpone e ricoperto da gocce di cioccolato, marrons glacés spezzettati e pistacchi sbriciolati, il tutto ornato con una manciata di chicchi di melograno. Poi ci sono i suoi tipici quadratini di panettone ripieni che sono quasi come dei piccoli brownies saporiti.
Oltre alle classiche bevande, lei serve un antipasto di crostini di pane con parmigiano accompagnati da un cocktail di prosecco e Cointreau, Grand Marnier o Triple Sec e anche un pochino di succo di mirtillo.
Ma se volete lasciarvi ispirare dalla bellissima chef, non solo per la cucina, sappiate che lei ogni anno a Londra organizza una super festa di Natale, in cui accanto alla tavola, decorata con una tovaglia bianca e poi mele rosse, uvetta, noci, mirtilli e palline di Natale, fa indossare ai suoi ospiti una parrucca per divertirsi a ballare insieme e a fare ogni anno pazze e folli fotografie natalizie. Da provare, almeno una volta...
Tantissime le idee della francese Mimì Thorrison, da cui si possono imparare i diversi modo per tortellini e cappelleti in brodo, o i segreti del perfetto tagliere. Loro, hanno luxury book e blog da cui farsi contagiare, con foto di cibo, ma anche di decorazioni, impiantamenti e di famiglia. Impossibile resistere.
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