Un avvocato foggiano al lavoro in uno dei processi più importanti della cronaca nazionale. Per un caso che contribuirà a segnare l’immaginario collettivo italiano in termini d’integrazione e di diritti civili. L’omicidio della giovanissima Saman Abbas - il cui corpo, ad oltre 6 mesi dalla sua scomparsa, è stato ritrovato lo scorso novembre in un casolare di Novellara, a poche centinaia di metri dall’abitazione di famiglia - ha suscitato l’indignazione collettiva.
Dalla società civile alla politica. Per la morte della 18enne, a processo - che inizierà il prossimo 10 febbraio, presso la Corte d’Assise di Reggio Emilia - lo zio e i cugini di Saman (Danish Hasnain, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq) catturati in giro per l’Europa dopo la fuga e ora nelle carceri emiliane, Shabbar Abbass (padre della vittima, arrestato ad Islamabad, in Pakistan, e attualmente in regime di estradizione) e Nazia Shaheen, la madre tuttora latitante di Saman.
Secondo la ricostruzione dei fatti, supportata dalle testimonianze del fratello minore e del fidanzato di Saman, il movente del crimine compiuto dalla famiglia ai suoi danni risiederebbe nel rifiuto della ragazza di sposare il cugino in Pakistan nel 2020, quando aveva solo 17 anni. La giovane in seguito aveva denunciato i genitori per maltrattamenti e induzione al matrimonio, oltre che per il sequestro dei suoi documenti. Un caso che ha decretato anche l’apertura di un'indagine parlamentare da parte della Commissione d’inchiesta sul femminicidio al Senato, mentre a livello europeo alcuni europarlamentari del gruppo Identità e Democrazia hanno tenuto un'interrogazione parlamentare il 9 giugno 2021, in cui si è discusso della crescita del fenomeno e dei delitti d'onore nei Paesi membri, chiedendo maggiore attenzione sul tema della violenza di genere.
Gianluca Bocchino è il giovane e brillante avvocato che lavora da ben 7 anni con la Tonucci&Partners, uno dei più grandi studi legali d’Italia, che vanta innumerevoli sedi sul territorio nazionale, tra cui Milano, Prato, Roma e anche Foggia, avendo la Tonucci&Partners acquisito lo studio dauno dello stesso Bocchino. Il quale, proprio in virtù del suo corso professionale ad alti livelli, è stato di recente incaricato dalla Confederazione islamica italiana (Cii) - tra le più grandi organizzazioni confessionali del mondo islamico in Italia – per la costituzione parte civile nel processo a carico dei 5 familiari di Saman. “Una scelta – nelle intenzioni della Cii - dettata dalla ferma condanna di un delitto che offende e tradisce i valori dell'Islam, improntati al rispetto e alla salvaguardia della vita umana”. Non a caso anche altre importanti realtà associative musulmane presenti sul territorio nazionale, come l'Unione delle comunità islamiche d'Italia (Ucoi) in comune accordo con l'associazione islamica degli Imam e delle Guide religiose, hanno emanato, a seguito dell’omicidio della 18enne pakistana, una ferma condanna contro i matrimoni forzati e contro l'infibulazione.
E, insieme alla Cii (pronta, attraverso la tutela legale di Bocchino, a rivendicare, nel processo di primo grado che inizierà a breve, la netta distanza che intercorre tra le dinamiche che hanno portato all’omicidio di Saman e i valori della fede musulmana) anche l’Ucoi, d’altro canto, si era già costituita parte civile nell’udienza preliminare dello stesso procedimento penale.
“La Cii – spiega il legale foggiano a l’Attacco, che lo ha contattato per un approfondimento – pone tra i suoi obiettivi proprio la salvaguardia dei diritti civili e dei diritti della donna. E questa costituzione parte civile rappresenta, a mio modo di vedere, un passaggio importante anche in funzione sociale e d’integrazione culturale sul territorio italiano, perché dimostra la netta presa di distanza del mondo islamico, attraverso una delle sue realtà più progredite, da delitti come quello a danno della povera Saman. L’azione legale intrapresa dalla Comunità islamica italiana rappresenta una posizione convinta contro la strumentalizzazione di qualunque argomentazione di tipo religioso che verrà eventualmente usata dagli imputati e dalle loro difese a giustificazione del delitto. Per la Cii – continua Bocchino - l’omicidio di Saman non ha alcun rapporto con l’Islam. Nella costituzione parte civile, infatti, noi diciamo – dettaglia l’avvocato - che si tratta di un comportamento scaturito all’interno di dinamiche familiari che non hanno nulla a che fare con i precetti della fede musulmana, tantomeno con la salvaguardia di tradizioni legate all’Islam. La presenza della parte civile – conclude sul punto – serve proprio ad evitare che la difesa degli imputati possa accampare, come attenuanti della commissione del reato, importanti motivazioni di carattere religioso e spirituale. Eventualità che, nel caso, dimostreremo essere una vera sciocchezza”. Quali le previsioni di Bocchino rispetto all’evolversi del procedimento?
“Immagino sarà un processo lungo – risponde – laddove per reati come questo non esistono problemi legati alla prescrizione. In tutti i modi la complessità del procedimento atterrà anche molto alle tante perizie depositate. Ma penso – spiega Bocchino – che non dovrebbero esserci grandissime difficoltà a provare le responsabilità. Il cadavere della ragazza è stato trovato. Da un punto di vista probatorio le questioni sono già ben incastrate”.
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