Scontro Raffaeli-Ditommaso a suon di denunce. Il Sindaco conferma fiducia all’esponente dem

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Sta facendo scalpore a Cerignola la querelle tra l’avvocata Laura Raffaeli e l’avvocata Sabina Ditommaso, esplosa in quella che, stando a quanto afferma la prima, sarebbe stata un’aggressione fisica nei suoi confronti da parte della seconda.

La cosa assume poi ancora più risonanza se si tiene presente il fatto che Sabina Ditommaso è presidente del Consiglio comunale cittadino e segretaria locale del Partito democratico. Dal proprio canto, Laura Raffaeli è politicamente schierata con Fratelli d’Italia.

LA VERSIONE DI RAFFAELI. Il fatto sarebbe avvenuto lo scorso venerdì 27 gennaio, durante un intervento delle forze di Polizia del Commissariato di Cerignola riguardante un minore di 8 anni conteso tra i genitori.

“Non si è trattato di un litigio ma di un vero atto d’aggressione nei miei confronti”, tiene a precisare a l’Attacco l’avvocata Raffaeli, che spiega poi la sua versione di quanto sarebbe accaduto: “Sono stata contattata intorno alle ore 17. La madre era giunta presso l’abitazione del padre, che io rappresento, per prelevare il bambino che, in quel momento e come d’accordo, si trovava col lui. Dopo un primo momento in cui si cercava di capire quali fossero le volontà del bambino, si comunica alla mamma che il piccolo sarebbe rimasto col papà. Un poliziotto è dunque salito nell’abitazione del padre, assegnandolo in quel momento a me”.

“Il poliziotto mi ha chiesto di mettere il minore in sicurezza, assegnandolo in quel momento a me e chiedendo di far parlare il bambino con la mamma e con gli avvocati Ditommaso e Montenegro – continua - Io ho ripetutamente chiesto al poliziotto se si trattasse di una situazione idonea per il minore perché il contesto era molto complicato, erano presenti dieci agenti di Polizia e la madre era ubriaca. Ho chiesto di tutelare il minore. Mi è stato risposto di non preoccuparmi perché erano presenti anche due mie colleghe. Avevo anche paura che potessi essere aggredita dalla mamma, ma non pensavo minimamente che una collega potesse aggredirmi. Il bambino ha accettato di incontrare sua madre nell’atrio della palazzina in cui abita il padre e ha chiesto la mia presenza. Siamo scesi tutti: io, il poliziotto, il bambino, il papà e un cugino del bambino. Il poliziotto è uscito per accompagnare la mamma nell’atrio ed è stato allora che l’avvocata Ditommaso ha invaso una proprietà privata, mi ha sottratto il minore che avevo sotto braccio, lo ha buttato in mezzo alla strada (testuale, ndr), mi ha preso per il collo con una mano e con l’altra mano ha tentato di chiudere il cancello. Il mio collo è andato all’indietro e ho urlato chiedendo aiuto. Il poliziotto che ci aveva accompagnato è intervenuto, togliendomela di dosso. Il minore poi si è trovato davanti una scena raccapricciante, è rimasto scioccato: sua zia era stata ammanettata per aver aggredito due poliziotti, la madre ubriaca era riversa a terra”.

Ma per quale motivo sarebbe avvenuta l’aggressione? “Forse l’avvocato Ditommaso ha garantito alla madre che sarebbe riuscita ad avere il minore”, risponde Raffaeli. È un’accusa molta grave, quella che l’avvocato Raffaeli rivolge alla sua collega, ma non è la sola: “Ci sono violazioni di norme deontologiche in quanto, fino a un mese fa, Ditommaso era l’avvocato del padre per altre questioni. Non so a che titolo lei fosse lì, dovrà spiegarlo a chi di dovere. Non so a che titolo lei mi abbia sottratto il minore”.

Che cosa vuol dire esattamente? “Sabina Ditommaso era in compagnia della sua collaboratrice di studio, l’avvocata Giuseppina Montenegro che è la legale della madre del minore e con la quale ho avuto rapporti soltanto via PEC. La madre però sostiene che lei sia difesa da Ditommaso, non da Montenegro. Lo ha anche dichiarato alla Polizia. Questo però non può essere perché, secondo il nostro codice deontologico, in casi di separazione, divorzio e affido di minori, noi avvocati non possiamo mai assumere cause contro i nostri ex clienti. Perciò Ditommaso o è l’avvocato della donna, e non può farlo, o non è l’avvocato della donna, e allora deve spiegare a che titolo era lì e a che titolo mi ha sottratto il minore”.

“Mai mi sarei immaginata qualcosa del genere, tenendo anche presente la presenza di dieci poliziotti. Ora sarò costretta a indossare un collare per 15 giorni – dice Raffaeli –. Sono stata anche minacciata. Mi ha detto che me l’avrebbe fatta pagare, che mi avrebbe fatto fuori, che sono una persona schifosa. Questo è stato ripetuto anche dalla sua collaboratrice di studio, l’avvocata Montenegro il cui marito è peraltro un poliziotto. Il tutto è accaduto davanti a decine di testimoni”.

L’avvocato Raffaeli ha sporto denuncia per aggressione e minacce ma afferma di voler “integrare la questione della sua presenza lì. Sono anche pronta a preparare un’istanza di denuncia al Consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine, perché ciò che è successo non fa onore alla nostra categoria”.

LA REPLICA DI DITOMMASO. Le accuse di aggressione e minacce nei confronti di Ditommaso (presidente del Consiglio Comunale e segretaria cittadina del Pd) da parte di Raffaeli (schierata con FdI), oltre alle prevedibili polemiche politiche, hanno provocato la reazione da parte dell’esponente dem.

“Le accuse dell’avvocato Raffaeli sono tutte false – dichiara Ditommaso a l’Attacco –. Mi trovavo sul posto non in qualità di avvocata, ma come amica della madre del minore. A patrocinare la donna nella causa di separazione è l’avvocata Montenegro, mia collega. Siamo intervenute solo per timore che la madre, molto agitata, potesse compiere atti autolesionistici”.

Nessuna aggressione, dunque? “Assolutamente no – risponde Ditommaso – Non l’ho mai afferrata per il collo né ci sono state minacce da parte mia”. Perché allora l’avvocata del padre del piccolo avrebbe rivolto accuse così gravi? “Non lo so davvero, anche perché c’erano dei poliziotti presenti. Sarà l’autorità giudiziaria a dover accertare i fatti, io sono tranquillissima. Quello che è accaduto è che il bambino ha abbracciato la sua mamma e si è tranquillizzato. Noi abbiamo poi accompagnato la donna a casa sua e tutto è finito lì. Certamente c’era concitazione, tutti gridavano, il bambino piangeva. Non si capisce da dove sia saltata fuori questa storia dell’aggressione”.

L’altra questione posta da Raffaeli ha riguardato il motivo per cui Ditommaso fosse sul posto: “Quando la madre ha affermato che io fossi la sua avvocata, intendeva dire che l’ho già patrocinata in altre cause. In questa lei è difesa dall’avvocata Montenegro. Ripeto che ero lì solo in qualità di amica della donna, che conosco da dieci anni, così come suo marito”.

“Questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr) ho presentato denuncia presso l’Arma dei Carabinieri per simulazione di reato, false dichiarazioni, diffamazione aggravata. Non è accettabile che l’avvocato Raffaeli inventi accuse del genere solo per attaccarmi politicamente e per un tornaconto professionale. Agirò in tutte le sedi civili e legali per difendermi”, conclude Ditommaso. 

I beninformati riferiscono che la madre del bambino avrebbe affermato che tra il marito da cui si sta separando e l’avvocato Raffaeli ci sarebbe un’amicizia molto affettuosa. Questo sarebbe uno dei motivi dell’agitazione della donna.

IL COMMENTO DEL SINDACO. “Da me ascoltata, l’avvocata Ditommaso ha negato ogni profilo della vicenda valorizzato dall’avvocata Raffaeli, annunciandomi una sua querela per diffamazione e altro. A questo punto sarà l’autorità giudiziaria a chiarire fatti, vicende e responsabilità, attesa altresì la circostanza della presenza diffusa di personale della Polizia di Stato, testimone dei fatti denunciati. Sul piano dei rapporti istituzionali, pertanto, resta confermata la mia fiducia nella figura dell’avvocata Ditommaso, Consigliera comunale e Presidente del Consiglio comunale della mia città”.

Giovanni Soldano

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