Bianchi chiama in causa Potenza sull’impianto fanghi. “Chi mi fece conoscere Tulipano srl?”. E spuntano foto

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“Quando si capirà bene cosa abbiamo combattuto in questi anni verrà compresa anche la nostra sfiducia”. Dagli ambienti di opposizione di Apricena è questo che trapela quando si domanda come mai nessuno voglia commentare le gravi rivelazioni fatte su queste colonne rispetto alla holding di famiglia del sindaco Antonio Potenza e alle quattro imprese controllate, tutte operanti nella città del marmo e della pietra. Se la maggioranza della lista Uniti per cambiare parla d’altro e dal primo cittadino alla richiesta di una replica c’è solo silenzio tombale, anche la minoranza resta del tutto silente, attendendo – senza in realtà crederci granchè – che intervengano gli inquirenti a far luce sulla situazione. Uno scoramento che è frutto di troppi anni di battaglie contro l’inscalfibile Potenza, in carica ormai dal 2012 con la sola interruzione tra 2013 e 2014. C’è però qualcosa che adesso è cambiato: se in passato Potenza e l’imprenditore edile Matteo Bianchi erano un tutt’uno e si spalleggiavano a vicenda, oggi la guerra tra i due è arrivata ad un punto tale da scatenare un vespaio quotidiano, con conseguenze imprevedibili. E così è avvenuto che, all’indomani della prima puntata dell’inchiesta de l’Attacco sulla galassia di imprese del sindaco, la maggioranza si sia scagliata contro l’ex mentore politico Bianchi, ovvero contro colui che oltre tre lustri fa diede il via col giovane ingegnere all’operazione politica destinata a metter fine al feudo rosso apricenese, trasformandolo nel regno del centrodestra, o meglio del partito personale di Potenza. In realtà Bianchi non non c’entra nulla col lavoro giornalistico de l’Attacco, su questo Potenza e i suoi hanno preso un’enorme cantonata.

 

Un errore, ritenere il primo ispiratore dell’inchiesta sulla milanese Power Holding, che rischia di costare caro. Ecco cosa è avvenuto mercoledì mattina. Sia sulla pagina Fb del Comune che su quella di Uniti per cambiare è stata pubblicata una breve nota a firma di Matteo Bianchi: è quella con cui il costruttore, in quanto legale rappresentante della Bianchi Marmi srl, lo scorso 11 settembre ha ribadito a Giesse srl l’interesse della propria impresa alla realizzazione dell’impianto di discarica proposto da Giesse srl all’interno della propria cava di Poggio Imperiale, in località Tre Valli. “Dopo le lunghe battaglie portate avanti dall’amministrazione comunale in tutte le sedi, in collaborazione con Provincia, ASL e ARPA, anche nell’ultima udienza al TAR i giudici hanno rigettato la richiesta di sospensiva dei proponenti, rinviando la decisione finale al 2027”, ha esordito la maggioranza rispetto al contestato progetto di impianto fanghi. “Ricordiamo che la Provincia ha espresso parere negativo. Ribadiamo con certezza che questo impianto non si farà mai: lo diciamo dal 2022. Ci sono atti chiari e trasparenti. E lo stanno confermando da due anni anche i tribunali, nonostante l’ostinazione dei proponenti. Spiace constatare che, sul piano politico, l’amministrazione stia conducendo questa battaglia in solitaria, a difesa del nostro territorio. Che fine hanno fatto i sostenitori del no? Sono spariti. Forse oggi non se la sentono più di criticare certi soggetti, ormai politicamente lontani dall’amministrazione comunale?”, il riferimento nemmeno tanto velato a Bianchi.

“L’amministrazione comunale di Apricena ribadisce, insieme a quella di Poggio Imperiale, sul cui territorio ricade il progetto, la totale contrarietà alla sua realizzazione. Lo diciamo da anni: questo territorio ha una vocazione agricola e lapidea, con prospettive di sviluppo ecosostenibile. Non accetteremo mai che qualcuno comprometta il futuro dei nostri figli. È in corso un procedimento davanti al TAR Puglia. Siamo in attesa di sviluppi e gli avvocati Lombardi e Settembre, incaricati dai due Comuni, stanno difendendo a spada tratta i nostri territori. Negli ultimi giorni, i legali dei Comuni ci hanno comunicato alcune novità importanti. Inizialmente, a seguito delle proteste delle due amministrazioni e dei rispettivi cittadini, la proprietà della cava, Bianchi Marmi, aveva mostrato segnali di rinuncia al sostegno del progetto di una discarica di rifiuti speciali nella propria cava. È giusto riconoscerlo, per dovere di verità. Le notizie delle ultime ore, però, sono allarmanti. Secondo quanto comunicato dai legali, la società proprietaria della cava, che inizialmente non si era costituita in giudizio davanti al TAR, lo ha fatto negli ultimi giorni a sostegno della realizzazione della discarica, ribadendo il proprio interesse al progetto, come riportato anche nella dichiarazione allegata agli atti. Siamo sgomenti e amareggiati da questa inversione di marcia”.

La reazione di Bianchi è stata pesantissima, perché l’imprenditore ha di fatto sostenuto che proprio Potenza starebbe dietro l’affaire fanghi. “Siamo imprenditori e tecnici, nonché proprietari del sito. Confermiamo, anche qui, l’interesse a portare avanti il progetto di discarica di rifiuti speciali, secondo normativa statale”, ha scritto l’edile. “Qual è il problema? Qual è il reato? I terreni agricoli di Apricena sono stati già svenduti, da altri: migliaia di ettari per installare agrivoltaico ed eolico! E che dire delle tre centrali di biogas e biomassa? Una biomassa non è, per caso, un bruciatore di tutto? Se d’estate avete sentito il fetore della plastica dei tubicini, con le centrali di biogas e biomassa preparatevi a sentire puzza di tutto, per tutto l’anno! Chi ha svenduto il territorio? Chi è il solo ad averne tratto benefici? E dov’era l’amministrazione comunale? E l’opposizione? E gli ambientalisti? Tutti sapevano e sanno…ma nessuno ha parlato! È certo che ci sia una differenza: noi siamo gli imprenditori che non hanno mai bussato con i piedi alla tua porta! Perché sappiamo fare il nostro mestiere”. Poi l’affondo clamoroso. “Sono curioso di sentire questa verità sull’impianto di trattamento fanghi. Screenshot, messaggi WhatsApp alla mano, messaggi audio di due amministratori comunali. Chi mi ha fatto conoscere Giuseppe Contessa e Filippo Mazzei?”, ovvero i titolari dell’impresa che vuol realizzare l’impianto per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da fanghi biologici, Il Tulipano srl.

“Chi li ha accompagnati personalmente nel mio studio? Chi ha fissato un appuntamento per andarne a discutere nella stanza del sindaco, un pomeriggio? Chi mi aggiorna, con più messaggi vocali, su come stanno andando le procedure VIA in Provincia, nonostante non glielo abbia mai chiesto? Lo vuoi dire tu, o lo dico io? E adesso le responsabilità di chi sarebbero? Suvvia, buttala in caciara perché tra Manfredonia e Trani spira vento di tempesta. Buon viaggio verso Roma!”, la conclusione di Bianchi.

E spuntano foto che ritraggono Contessa ad un comizio del consigliere regionale Paolo Dell’Erba (coordinatore provinciale di Forza Italia, alleato storico del sindaco) e Antonio Potenza, nell’autunno 2025, durante la campagna elettorale per le regionali, in piedi accanto all’attuale vicesindaco e allora assessore comunale Ivan Augelli. Una presenza che si ripetè anche a metà marzo scorso, ad un evento del Comune nel Palazzetto dello sport. Insomma, da una parte c’era la dichiarata guerra dell’amministrazione a Tulipano srl, dall’altro la presenza assidua dell’impresa ad iniziative legate a Potenza.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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