Ciò che non si sperava è accaduto. Anche quest’anno le fiamme hanno colpito duramente il centro del Gargano, nel cuore dell’estate targata 2023. Appena due giorni fa un vasto incendio ha colpito la Baia di San Felice a Vieste e circa duemila ospiti di tre grandi strutture ricettive (Residence Gattarella, Hotel Portonuovo e Hotel Gargano) sono stati evacuati in una palestra nel centro cittadino allestita per dar modo alla gente di trascorrere la notte. Un incendio “complesso” poiché alimentato oltre che dalle alte temperature, anche dal forte vento.
Un quadro che ha allertato non poco gli organi competenti che fin da subito hanno reso operativi carabinieri forestali, protezione civile, vigili del fuoco e agenti di polizia locale. Solo ieri mattina sono finalmente giunti i canadair operativi tanto su Baia San Felice quanto su Ruggiano, in agro di Monte Sant’Angelo dove il fuoco ha letteralmente cancellato decine di ettari di macchia.
“Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. È quanto stima la Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia che hanno distrutto centinaia di ettari di alberi e macchia mediterranea, dalla Sicilia alla Calabria fino alla Puglia spinti dal caldo record.
Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco dei roghi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati. “Nelle aree bruciate dagli incendi – sottolinea la Coldiretti – saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati ma viene anche a mancare un importante polmone verde.
Ogni rogo – stima la Coldiretti – costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate. Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con alte temperature e siccità, a preoccupare – sottolinea la Coldiretti – è la disattenzione e l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente”.
Anche il Presidente del Parco nazionale del Gargano Pasquale Pazienza è in queste ore in costante contatto con il Reparto Carabinieri Parco per aggiornamenti sulle dinamiche di innesco degli incendi e per verificare gli stati di avanzamento degli interventi.
“Stiamo anche cercando di comprendere come procedere ad ottimizzare i tempi di avvio delle operazioni di spegnimento. A tal riguardo sono già state svolte delle riflessioni che trasmetteremo al MASE e ad altri soggetti decisori”.
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