Lavoro, giustizia sociale e antimafia sociale: tre elementi strettamente connessi che trovano in Giuseppe Di Vittorio il collante che li tiene insieme. In occasione dei 131 anni dalla nascita del grande sindacalista, presso la sala ricevimenti "Torre Brayda" di Cerignola è stata organizzata una tavola rotonda sul tema "Mafie e legalità" a cui hanno preso parte in collegamento telefonico Sebastiano Fabio Venezia, deputato Pd della Regione Sicilia; in sala, Sabina Ditommaso, presidente del Consiglio Comunale di Cerignola; Pierpaolo d'Arienzo, segretario provinciale del Pd Foggia e Sindaco di Monte Sant'Angelo; Matteo Bellegoni dell’Osservatorio Placido Rizzotto.
L'antimafia sociale discute, raccogliendosi intorno alla monumentale figura di Di Vittorio, del tema della lotta alla mafia e lo fa il giorno seguente alle parole espresse dal Procuratore Ludovico Vaccaro che, in quel di San Marco in Lamis, ha parlato di fiacchezza da parte dell'antimafia sociale.
Pietro Fragasso, presidente della Cooperativa Sociale Pietra di Scarto, ha evidenziato come quelle parole “spronino a non fare in modo che si inneschi dell'abitudine. Dobbiamo vivere la vicenda dei fratelli Luciani come una ferita sempre aperta. Non ci si può abituare alla presenza mafiosa”.
Pierpaolo d'Arienzo commenta: “Il Procuratore Vaccaro ha espresso una preoccupazione relativa alle comunità che non stanno reagendo in maniera determinante. Si tratta di una preoccupazione condivisibile”.
Anche Giovanna Zunino, direttrice di Casa Di Vittorio, sottoscrive quanto detto da Ludovico Vaccaro: “Non esiste che un mafioso suoni il campanello e dica di essere un mafioso. Dobbiamo riconoscerla attraverso atteggiamenti e modalità. Se non siamo capaci di riconoscerla, non saremo in grado di aggredirla. Condivido quanto affermato dal Procuratore perché è quando si abbassa la guardia che la mafia agisce con maggiore tranquillità”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).