Il convincimento degli inquirenti, dopo le misure cautelari comminate nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta Ossigeno di Procura barese e Guardia di Finanza sugli appalti del dissesto idrogeologico, è che il presunto sistema di corruzione e gare pubbliche truccate sia molto più esteso. Ci sono diversi passaggi, nelle intercettazioni relativo all’arrestato imprenditore lucerino Antonio di Carlo e agli altri indagati - tra cui funzionari regionali (a cominciare dal dg Asset Elio Sannicandro), responsabili degli uffici tecnici comunali e altri imprenditori – in cui si fanno allusioni a pregresse tangenti per pilotare gli appalti pubblici. Un esempio è la telefonata da cui, secondo il gip Giuseppe Battista, “emerge chiaramente l'intento di procedere alla dazione di utilità e denaro a Sannicandro da parte di Tonino di Carlo e di Sergio Schiavone (“se le cose vanno bene, cioè se questo ci dà dei riscontri positivi, Salvatò io a Tonino gli volevo dire vediamo un attimo che vogliamo che ne so..., quindici, quindici caramelle a testa che ne so per fare vedere che ne so lo ehi. Noi mo…, questo é ... però ... se ci dà”) e che queste sono avvenute già altre volte (Schiavone: “Che ha detto Tonino che cosa facciamo che cosa facciamo, sempre la solita cosa? Che abbiamo fatto le altre volte?”. Salvatore Gallo: “Eh sì, però diceva vediamo se ci dà qualche novità perché qua è tutto morto”)”. Che l’indagine possa espandersi a macchia d’olio, interessando altre gare oltre a quelle di Asset e dei Comuni dei Monti Dauni, lo dimostra l’altro filone inerente alle multimilionarie procedure dei Consorzi di bonifica, dove si ritrovano parecchi nomi, come quelli delle imprese che di Carlo reputava amiche e affidabili, dunque adatte ad accordi collusivi, e altre da scartare quando indicava egli stesso ai funzionari pubblici chi invitare a partecipare alle gare.
Proprio queste pagine sono tra quelle dal contenuto più inquietante nell’ordinanza del gip, perché se da un lato dimostrano – a detta del gip – l’asservimento dei funzionari a di Carlo, dall’altro (a voler credere a quanto detto dall’imprenditore) fanno intendere che il modus operandi fatto di offerte di comodo ed esiti prestabiliti è molto più diffuso di quanto finora scoperto dagli investigatori. Ed è sconvolgente il numero di responsabili di uffici tecnici comunali dei Monti Dauni indagati.
Ora deve necessariamente salire il livello di attenzione per quanto l’Attacco racconta da anni: gare con un unico partecipante, vittorie decise sulla base del punteggio dell’offerta tecnica, operatori che non presentano offerte o non ne presentano di rilevanti, le commistioni tra privati e funzionari. Un allarme che deve crescere ancor più dopo le recenti modifiche introdotte al codice degli appalti. Ma ecco cosa afferma il gip Battista rispetto ai capi d’imputazione contestati.
Il collaudatissimo modus operandi, tra finti sorteggi e imprese amiche. I soliti Paolo&Donato Coppolella
Le turbative d'asta “sistematiche”, relative a lavori a Ordona, Orsara, San Marco La Catola, Volturara Appula, Celle San Vito, Rodi Garganico e Castelluccio Valmaggiore sono sette vicende dall’identico modus operandi e che vendono quale protagonista di Carlo, spesso coadiuvato dalla figlia Carmelisa, di volta in volta con i dipendenti comunali interessati alla singola vicenda contrattuale e con gli imprenditori amici che si prestano a partecipare a gare che per l’accusa sono “chiaramente truccate”. In alcuni episodi è coinvolto anche Tamborra. Il gip sottolinea “l'unicità del disegno criminoso da parte dei privati” e “un collaudato sistema collusivo. in virtù del quale gli appalti venivano spartiti in maniera coordinata, il tutto con l'avvallo di funzionari di volta in volta titolari dei poteri decisori in ordine all'indizione dei lavori e alla scelta dei contraenti”. Caratteristica di tali vicende è la mancata prova di dazioni in denaro o altre utilità, infatti non è stato contestato anche il reato di corruzione.
Ordona
Nel 2020 Michele Campanella, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Ordona, coi di Carlo, con l’ingegnere Donato Coppolella come intermediario nei rapporti tra gli imprenditori e l’UTC e Tamborra avrebbero turbato la gara indetta dal Comune di Ordona il 20 luglio 2020 per interventi sul demanio idrico superficiale manutenzione ordinaria al canale ponte rotto e colo naturale Cavallerizzo per 54mila euro mediante collusioni consistite nell'accordarsi tra loro, prima della indizione della gara, sulle imprese da invitare a partecipare alla procedura, col fine di aggiudicare i lavori a favore della F.lli di Carlo srl, unica impresa a presentare l’offerta in virtù dell'accordo collusivo. Per la Procura, Tamborra inoltre, d'intesa con i due di Carlo e Campanella, avrebbe avuto un ruolo di cerniera tra il privato ed il funzionario dell’UTC per assicurare il regolare e celere finanziamento delle opere, in esecuzione del presunto patto corruttivo.
Per il gip “pare già significativo - e indicativo di una singolare inversione dell'ordine logico delle cose - che fosse Tamborra a informare già nel giugno 2019 di Carlo che vi erano ancora fondi disponibili dell’anno 2017 per finanziare i lavori sul demanio idrico a Ordona, verificandone l'interesse e successivamente curando il deposito presso la Regione Puglia di tutta la documentazione necessaria. A conclusione dei suoi servigi Tamborra anticipava la liquidazione della pratica”. In questa gara, per il gip “emerge il metodo costantemente adoperato dai di Carlo e dai loro sodali: far pervenire ai responsabili degli uffici appaltanti i nominativi delle imprese che non avrebbero presentato un'offerta o avrebbero rinunciato a partecipare, in modo da far apparire regolari competizioni in realtà truccate sin dal principio”. Inoltre, in questa vicenda è emerso l’ingegner Donato Coppolella, figlio di Paolo (ai quali l’Attacco ha dedicato approfondimenti in passato), il quale chiede a Carmelisa di Carlo gli indirizzi pec delle imprese da invitare ben 12 giorni prima della determina a contrarre.
Orsara
Altre gare del dissesto sarebbero state truccate con accordi collusivi a Orsara a luglio 2020, con la complicità di Rocco Rossi, responsabile dell’ufficio tecnico comunale: i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sul demanio idrico superficiale lungo il canale Sant’Angelo per 136.462,50 euro aggiudicati a Ferrara Antonio srl; i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sul demanio idrico superficiale lungo i canali Lavella e Verghineto per 110.133,63 euro, aggiudicati alla F.lli di Carlo srl; i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della strada comunale Magliano aggiudicati alla spa Adriatica Strade A.Stra. In particolare, gli alleati Ferrara e di Carlo si sarebbero accordati tra loro, prima della indizione delle gare, per l’aggiudicazione della prima alla Ferrara Antonio srl, della seconda a un’impresa riconducibile a di Carlo e della terza ad A.Stra, concordando a tal fine le imprese da invitare perché disponibili ad offerte di comodo o ad astenersi dal presentare offerte. Rossi avrebbe proceduto poi ad un sorteggio solo apparente delle imprese iscritte alla CUC dei Monti Dauni, scegliendo quelle concordate con gli imprenditori. Tamborra anche in questo caso avrebbe fatto da cerniera e assicurato il regolare e celere finanziamento delle opere.
“Di fondamentale importanza, rispetto all'assunto accusatorio, risulta la pianificazione delle imprese da far invitare. realizzata la mattina del 6 marzo 2020 nella conversazione a bordo dell'Audi di Antonio di Carlo”, dice il gip. “Le conversazioni intercettate, in particolare quella, evidenziano come siano l'imprenditore e la figlia - in intesa con Ferrara - a decidere chi debba partecipare alle gare, avendo costoro cura di selezionare imprese che non danno fastidio ed escludendo quelle potenzialmente pericolose, come la molisana Nikante, da evitare (secondo loro) non per il suo spessore imprenditoriale ma per i ritenuti e similari appoggi collusivi dei quali potrebbe godere (“perché la giostra che fai tu la va fare il giorno appresso da un 'altra parte”). Significativamente, la di Carlo parla di nostra squadra.
Aggiudicazioni e società da invitare decise prima dal dominus Tonino di Carlo coi funzionari collusi
A San Marco La Catola a luglio 2020, col coinvolgimento del responsabile dell’ufficio tecnico comunale Valter Pellegrino, sarebbero state turbate due gare: la manutenzione ordinaria e straordinaria del canale Vallone Pisciarelli, aggiudicata a Ferrara Antonio srl; la manutenzione straordinaria della strada comunale San Bartolomeo innesto s.s.17, aggiudicata col criterio del minor prezzo a ICG srl. “Lo schema operativo inerente a questa vicenda è pressoché sovrapponibile a quello di Orsara”, dice il gip. “Il trio dei due di Carlo e Ferrara collude per predeterminare i partecipanti e di conseguenza l'esito delle gare. Anche in questo caso si riscontra l'effettuazione di un sorteggio. tuttavia solo apparente. Il meccanismo del sorteggio casuale era stato di fatto eluso obliterando l'ordine alfabetico rispetto ai lavori di manutenzione del canale Vallone Pisciarelli, sicché risultarono invitate le tre imprese inserite nella “squadra” di di Carlo: Antonio Ferrara srl, Rotice Antonio srl e F.lli Carlo srl. Analoga operazione svolta rispetto ai lavori relativi alla strada comunale San Marco - San Bartolomeo”.
Volturara Appula
A Volturara Appula le gare che sarebbero state inquinate sono tre: manutenzione ordinaria e straordinaria del canale Vallone dei Greci, aggiudicata a luglio 2020 a F.lli di Carlo srl; messa in sicurezza della strada intercomunale Macchia Rossa, aggiudicata nella stessa data a Ferrara Antonio srl; la manutenzione straordinaria della strada comunale Pozzilli, aggiudicata a febbraio 2021 alla foggiana Russo Vito srl. Un disegno criminoso che sarebbe stato realizzato d’intesa con Antonio Pacifico, responsabile dell’ufficio tecnico comunale e RUP delle gare. “Un'attività preparatoria ancor più capillare, con specifico riferimento alla preselezione delle imprese da invitare, ben dieci”, dice il gip confrontando tale vicenda a quelle di Orsara e San Marco la Catola. Già nella conversazione telefonica intercorsa il 21/4/2020 tra di Carlo e Ferrara, per il gip, era stata "prevista'' persino la lista delle imprese invitate - Di Domenico Costruzioni srl, F.lli di Carlo srl (successivamente aggiudicataria) e Tabanelli Primo srl, laddove le lettere d'invito sarebbero partite soltanto il 6.5.2020. Le intercettazioni, poi, hanno fatto registrare “un'autentica confessione di di Carlo”, quando ha affermato che ''stanno quelli che fanno i giochetti come noi. Eh…i Ferrara di turno ne stanno parecchi”. Per il gip “gli interlocutori, dunque, erano ben consapevoli dei loro illeciti (i giochetti) e temevano che qualcuno, significativamente indicato come i Ferrara di turno, potesse fare altrettanto a loro danno”.
Anche per i lavori di messa in sicurezza della strada intercomunale Macchia Rossa la conversazione intercettata “è integralmente predittiva dell'esito della (finta) competizione tra dieci imprese”, con l'affermazione di Ferrara “quello ha detto te la devi fare tu” e l’impresa Antonio Ferrara risultò poi aggiudicataria. Il dialogo avvenne il 6.3.2020, quasi tre mesi prima dello svolgimento della gara (3-5.6.2020), alla quale furono invitate imprese nella quasi totalità menzionate nella precedente conversazione e disinteressate all'aggiudicazione (“li metto, quello non partecipa, quello non se ne frega proprio... lo devi fare solamente scrivere”). Infine, rispetto ai lavori di manutenzione straordinaria della strada comunale Pozzilli la previsione di aggiudicazione da parte di Russo Vito srl avvenne avviene con circa sei mesi di anticipo.
Castelluccio Valmaggiore
A Castelluccio Valmaggiore nel 2020 la turbativa avrebbe riguardato la gara di appalto dei servizi tecnici per il completamento dei lavori di consolidamento del dissesto idrogeologico in località cimitero e centro abitato, in accordo col responsabile UTC Michele Longo e della commissione di gara (Amedeo Petronelli, Antonio Pacifico e Rocco Rossi). In particolare la collusione, a detta della Procura, avrebbe riguardato la composizione della commissione di gara al fine assicurare l'aggiudicazione al raggruppamento al quale partecipava l’ingegnere Francesco Carrieri, il quale a sua volta faceva partecipare al raggruppamento Domenico Longo, figlio di Michele Longo.
Per il gip questa vicenda “evidenzia un autentico intreccio di cointeressenze tra pubblici ufficiali, imprenditori e liberi professionisti in cui la soglia della collusione viene anticipata alla fase della progettazione dci lavori, alla quale i titolari di un'impresa costruttrice non dovrebbe essere interessata”. Invece, emerge il particolare attivismo di Carmelisa e Tonino di Carlo, che “di fatto pilota dall’esterno la gara, con la complicità del rup Longo, a sua volta interessato a for entrare nel giro il figlio Domenico, nonché di Carrieri, regista occulto del costituendo rtp, e dei tre componenti della commissione”. Per gli inquirenti “vari passaggi delle intercettazioni inducono a ritenere che fossero state promesse utilità economiche in forma di percentuali”.
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