All’udienza odierna del processo per l’omicidio stradale di Camilla Di Pumpo, il Pubblico Ministero dott. Galli, su sollecitazione delle difese di parte civile, ha contestato all’imputato Francesco Cannone due nuove aggravanti. La prima è quella dell’art. 589 ter c.p., per essersi l’imputato dato alla fuga dopo l’incidente, che eleva la pena da un terzo a due terzi, e comunque non inferiore a cinque anni.
La seconda è quella dell’art. 61 co. 2, aggravante comune cd “teleologica”, per aver indotto in errore i pubblici ufficiali che hanno rilevato le generalità del conducente, al fine di conseguire l’impunità dal reato di omicidio stradale.
La difesa di Cannone ha chiesto termine e il processo è stato rinviato all’8 gennaio 2024.
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