Il comandante che “rivolta il carcere come un calzino” per ristabilire il controllo e il rispetto delle regole

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Appena insediatosi (neppure un mese fa) al comando in pianta stabile del carcere di Foggia “lo ha rivoltato come un calzino”, come ha avuto a dire Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, che in passato ha più volte denunciato il sovraffollamento da cui è assediato il penitenziario dauno e le conseguenti difficoltà degli agenti (sotto organico) nel contrastare i detenuti più violenti. Ma da quando il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) ha deciso di assegnare all’istituto in via delle Casermette almeno una figura fissa di comando, le perquisizioni interne al carcere, quasi dimenticate in precedenza, pare siano state riesumate con risultati significativi, sia quanto al sequestro di materiale proibito sia per ciò che concerne il contenimento dei detenuti più aggressivi, cui nelle ultime settimane il nuovo comandante Claudio Ronci ha inviato un messaggio chiaro per ristabilire l’osservanza delle  regole del sistema penitenziario e il rispetto verso i poliziotti e gli altri detenuti. La prima prova di forza e risolutezza di Ronci, in un carcere non di rado ritenuto allo sbando, è allora occorsa circa due settimane fa, quando il comandante appena insediatosi a Foggia ha disposto un’operazione notturna con l’impiego di oltre 150 unità tra personale del carcere, gruppo cinofilo, poliziotti provenienti da altre carceri della Puglia e della Basilicata, nonché gruppo di pronto intervento giunto nel penitenziario dauno per coadiuvare i suoi agenti a ripristinare l’ordine. Anche in questo caso sono stati sequestrati droga, armi rudimentali e altro materiale proibito.

E’ cambiata, dunque, la musica nel carcere di Foggia con l’arrivo del 46enne dirigente aggiunto romano alla guida della polizia penitenziaria. Laureato in Giurisprudenza, Ronci proviene dal suo precedente incarico nel carcere di Rebibbia a Roma, che ha guidato prima di giungere in servizio nel capoluogo dauno. Ha inoltre accumulato esperienza anche nei penitenziari di Parma, Firenze e Paliano (in provincia di Frosinone). 

Il suo ingresso nella casa circondariale di Foggia rappresenta allora, come l’Attacco ha avuto modo di sondare, una buona notizia per il mondo sindacale degli agenti di polizia penitenziaria, che da ormai lungo tempo segnala le gravi problematiche che affiggono il carcere dauno, ridotto ad una situazione considerata esplosiva, specie per le condizioni in cui sono costretti ad operare gli uomini in divisa, come detto in perenne sotto organico nonché stressati da turni di lavoro sempre più asfissianti. Cosa che rappresenta indubbiamente uno dei primi problemi che il nuovo impulso gestionale di Ronci sarà chiamato ad affrontare nell’istituto di pena foggiano anche nel 2024, dove il dirigente aggiunto avrà un compito particolarmente delicato in una struttura che in questi anni ha annoverato l’avvicendarsi di numerosi comandanti pro tempore.

Preoccupano anche i dati sulla popolazione carceraria del penitenziario dauno, in cui i reclusi sono sistematicamente in numero doppio rispetto alla capienza per cui l’istituto è omologato. Un aspetto sottolineato di recente anche dal consigliere regionale Joseph Splendido dopo la sua visita all’interno dell’istituto di pena in via delle Casermette. “Nella struttura carceraria di Foggia – aveva ricordato il politico della Lega - la capienza massima è superiore del 100% rispetto al numero di detenuti che potrebbe contenere; se si riesce ancora ad arginare le difficoltà è solo grazie all’encomiabile lavoro della direttrice del carcere Giulia Magliulo che, grazie alla sottoscrizione di un protocollo con la Asl, è riuscita ad azzerare i suicidi”.

Il carcere dauno, secondo i dati del Ministero aggiornati ad agosto, conta 251 agenti di polizia penitenziaria su 261 previsti. Ed ora sarà arricchito non solo dal nuovo apporto operativo garantito dal nuovo comandante fisso ma anche dalla presenza di un nuovo vicedirettore, lì dove in via delle Casermette è mancata sinora anche una simile figura. In tal funzione, infatti, è stato di recente assegnato al carcere di Foggia Michele De Nichilo, dirigente di prima nomina rinveniente dall’ultimo concorso statale per l’implementazione di nuovo personale nelle carceri italiane.

Tornando a Ronci, il suo arrivo, come detto, è ben accolto dai sindacati di polizia penitenziaria. In particolare anche dall’Osapp, tra le sigle più battagliere nel denunciare le gravi carenze organizzative e operative annoverate nel tempo dal penitenziario del capoluogo dauno. Per cui proprio l’Osapp, tra le altre cose, ribadiva da mesi la necessità di un comandante in pianta stabile, la cui assenza ha lasciato per lungo tengo tutti i grattacapi rappresentati dal carcere di Foggia nella mani della sua direttrice.

“Il nuovo comandante Ronci – ha commentato a l’Attacco l’ispettore di polizia penitenziaria nonché segretario provinciale dell’Osapp, Agostino Navazio – è figura essenziale per il carcere di Foggia, così come il nuovo vicedirettore: la loro funzione andrà a colmare importanti e persistenti vulnus finora presenti. In particolare -  ha proseguito Navazio -, il comandante è il responsabile dell’area sicurezza dell’istituto ed è il più alto in grado dopo i vertici direzionali, nella cui eventuale assenza è proprio lo stesso comandante a dover prendere in mano le redini del penitenziario”.

Il sindacato ripone fiducia nel nuovo corso che Ronci potrà avviare nella casa circondariale di Foggia: “Potrà certamente garantire maggior sicurezza all’interno di un carcere che fino a oggi – spiega il sindacalista -  è stato un’isola a parte gestita dai detenuti, a causa del grave sotto organico di personale che limita i controlli. Auspichiamo, dunque – conclude sul punto Navazio -, che il nuovo comandante riesca a riunire, compattandolo, tutto il personale di polizia penitenziaria del carcere di Foggia, abbracciando così un compito non certo semplice per riuscire, almeno in parte, a ripristinare l’ordine e la sicurezza nell’istituto. L’insediamento di Ronci, in definitiva, è già una grande novità. Auspichiamo, inoltre, che Ronci possa rivestire anche un’altra importante funzione: contribuire a dar voce alle emergenze tuttora presenti in via delle Casermette. Siamo fiduciosi nell’apporto che potrà garantire – analizza il referente territoriale dell’Osapp – perché sappiamo che ha maturato esperienza in diverse carceri italiane, alcune delle quali non facili da gestire, anche se quei penitenziari non raggiungono i livelli di criticità del carcere di Foggia, dove si annoverano un personale ridotto allo stremo e le molte malattie dei colleghi, sia per aggressioni fisiche subite dai detenuti sia per profondo stress psico-lavorativo”. 

Ecco perché, chiamato a fronteggiare simili emergenze in un luogo comunque strategico per la sicurezza dell’intero territorio, quello di Ronci non potrà che essere un ruolo da protagonista, per provare a invertire, almeno in parte e nel limite delle sue responsabilità, la rotta in caduta libera sinora avutasi nel carcere del capoluogo dauno.  

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testatina dillo al direttore WEB

 

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