La situazione al quartiere Ferrovia di Foggia è divenuta ormai insostenibile, per molti una vera polveriera sociale pronta ad esplodere da un momento all’altro. Il degrado e la mancanza di regole che vigono ormai da anni “nel ghetto”, così come da alcuni ribattezzata quell’area a poche centinai di metri dalla stazione del capoluogo dauno, sta rendendo la vita impossibile ai residenti. Molti cercano di vendere senza riuscirci.
Le case, al quartiere Ferrovia, quegli enormi appartamenti di oltre 140 metri quadri che una volta costavano un occhio della testa, essendo locati nel salotto buono della città, non valgono oggi più nulla. Molte persone vorrebbero andar via, ma non ci riescono. E a nulla – o quasi - servono gli sforzi portati avanti dalla Polizia Locale per arginare il fenomeno.
“La situazione è drastica e lo spot della municipale per un servizio di controllo fatto una volta al mese, non serve a niente, perché si continua ad avere questa situazione per tutto il resto dei giorni - spiega a l’Attacco Marialuisa De Niro, presidente dell’associazione Gli Amici del Viale –, montano il mercato la mattina, verso le 9, e lo smontano verso le 21 su ambo i lati di via Podgora, con relativo bivacco".
"Per non parlare poi delle attività commerciali che presentano locali fatiscenti. Immaginate che la zona viene interessata dal servizio spurgo praticamente ogni giorno perché le feci arrivano ai primi piani. Non ci sono controlli, non c’è NAS né Asl, il nulla. Abbiamo partecipato a ben quattro tavoli con i vari assessori, chiedendo loro la pulizia. Ma finora niente".
"Abbiamo una strada a dir poco sporca, le fogne costruite nel 1940 non reggono. Queste persone gettano negli scarichi di tutto, teste di pollo e robe del genere. E non ci sono solo la mafia nigeriana e rumena, ma finanche quattro scappati di casa: in circa 70 metri di strada accade di tutto".
"Siamo tornati nelle caverne, eppure credevamo di stare in una città sotto l’egida del diritto italiano. Qui c’’è un mercato dell’illecito incredibile, c’è spaccio di droga. Le forze dell’ordine sono mal dirette – ribadisce De Niro –, quando le chiamiamo, anche osservando tentativi di spaccio sotto le nostre case, non viene nessuno. Hanno perfino realizzato un servizio su Rete 4 dove in un locale avviene lo scambio di bustine. Siamo stanchi di pagare l’Imu come in una zona benestante della città”.
In questo guazzabuglio, com’è facile intuire, nessuno vuole vivere. Ecco che gli stessi proprietari sono oggi costretti a svendere le proprie case a prezzi osceni – nel senso letterario della parola – perché nessuno vuole acquistare lì dove accade tutto questo, lì dove le regole sono cosa lontana. Nessuno oggigiorno vuole comprare una casa nella terra di nessuno".
“Il quartiere Ferrovia non vale più niente da un punto di vista immobiliare - dice Peppe Gentile, agente immobiliare –, lì dove c’è una difficoltà di integrazione tra cittadini ed extracomunitari. In quello che una volta era considerato il salotto buono della città, si arrivava a pagare anche 2mila euro al metro quadro gli appartamenti".
"Oggigiorno, invece, si arriva al massimo a 500 euro al metro quadro. Questi improvvisi mercatini stradali portano la situazione ad esasperarsi. Parliamo di persone che hanno abitudini opposte alle nostre – continua –, basta passare sotto ai portici dell’allora cinema Ariston per capire di cosa stiamo parlando”. Purtroppo però, quelle persone non hanno tutti i torti, evidenzia l’agente immobiliare.
“Alla base vi è la mancanza di un vero processo di integrazione, mancano perfino bagni chimici. I locali non hanno alcuna forma di rispetto delle regole igienico sanitarie. Perché ad un qualunque commerciante italiano, per aprire un’attività, occorrono norme igienico-sanitarie, licenze ed esami opportuni e a loro no? Chi farebbe abitare i propri figli, magari anche piccoli, in quelle situazioni? Nessuno”, aggiunge Gentile.
Ecco che i prezzi degli immobili crollano. “L’offerta c’è, quella che manca è la domanda. Tutti vorrebbero vendere, ma nessuno vuole comprare. Senza considerare, poi, un altro aspetto: oggi sono cambiate anche le esigenze abitative delle persone che non cercano più immobili di grandi metrature, caratteristica di quegli appartamenti”. Purtroppo il caso del quartiere Ferrovia sta assumendo proporzioni bibliche nel silenzio assordante delle autorità competenti.
“Basterebbe una ronda con un paio di agenti che girano in continuazione – aggiunge Gentile –, una volta c’erano i poliziotti di quartiere. Ed ora? C’è anche da considerare un altro aspetto: anche una volta sgomberate dalla zona dove potrebbero mai andare queste persone se non diamo loro strutture adeguate dove poter vivere e lavorare? Al quartiere Ferrovia accade proprio di tutto e la situazione, nel tempo, si è davvero incancrenita. Cosa aspettano le forze dell’ordine – che spesso hanno le mani legate - e, soprattutto, le autorità competenti a sistemare questa incresciosa gogna?".
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