Da De Paolis al poliziotto della Digos, da Rotice a D’Alba: tutti i nemici del duo Salvemini-Romito

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C’è stato un momento in cui, nell’estate 2023, l’allora assessore ai lavori pubblici del Comune di Manfredonia Angelo Salvemini scoprì di essere intercettato dagli inquirenti, avendo trovato una microspia nel proprio studio legale. In quello studio il penalista ed amministratore, il più suffragato in città alle comunali 2021, era solito registrare a propria volta gli interlocutori, come confermano le carte dell’inchiesta “Giù le mani” coordinata dalla Procura di Foggia, partita proprio tre anni fa. Com’è noto le indagini hanno condotto nelle scorse settimane a misure cautelari per sette persone tra cui Salvemini (domiciliari), Michele Romito (carcere), Michele Fatone (carcere), Raffaele Fatone (domiciliari), Grazia Romito (domiciliari), Luigi Rotolo (divieto di dimora) e l’ex segretaria generale del Comune di Manfredonia Giuliana Galantino (interdizione dai pubblici uffici e servizi per un anno). Tre filoni di indagine e svariati reati contestati a vario titolo: estorsione, concussione e corruzione, peculato, falso, lesioni personali, minacce e violenza privata. Salvemini registrava i colloqui intrattenuti e poi, spesso, li faceva ascoltare all’amico e sponsor elettorale Michele Romito, rispetto alla cui famiglia secondo l’accusa c’era un vero e proprio asservimento, come dimostra anche quanto emerso in riferimento ai rapporti dell’eletto con la sorella di Michele, Grazia Romito. Un legame antico: in una delle conversazioni intercettate dalle Fiamme gialle Salvemini rievoca con vanto quando divenne, appena trentenne, difensore del boss Franco Romito, scalzando penalisti più maturi e noti. Lo stesso Salvemini riapparve negli scorsi anni nel processo di primo grado contro il basista della strage di San Marco in Lamis Giovanni Caterino, come legale di Matteo De Palma, ucciso insieme al cognato boss Mario Luciano Romito. 

E’ all’interno dello studio legale che sono avvenuti i dialoghi su cui oggi si reggono principalmente le contestazioni mosse contro Salvemini e Michele Romito, mossi dalla stessa ira per lo smantellamento del ristorante “Guarda che luna” che i Romito avevano da decenni sulla scogliera della località Acqua di Cristo, smontaggio deciso da Prefettura e Comune. Non si contano gli insulti e le minacce captate all’indirizzo della funzionaria prefettizia Nicolina Miscia, della dirigente dell’urbanistica Rosa Tedeschi, del funzionario Antonio Lupoli, del sindaco Gianni Rotice e di suo fratello imprenditore Lino, della giornalista de l’Attacco ma anche di altre persone molto note, fuori e dentro Manfredonia. 

Risale al 13 novembre 2022 la conversazione svoltasi tra Salvemini e Michele Romito in cui il primo fece ascoltare il dialogo prima avuto nello studio col comandante della polizia municipale Vincenzo D’Anzeris, soffermandosi sulla dichiarazione pronunciata da quest'ultimo in merito alla “schifezza che gli hanno fatto fare” alludendo ad un controllo/sopralluogo al lido-ristorante Bagni Bonobo di Francesco Romito a Siponto. Salvemini disse poi che stava preparando un esposto per compromettere la posizione della dirigente Tedeschi, da inviare alla Procura di Lecce e al Ministero dell'Interno. 

Mentre il 25 novembre 2022 a Romito che inveiva contro Rotice e Tedeschi (“mi hanno ucciso, hanno ucciso i miei figli, lì dentro sta la mia vita”, riferito al ristorante), Salvemini rispose “stai calmo, mando dei botti più forti che ora si stancheranno”. “Io ho speso 200mila euro di avvocati, Angelo”, la lagnanza di Romito, che aggiunse di aver saputo dalla sorella Grazia che D’Anzeris aveva “tutte le registrazioni” e che aveva affermato “a voi quella che vi ha rovinato non è il prefetto ma è la Miscia”. 

A dicembre, man mano che ci si avvicinava all’inizio dello smantellamento (avvenuto in una prima fase ad opera degli uomini del Genio militare dell’Esercito e poi da parte della stessa impresa Bar Centrale di Francesco Romito), gli animi si fecero sempre più nervosi. Il 5 dicembre 2022 D’Anzeris e Salvemini parlarono di come il Sindaco andasse quasi quotidianamente in Prefettura senza riferire loro nulla al riguardo. “Ho chiesto a Matteo Palumbo (addetto stampa, ndr) come è andata, non mi ha risposto. Tu, questo mongoloide, tu a me, l'amministratore…dopo il Sindaco vengo io! Noi stiamo qui per il consenso popolare, dopo il sindaco ci sono io”, tuonò l’assessore. 

Al 7 dicembre risale il tentativo di Salvemini di far sequestrare il ristorante in modo da impedire lo smontaggio e prendere altro tempo: “Che ti costa a sequestrare? Quante volte hai sequestrato?” l’assurdo pressing sul funzionario comunale Stelluti, che rispose “se il pm ritiene che dobbiamo sequestrare lo sequestriamo”. 

Tutto da decifrare il significato di quanto detto da Romito il 14 dicembre, sempre più rabbioso: “Una persona...ha detto..."ti do la parola mia che ad aprile non arriva", Matteo...ha detto "non arriva", tu l'ultima volta ... tu lo sai che ha fatto, però non devi dire niente a nessuno, Matteo ha sentito una registrazione di quello di Mattinata, è andato...è andato...è andato portando a tutti quanti che è la DIA, accusava la Soprintendenza che noi ci siamo comprati (incomprensibile)...hai capito a me? Angelo, solo a te lo sto dicendo! Tengo una registrazione in mano del ciaciotto di Mattinata. Che quello là, dice, siccome che non poteva vedere ad un avvocato, hai visto come è quello là, è andato a parlare contro di questo avvocato dicendo "vedi che ha fatto avere l'autorizzazione paesaggistica a quello, a quello, a quello, a quello a tutti quanti dalla soprintendenza", ha fatto il nome tuo…nostro che abbiamo pagato questo e quest'altro, ma te lo giuro sopra a mia madre Angelo, bugia bugia bugia, quando abbiamo messo quell'avvocato là, l'ha messo pure, cioè che noi già avevamo tutte cose, il tavolo tecnico…Matteo, si è venduto (incomprensibile), Matteo ha fatto registrare quello di Mattinata, ha preso questa registrazione è andato davanti a Gianni Rotice e ha detto "uhì...la DIA", è andato in faccia a Giandiego (Gatta, ndr)"... la DIA", è andato in faccia a Damiano e ha detto tutte cose (incomprensibile) mia, hai capito? Hai capito? Quella è la paura di quello là (Rotice, ndr)”…io...allora...ha detto in faccia a quello, Angelo, tu adesso sai tutte cose ma io (incomprensibile) fatto, ha detto in faccia a quello...ha detto...il fatto mio...ha detto, ha detto "prima che facciamo a lite, buttiamoci, che adesso ci sono le interdittive, buttiamoci che ora ci stanno le interdittive stanno adesso, però ci vogliono dare una mano, così me lo metto sotto". No...i buchi che hanno fatto, sono assai, sono assai assai assai, lui con...con l'interdittiva sta, sta così!”. 

Il 6 febbraio 2023 Salvemini e Romito fecero cenno al poliziotto della Digos Matteo La Torre, considerato amico dell’ex sindaco Riccardi ed ostile, e l’ormai ex assessore disse “qualsiasi cosa mi succede andate a prendere a Michele d’Alba...ho detto...e conservatelo per te...no...io ti sto dicendo...qualsiasi cosa mi succede andate a prendere a quello...che io a quello lo sto massacrando...”. 

A smontaggio terminato, l’11 febbraio 2022, Salvemini disse, parlando con l’avvocato di Romito Pietro Schiavone, riferendosi al sindaco: “Quello pensa che con la rimozione ha risolto tutti i problemi…quello non ha capito che oggi con quella rimozione ha iniziato i problemi della vita sua...Ha fatto solo il piacere a chi gliel'ha chiesto e ora cominceranno i guai della vita sua...”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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