Icaro: l’inchiesta che ha cambiato il volto della sanità foggiana. Rinviato ascolto primo teste del processo

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Sarebbe dovuto entrare nel vivo ieri il processo Icaro, che vede al banco degli imputati, tra gli altri, anche l’ex direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli e gli imprenditori di Alidaunia, Roberto e Roberta Pucillo per presunte manipolazioni delle gare per l’affidamento del servizio quadriennale di elisoccorso da 36 milioni di euro bandita dalla Asl Foggia e il servizio quadriennale di trasporto di organi da 2 milioni e 600 mila euro bandita dal Policlinico. Era previsto infatti l’ascolto del primo teste nell’udienza dibattimentale presso il Tribunale di Foggia, il luogotenente della Guardia di Finanza di Bari che condusse le indagini, Angelo Carrubba. Indagine particolarmente complessa quella condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF per via della mole di materiale che venne acquisito. Sono in tutto 6 milioni i files che il perito nominato dalla Procura della Repubblica di Foggia ha estrapolato dai cellulari degli indagati. Gli investigatori avevano acquisito i cellulari di tutti gli originari indagati ed era stato dato incarico ad un consulente tecnico, interno alle forze dell'ordine, di eseguire un accertamento tecnico irripetibile. L’obiettivo era quello di scavare nei telefonini degli interessati alla ricerca di contatti che protagonisti della vicenda avrebbero avuto, dall’inizio dell’indagine, quindi dalla metà del 2018 fino al giorno della perquisizione. Gli inquirenti hanno inteso esaminare in quell'arco temporale tutti i rapporti intercorsi tra gli indagati e tra costoro e terzi.

Inizialmente sono state sbobinate e depositate in Procura tutte le intercettazioni mentre i tabulati, più impegnativi da elaborare, non foss’altro per le difficoltà nel risalire a tutti i contatti delle rubriche, sono stati depositati in un momento successivo. In questo modo è stato possibile accedere anche agli sms inviati tramite Whatsapp, non intercettabili diversamente. 

Questa ingente quantità di materiale è finita poi al vaglio delle Fiamme Gialle che hanno avuto il compito di selezionare i contenuti pertinenti all’indagine, scartando ovviamente messaggini e chiamate di natura personale, di fatto irrilevanti. Ieri ne avrebbe dovuto parlare Carrubba ma c’è stato un rinvio.

Aveva iniziato a ricostruire la genesi dell’inchiesta Icaro Angelo Carrubba e a rispondere alle domande della pm Anna Landi. Il finanziere ha chiarito come tutto iniziò quando si accesero i fari sulla gara per l’individuazione di un supporto tecnico al Rup che si sarebbe dovuto occupare della predisposizione della procedura per appaltare il servizio di elisoccorso della Asl Foggia. E tutto iniziò perché lo stesso Roberto Pucillo adì le vie legali per denunciare irregolarità: secondo l’imprenditore i tecnici selezionati dall’Azienda sanitaria avrebbero agevolato una società che peraltro era prossima all’aggiudicazione definitiva del servizio Hems, svantaggiando per l’appunto Alidaunia, inserendo nel capitolato della gara requisiti più favorevoli alla società di aviotrasporto che si apprestava ad aggiudicarsi il bando.

“Notizia che ha gettato nello sconforto gli imprenditori di Alidaunia – ha evidenziato Carrubba – che si sono quindi rivolti a figure istituzionali della Regione a loro vicine per segnalare questa anomalia o ingiustizia, dal loro punto di vista”. 

In verità, ha riferito ancora il finanziere, dalla analisi delle intercettazioni sarebbe “emerso con chiarezza che gli altri due candidati alla gara per tecnici da affiancare al Rup erano stati messi là da Pucillo, un po’ quello che lui stesso aveva denunciato. Dico questo partendo dall'esame dei tabulati telefonici e delle chat”.

Il finanziere ha fanno inoltre notare che Alidaunia non avrebbe avuto titolo per sollevare obiezioni rispetto alla procedura per selezionare esperti da affiancare al Rup, eventualmente dovevano essere gli altri concorrenti scartati a farlo. Ma mentre stava illustrando quale fosse il canale di collegamento tra Roberta Pucillo in particolare, nel pc della quale la Finanza ha rinvenuto documenti considerati rilevanti, e uno dei concorrenti della gara per il supporto tecnico al Rup, gli avvocati difensori degli imputati hanno sollevato un’obiezione che dopo circa un’ora di valutazione ha portato al rinvio dell’udienza e quindi dell’ascolto di quello che può essere considerato il teste chiave di tutta l’inchiesta.

Era presente il gotha del foro foggiano in pratica: Raul Pellegrini difensore di Rita Acquaviva e di Costantino Quartucci, Giulio Treggiari, difensore di Roberto e Roberta Pucillo, Gianluca Ursitti per Antonio Apicella, Antonio Ciarambino, difensore di Luigi Treggiari, da Bari invece Antonio La Scala, difensore di Vitangelo Dattoli, unico imputato presente in aula ieri, insieme a Treggiari. Per le parti civili, l’avvocato Aurelio Follieri per conto della Asl Foggia e Alessia Grimi per il Policlinico Riuniti, in sostituzione di Malcangi.

Carrubba stava infatti facendo riferimento ad una conversazione avvenuta tramite messaggistica istantanea su Whastapp che era stata recuperata a seguito del sequestro dei cellulari degli indagati, estrapolata ed inserita nell’informativa della Guardia di Finanza che ha poi condotto al processo che oggi si celebra.

I difensori hanno opposto la necessità che il testimone o il pubblico ministero indicassero a quale specifico file, immagine o elemento facesse riferimento l’episodio riferito. Ed in effetti lo stesso collegio dei giudici ha osservato che fosse necessario dare una indicazione precisa in proposito anche per la propria valutazione nelle fasi successive del procedimento. E’ stato fatto notare peraltro che in pratica tutta la testimonianza del luogotenente sarebbe stata fondata sul richiamo di quel tipo di prova.

Come già detto in molte circostanze, la mole di materiale raccolto è notevolissima. Tanto è vero che è archiviato, come è emerso ieri in udienza, in ben 7 hard disk esterni, per un totale di diversi terabites di contenuti. Hard disk che ad un certo punto sono materialmente comparsi in aula per effettuarne il deposito, che evidentemente non era avvenuto in precedenza per non meglio specificate ragioni, il che ha aperto per l’appunto quell’ora di valutazione sul da farsi che ha bloccato l’ascolto del teste.

In realtà la pm Anna Landi aveva messo in chiaro che i riferimenti a files, telefonate, screenshot delle conversazioni Whatsapp potevano essere fatti di volta in volta da Carrubba ma alla fine si è convenuto sulla opportunità di procedere ad un rinvio, per così dire, tecnico, tale da consentire il deposito degli hard disk.

Evidente la delusione della pm di non poter proseguire l’ascolto del teste anche perché, ha fatto notare più volte, il materiale in questione è nell’informativa, nelle carte dell’indagine in possesso degli avvocati e in ogni caso vi è (e vi è sempre stata) una trascrizione cartacea di tutto.

Alla fine, anche per il protrarsi dell’udienza che già era partita con un paio d’ore di ritardo, e per la previsione che la testimonianza del finanziere si sarebbe allungata per molto tempo, per la quantità di episodi da riferire, si è deciso per il rinvio. L’11 aprile, quando verrà depositato l’insieme degli hard disk, il giudice stabilirà in quale data sarà fissata la nuova udienza per ascoltare Carrubba.

L’invito finale da parte del collegio agli avvocati difensori, con spirito di reciproca collaborazione, è stato quello di “non cavillare”. Invito condivisibile considerato che si tratta di un procedimento che nel tempo è stato riconosciuto come particolarmente delicato e che ha scosso l’opinione pubblica.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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