La vicenda del ristorante Guarda che Luna smantellato è stata il nodo nevralgico della guerra scatenata all’ex Sindaco Gianni Rotice, come egli stesso ha ricordato nelle scorse ore dicendosi amareggiato per essere stato indagato. Secondo l’accusa, a novembre 2021 Gianni e Michele Rotice avrebbero offerto o promesso a Michele Romito, che avrebbe accettato, che in cambio del voto elettorale suo, della sua famiglia, dei suoi conoscenti e dell’impegno profuso dallo stesso per promuovere e sostenere elettoralmente la vittoria dell’edile al turno di ballottaggio delle elezioni 2021, lo stesso Rotice, qualora divenuto Sindaco, avrebbe consentito o comunque non avrebbe ostacolato la permanenza della struttura Guarda che luna della Bar Centrale sas di cui Romito era amministratore di fatto. In particolare, Michele Rotice avrebbe promosso l’accordo elettorale illecito tra suo fratello Gianni e Michele Romito, partecipando a entrambi gli incontri tra i due, organizzando incontri tra gli stessi presso la sede della propria impresa, nonché suggellando e garantendo, tramite la propria presenza, la stretta di mano confermativa dell’accordo tra i due. L’avviso di conclusione delle indagini specifica poi che Gianni Rotice e Michele Romito “si incontrarono in almeno due diverse circostanze per definire i termini dell’accordo - l’una nei sotterranei dello stadio Miramare di Manfredonia e l’altra presso l’impresa di Michele Rotice - e sancivano l’accordo definitivo con una stretta di mano”.
L’allora segretaria comunale Giuliana Galantino a settembre 2022, per gli inquirenti, per compiere un atto contrario ai propri doveri d’ufficio, avrebbe ricevuto o accettato la promessa di utilità da parte dell’assessore Angelo Salvemini. Galantino, “per risolvere il conflitto di competenze tra il V ed il VI settore del Comune di Manfredonia - sollevato dalla Bar Centrale sas dei Romito - in senso favorevole alle prospettazioni di Salvemini e contrastante con le determinazioni da lei stessa assunte sulla medesima questione il 31 maggio 2022”, avrebbe ricevuto o comunque accettava in cambio che l’avvocato Salvemini redigesse gratuitamente per suo conto un “esposto” utile a Galantino per denunciare la questione attinente i rapporti tra la dirigente del settore economico-finanziario Marica Distante e Angelo Pedone, componente della commissione esaminatrice del concorso da dirigente a tempo pieno del settore economico-finanziario, nonché una nota utile a Galantino per contrastare le accuse di mobbing che le erano state rivolte dalla dirigente Distante e la predisposizione e la successiva revisione e modifica della lettera di dimissioni che la stessa segretaria comunale intendeva avanzare.
Sono molteplici gli episodi contestati dall’accusa, tra gennaio 2022 a giugno 2023, nei confronti di Salvemini e Michele Romito. I due, in concorso morale e materiale tra loro, avrebbe posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco dapprima a costringere, con minacce esplicite ed implicite - fondate anche sulla fama criminale della famiglia Romito - la struttura amministrativa e l'apparato politico del Comune di Manfredonia a non eseguire lo smontaggio della struttura abusiva del ristorante Guarda che Luna, in tal modo consentendo alla Bar Centrale sas e a Michele Romito, quale amministratore di fatto della società, di ottenere la permanenza della struttura, nonché, successivamente allo smontaggio della struttura, a costringere il funzionario comunale Antonio Lupoli a non riferire delle minacce rivolte da Salvemini allo stesso Lupoli e alla dirigente comunale Rosa Tedeschi, a costringere la segretaria comunale Galantino a denunciare Tedeschi per causarne la rimozione dall'incarico dirigenziale e a costringere la tecnostruttura a rilasciare l'autorizzazione al rimontaggio della struttura. “In particolare, Romito, anche determinando, o comunque rafforzando i propositi criminosi dell’assessore, e Salvemini, anche recependo le indicazioni di Romito”, avrebbero posto in essere “condotte di tipo concussivo ed estorsivo”.
Romito avrebbe concordato con Salvemini le iniziative e le posizioni che avrebbe dovuto assumere la società proprietaria della struttura - anche alla luce delle posizioni dell'amministrazione comunale carpite dall’assessore - nonché le pressioni da esercitare sull'apparato amministrativo e politico comunale. Romito avrebbe più volte espresso a Salvemini i propri propositi minacciosi dell'incolumità individuale di Lupoli, Tedeschi e Rotice, a causa del mancato rispetto degli accordi precedentemente assunti in campagna elettorale sulla permanenza del ristorante. Romito avrebbe concordato con Salvemini di avvicinare gli esponenti politici della maggioranza per indurli a mutare orientamento rispetto alla demolizione della struttura e, nel dicembre 2022, avvicinò egli stesso l’avvocato ed antico amico Michelangelo Basta, padre del vicesindaco Giuseppe e dirigente locale di Forza Italia, dicendogli che avrebbe “distrutto” l'amministrazione comunale, “senza fare sconti a nessuno” se non avessero mutato la propria posizione sullo smontaggio, con frasi come “avete voluto la morte dei miei figli, ora distruggo tutti”.
A gennaio 2023, Romito, giunto sulla scogliera nel corso delle operazioni di smontaggio del ristorante, avrebbe minacciato Tedeschi e Lupoli per intimorirli. Anche Salvemini avrebbe minacciato Lupoli, dicendogli con toni accesi che avrebbe dovuto mutare la posizione sulla struttura e che ci sarebbero state gravi conseguenze per chi avesse supportato la decisione di smontare il ristorante, facendo leva anche sulla fama criminale di Michele Romito e della sua famiglia. Salvemini, per l’accusa, avrebbe minacciato anche Tedeschi, assumendo nei suoi confronti un atteggiamento implicitamente intimidatorio; inoltre avrebbe dato disposizioni alla Polizia locale affinché non fornisse assistenza alla dirigente rispetto allo smontaggio.
A maggio 2022 l’assessore Salvemini, nel corso di una riunione di giunta comunale, avrebbe convocato la segretaria comunale Galantino chiedendole - congiuntamente al sindaco - come poter impedire che Tedeschi superasse il periodo di prova (preliminare alla definitiva assunzione) e comunque di determinarsi negativamente al riguardo, nonostante non fosse mai stato mosso alcun rilievo formale all’ingegnera, “adducendo argomentazioni totalmente strumentali all'unico intento di rimuoverla, in virtù delle posizioni assunte rispetto al Guarda che luna”.
A Salvemini si contesta anche l’aver tentato di avocare al proprio settore (lavori pubblici) l'istruttoria amministrativa relativa allo smontaggio, dapprima chiedendo a Galantino di sollevare Tedeschi dalla responsabilità del relativo iter e poi chiedendole di intervenire sulla dirigente affinché annullasse in autotutela l’atto con cui veniva ingiunto il pagamento della sanzione di 20.000 euro alla Bar Centrale sas per il mancato smontaggio del ristorante, paventandole possibili responsabilità penali ed erariali per chi non avesse operato secondo le sue indicazioni.
Salvemini, tra settembre 2022 e giugno 2023, contattò più volte Galantino chiedendole insistentemente di trasmettere un’ulteriore nota alla Prefettura, nonché intimando anche a Galantino di denunciare Tedeschi, paventandole possibili responsabilità a suo carico derivanti dalle posizioni assunte da Tedeschi sulla vicenda amministrativa del ristorante.
Ancora, Salvemini a ottobre 2022 contattò il vicesindaco Basta rappresentandogli la necessità di riportare al vaglio della giunta comunale la determinazione (già assunta favorevolmente dalla giunta) relativa alla costituzione in giudizio del Comune di Manfredonia - nell'ambito dell'ulteriore contenzioso amministrativo introdotto dai Romito - contro le determinazioni comunali sullo smontaggio della struttura, comunicandogli di avere nella propria disponibilità un dossier in grado di far “saltare teste pesanti”.
Infine Salvemini, nel corso delle operazioni di smontaggio, avrebbe tentato di costringere il vigile Michele Stelluti della sezione abusivismo edilizio ad effettuare il sequestro preventivo d'urgenza del ristorante per bloccarne lo smantellamento, convocando l’uomo presso il proprio studio professionale e paventandogli possibili conseguenze penali e disciplinari. Salvemini convocò pure Lupoli a febbraio 2023 e, dopo avergli chiesto informazioni su eventuali denunce-querele di Tedeschi nei suoi confronti, avrebbe tentato di costringerlo a non riferire di aver assistito o udito le minacce qualora fosse stato chiamato a rendere dichiarazioni.
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