Lucera, in casa di campagna ricco tesoro archeologico di derivazione illecita. Ora è sotto sequestro

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Lucera è nota per essere una “Città d’arte” ricca di storia, che ha avuto sempre una certa importanza per la sua posizione geografica strategica e questa sua caratteristica è confermata dalla scoperta di nuovi reperti di varie epoche e di varie provenienze. 

Ogni qualvolta un ente abbia intrapreso una ricerca si è verificato il ritrovamento di una parte del cospicuo patrimonio storico locale, ma i ritrovamenti nel corso del tempo sono stati registrati spesso in maniera casuale, da cittadini, da operai impegnati in interventi in alcune aree urbanistiche e dalle forze dell’ordine. E proprio di recente, i Carabinieri della Compagnia di Lucera, nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata in una casa di campagna, in cerca di armi e materiale esplodente, si sono trovati di fronte ad un vero e proprio tesoro archeologico. 

I militari dell’Arma, all’interno di una botola posizionata al piano seminterrato, hanno rinvenuto circa cinquanta reperti archeologici tra cui anfore, vasellame, piatti in ceramica di pregevole fattura, nonché una baionetta e una spada, tutti sottoposti a sequestro penale non avendo il proprietario del fabbricato saputo giustificarne la provenienza.

I militari, successivamente, con l’ausilio di personale della “Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio” della Capitanata, hanno effettuato ulteriori accertamenti che hanno certificato l’autenticità e l’interesse archeologico della maggior parte dei reperti, denunciando a piede libero il proprietario per ricettazione di beni culturali. Gli elementi indiziari raccolti hanno dunque consentito ai militari dell’Arma di sostenere l’ipotesi di una derivazione illecita dei manufatti, dato  che l’uomo è risultato privo di autorizzazione al possesso. 

Non è la prima volta che i Carabinieri di Lucera si imbattono in scoperte del genere. Lo storico locale Giuseppe Trincucci ha ricordato infatti che i Carabinieri della allora Tenenza di Lucera, il 4 marzo 1974, recuperarono materiale archeologico di grande valore storico e artistico, divenuto merce di commercio clandestino. “Si trattò sicuramente dell’operazione di recupero di beni archeologici più importante nel tempo effettuata a Lucera. Furono recuperati nove reperti ritenuti risalenti al III secolo a.C. tutti di stile attico e precisamente di due grandi skyphos decorati con figure rosse, due crateri a campana con figure, un’idria finemente decorata, tre anfore anche decorate e un lekythos con le stesse caratteristiche decorative”, ha raccontato Trincucci. 

Le indagini furono coordinate dal maresciallo maggiore Matteo De Vita e portate a compimento da altri carabinieri cari alla memoria dei lucerini come i marescialli Falcone, Petracchi e Facciorusso, i brigadieri Petrelli e Apostolo, l’appuntato La Torre. Il capo dell’ufficio distaccato di Foggia della Soprintendenza, cui furono affidati in custodia, Ettore De Iuliis precisò che i nove vasi recuperati erano di manifattura italiota e riferibili alla metà del quarto secolo a.C. Quel materiale scoperto dai Carabinieri di Lucera proveniva dalla Lucania e oggi è esposto al Museo nazionale di Melfi. 

Lo storico lucerino sottolinea a l’Attacco: “Purtroppo il commercio esiste ed è una piaga, manca spesso una tutela dall’alto perché non c’è sorveglianza e soprattutto in situazioni, come nei lavori per nuove costruzioni, non vengono effettuate le segnalazioni perché non si vogliono scocciature ed eventuali rallentamenti dei lavori. In realtà, qualora fosse trovato qualcosa lo scavo viene interrotto, si recupera il materiale e poi si riprende”. E’ evidente che manca la cultura del recupero e della conservazione di un patrimonio importante sul piano storico e archeologico. 

Si va avanti pure con il mercato clandestino, molti privati fanno girare materiale recuperato in maniera illecita. “Nel corso degli anni i Carabinieri hanno rinvenuto altri beni a Lucera anche se non di notevole rilievo”, ha dichiarato Trincucci. Tanto materiale che appartiene al territorio lucerino, spesso è dislocato in istituti e musei nazionali ed internazionali. Tra i reperti più importanti c’è “Il carrello di Lucera”, un gruppo di bronzetti ritrovati nel 1800 nel punto più alto della città che riproducono una scena rituale di un corredo funerario e risalgono al VII secolo a.C. I bronzetti originali sono stati ceduti da un privato anni fa e ora si trovano al Museo di Oxford mentre al Museo Fiorelli di Lucera si può ammirare solo una copia. “E’ in programma la creazione di un Museo nazionale del salvato a Foggia da collocare all’interno del Palazzo Filiasi. Il progetto prevede l’esposizione di materiale recuperato dal Nucleo di Tutela del Patrimonio culturale dei Carabinieri, che così tutti potranno conoscere”, ha annunciato Giuseppe Trincucci. 

Per sensibilizzare sul tema, è stata istituita dall'Unesco nel 2020 la Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali che ricorre il 14 novembre, in ricordo della firma della Convenzione di Parigi del 1970 quale primo strumento di diritto internazionale per la protezione dei beni culturali in tempo di pace.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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