E’ diventata la Fiera dell’agricoltura di San Nicandro: stand di Marinacci con mucche, pastori e pacchianelle

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In Corso del Mezzogiorno le lancette dell’orologio si sono fermate, non a qualche anno fa ma a diversi decenni ormai. La retorica delle buone intenzioni non basta più. Parole, parole, soltanto parole tra noi, cantava Mina in un sempre attuale duetto con Alberto Lupo. Oggi, o meglio, venerdì pomeriggio, quelle parole hanno avuto  tutto l’aspetto di un vuoto esercizio di retorica. Le responsabilità della paralisi del contenitore fieristico non sono certamente imputabili ad una fetta politica, ma ad un’intera generazione di amministratori che a Foggia non sono stati capaci di rendere quegli spazi adeguati e al passo con i tempi che irrimediabilmente fuggivano, di giorno in giorno, di anno in anno. A cosa serve pertanto ricordare con una mostra fotografica l’arrivo di Sandro Pertini o talaltra ricorrenza? La domanda per la verità se l’è posta anche il Commissario straordinario Claudio Sottile, l’ennesimo amministratore, dopo una lunga serie di commissari che da quel dì di undici anni fa, si trovano a gestire un contenitore informe e vetusto. Venerdì c’è stata la proposta di un hub eventi, oppure di ricerca, o ancora di dar vita ad un attrattore di sport che sia un tutt’uno con il resto dell’impiantistica sportiva, oramai tornata di grande attualità con il titolo di Foggia città dello sport. Insomma, da venerdì si scopre che il quartiere fieristico deve innanzitutto recuperare una funzione ed una riqualificazione ma prima ancora occorre uscire dal commissariamento nel quale l’ente è entrato come un malato in ricovero permanente, tenuto in vita con l’accanimento terapeutico. La metafora dell’infermo è stata forse l’espressione più efficace, la più aderente alla realtà, e, come è stato detto, non si può vegliare il morto, ma trovare la cura. Certo, questo sarebbe auspicabile, come lo era cinque, otto e forse anche undici anni fa, quando sarebbe bastato uno scatto di reni, uno sforzo condiviso da tutte le forze politiche a capo delle varie amministrazioni che si sono susseguite a Palazzo di Città, in Regione  ed anche entro l’università.  Prima di parlare di rimedio e di futuro, forse sarebbe stato opportuno almeno ripulire quegli spazi che si vogliono riqualificare, magari dando anche una sfalciatina al verde. E’ tuttavia curioso vedere ad imperitura memoria, accanto a foto d’epoca anche trattori in bella mostra, accanto a balle di fieno e alla presenza di un gruppo folk sannicandrese il medesimo paese di Nino Marinacci, che secondo i ben informati sarebbe stato coinvolto da Raimondo Ursitti, segretario generale dell’Ente Fiera per portare un pò di colore e qualche idea per l’allestimento dei padiglioni. “Fammi qualcosa, portami qualcuno...”. E l’ex Sindaco e parlamentare di più non ha potuto. 

Diremo e faremo come capita ormai da oltre 20 anni. Cavaliere presenta la palazzina di Corso del Mezzogiorno
L’inaugurazione della 74 esima edizione della Fiera dell’agricoltura di Foggia, avvenuta venerdì pomeriggio con il taglio del nastro e il convegno inaugurale “Le origini per il futuro del quartiere fieristico” ha visto la presenza dei rappresentanti degli enti formatori: la Sindaca Marida Episcopo e il Presidente della Camera di Commercio di Foggia, Pino Di Carlo. Presenti anche in rappresentanza della Regione Puglia, il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della IV Commissione consiliare (Attività produttive, sviluppo economico, agricoltura e turismo) e la consigliera Rosa Barone, componente della medesima commissione. All’evento ha preso parte anche la Senatrice del MoVimento 5Stelle, Gisella Naturale. Assente il Presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti. Un’assenza dell’inquilino di Palazzo Dogana che ha fatto rumore, c’è chi sostiene, a ben ragione, che la mancata partecipazione al taglio del nastro di non si sa bene cosa, suoni un po’ come una mal celata presa di distanza da un’inaugurazione beffarda di un contenitore vestito a festa ma con le scarpe bucate. 

La storia del Quartiere fieristico e dell’ente che ne è a capo è nota a tutti. Sono trascorsi undici anni dal commissariamento, poco più di un decennio durante il quale la governance viene nominata da chi dovrebbe controllare l’efficacia e l’efficienza dell’ente. In questi undici anni si sono susseguiti diversi commissari, senza che il cda potesse mettere bocca sulla direzione da dare. Da circa due anni è stato nominato Claudio Sottile, che ai microfoni de l’Attacco ha affermato la piena volontà di traghettare l’ente verso una fase di normalità amministrativa. “Abbiamo promosso questo incontro proprio per parlare della fiera e del quartiere fieristico. Non vogliamo rassegnarci a che questa fiera langua in queste condizioni. Io credo che ci siano tutte le possibilità per poter ripartire e ridare lustro alla fiera e al quartiere fieristico. Un pezzo di questo quartiere potrebbe essere dedicato alle fiere e un altro dedicarlo ad altro e lo devono decidere tutti gli attori istituzionali, d’intesa con la Regione che è l’ente controllore. Io credo che sia arrivato il momento di chiudere questa fase commissariale che perdura da oltre dieci anni, bisogna ricostituire gli organi dove appunto tutti coloro che vi siedano abbiano voce in capitolo e per fare questo la Regione deve prenderne atto e venirci incontro in questi nostri desiderata”.

Insomma, le buone intenzioni non mancano, peccato che da circa nove anni parrebbe che giaccia in un cassetto una progettualità relativa alla destinazione d’uso di quello che è oggi un autentico scatolone, fatiscente e incolto. Buone intenzioni sono anche quelle di Pippo Cavaliere, progettista e direttore dei lavori del maxi progetto di riqualificazione del nuovo ingresso della Fiera di Foggia su Corso del Mezzogiorno che comprende un grande parcheggio multipiano e una nuova palazzina, al costo complessivo superiore ai 20 milioni di euro che secondo quanto ha sostenuto venerdì pomeriggio è completato al 96-97%. Ritardi non imputabili alla direzione dei lavori, dice, ma impicci burocratici e all’emergenza Covid che pure fece la sua parte.  

“Bisogna apportare delle evoluzioni, parlo da Sindaca pro tempore di Foggia. Abbiamo tanto spazio a disposizione, ci sono diciotto ettari ed è pensabile creare un hub olistico che tenga conto dello sport”, ha affermato Episcopo che così ha continuato: “Abbiamo in pecore la creazione di un palasport, idea non è peregrina, in abbinamento con le filiere di questa provincia. L’idea è di rigenerare questo spazio che va riconsegnato secondo un design di contesto che deve venire dal basso, direi che questa giornata veda tante istituzioni, associazioni e tante presenze che chiedono che ci sia una rinascita di questo luogo. Tutti insieme dobbiamo procedere”. 

La necessità di andare oltre il contesto fieristico, secondo quelli che sono oggi i modelli espositivi, molto diversi rispetto al passato, è stato il focus su cui si è concentrato il consigliere regionale Tutolo, affermando, tuttavia, una non evidente differenza rispetto al contenitore barese, sostenendo che un’idea di cosa potesse ospitare quello spazio potrebbe giungere dalle nuove generazioni.

“In Regione saremo felici di dare una mano a questo ente - ha affermato Tutolo-. Sono certo che la Regione possa fare la sua parte, qualora ci siano progetti di rilancio. Si potrebbe aprire ad un concorso di idee, oggi la fiera come siamo abituati a vederla non è più attuale. Vanno rivisti questi spazi”.

Dello stesso avviso è stata la Senatrice Gisella Naturale che ha sostenuto la necessità di un necessario cambio di passo. “La fiera si sta risvegliando da un letargo. Si tratta di hub importante per la nostra Capanata e deve tornare ad essere ciò che era. Occorre fare rete, difficilmente si cerca aiuto da fuori, raccogliendo le esperienze di chi ha le capacità per gestire questi luoghi. Si potrebbe puntare sull’università, i nostri giovani devono restare e questo rilancio potrebbe essere un’occasione per dar loro opportunità”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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