La senatrice Gisella Naturale (M5S) ha inaugurato la 74ª Fiera dell’Agricoltura di Foggia invocando l’uscita “quanto prima” dal commissariamento e il ritorno allo “splendore” di un polo che “deve tornare hub della Capitanata”. “È una dichiarazione tecnicamente corretta sul merito e politicamente insostenibile sulla provenienza. Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto i governi regionali di Michele Emiliano e fa parte della maggioranza che sostiene Decaro – commenta l’on. Giandonato La Salandra - Il sistema fieristico è competenza esclusiva della Regione Puglia. Il commissariamento dell’Ente Autonomo Fiera di Foggia è stato disposto dalla Regione il 22 dicembre 2015 con DGR n. 2416 e non è mai cessato. A oltre dieci anni e mezzo, i soci fondatori (Comune di Foggia, Provincia, Camera di commercio) versano le quote senza alcun potere di governo e la stessa Regione continua a nominare commissari. È un corto circuito istituzionale documentato, non un incidente”.
I piani di ristrutturazione del 2014 e del 2019 sono rimasti sostanzialmente inattuati. Il fondo rotativo di 500.000 euro previsto dalla L.R. 52/2019 non è stato utilizzato perché la Regione ha imposto una fideiussione bancaria incompatibile con la natura dell’ente. I lavori di accessibilità finanziati con risorse statali procedono a singhiozzo per ritardi di rendicontazione che passano da Bari. Il teatro-tenda da 1.800 posti è incompleto; il parcheggio multipiano è bloccato da interferenze tecniche non risolte. Durante l’emergenza Covid la Fiera di Foggia ha messo a disposizione spazi sanitari e non ha ricevuto alcun ristoro, mentre la Fiera del Levante ha ottenuto risorse pubbliche per la trasformazione in hub e oggi beneficia di nuovi padiglioni, progetti di polo congressuale da ulteriori decine di milioni e restituzioni di spazi con stanziamenti dedicati.
“Agrilevante è diventata il polo privilegiato regionale, con flussi di risorse, agenzie, ITS e attività congressuali concentrate a Bari. - spiega il parlamentare La Salandra - La Fiera di Foggia, storica vetrina dell’agricoltura dell’intero Mezzogiorno, è stata tenuta in gestione straordinaria permanente. Perché la senatrice Naturale non ha detto agli operatori presenti quante risorse la Regione Puglia ha effettivamente sbloccato per la Fiera di Foggia negli ultimi dieci anni rispetto a quelle destinate al polo barese? I dati, certo, non consentono di scaricare le responsabilità a Roma. Nei bandi regionali la Capitanata è sistematicamente penalizzata nella definizione dei punteggi e dei criteri di priorità, con effetti concreti su infrastrutture, accesso al credito e concentrazione degli interventi.
La Fiera di Foggia non è morta di vecchiaia. È stata progressivamente svuotata da una gestione regionale che ha privilegiato Bari. Chi ha sostenuto quei governi regionali non può limitarsi a invocare lo “splendore” senza rendere conto dei dieci anni di scelte, di risorse non sbloccate e di organi non ricostituiti. I numeri, le date e i documenti sono pubblici. L’ipocrisia no”.
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