Strade, Foggia e altre 28 Province a Bari per superare le emergenze e spendere meglio le risorse pubbliche

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Riparare le strade prima che il dissesto diventi un’emergenza, accelerare i lavori e utilizzare meglio i fondi disponibili. È la sfida che ha riunito al Politecnico di Bari i referenti di 29 Province del Mezzogiorno nell’ambito del progetto PACT, “Province Attive per la Crescita dei Territori”. Tra queste Foggia, chiamata a gestire oltre 2.700 chilometri di rete viaria e indicata tra le esperienze da valorizzare per l’utilizzo degli accordi quadro nelle manutenzioni.

Promossa dall’Unione delle Province d’Italia, con il Politecnico partner scientifico per le infrastrutture stradali, l’iniziativa punta a rafforzare la capacità degli enti di progettare, appaltare e programmare gli investimenti. Il progetto è finanziato dal Programma Azione Coesione complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020.

“L’attività riguarda essenzialmente l’individuazione delle criticità, ma soprattutto delle buone pratiche in alcune amministrazioni”, spiega Michele Ottomanelli, professore ordinario di Ingegneria dei Trasporti del Politecnico. “Lo scopo è mettere insieme queste 29 Province a un tavolo e cercare un filo conduttore che porterà a ottimizzare gli investimenti in materia di strade”.

Il docente propone un ‘laboratorio pubblico-pubblico’, fondato sul trasferimento delle conoscenze dall’università agli enti. Ma l’innovazione deve fare i conti con gli organici: “Una delle criticità evidenziate è la scarsità del personale e, in alcuni casi, anche delle competenze”. La digitalizzazione, osserva, richiede un approccio diverso alla gestione delle infrastrutture.

Foggia porta al confronto il modello degli accordi quadro. “Abbiamo oltre 2.700 chilometri di strade provinciali”, ricorda l’ingegnere Luciano Follieri, dirigente del settore Viabilità e Infrastrutture stradali della Provincia. Per utilizzare i finanziamenti ministeriali, l’ente ricorre a uno strumento che “permette una certa celerità nella messa in opera degli interventi” e consente “di andare subito in gara e appaltare l’opera in breve tempo”.

La rapidità delle procedure, però, non risolve il problema della programmazione. “La scelta degli interventi, purtroppo, molto spesso è dettata solo dall’emergenza: una strada più dissestata, segnalata dai cittadini, dove ci sono più incidenti”, riconosce Follieri. “L’intento di questi incontri è proprio avere strategie di intervento. Al momento non le abbiamo e dobbiamo affinare queste tecniche”.

Il confronto mette a disposizione l’indagine sulle reti viarie e sui modelli di manutenzione delle Province, insieme a strumenti per stabilire le priorità attraverso criteri tecnici, territoriali e finanziari. L’obiettivo è trasformare le esperienze migliori in una gestione capace di prevenire il degrado e dare continuità ai lavori.

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