Un brutto risveglio per la comunità di Carapelle: nella notte tra l’8 e il 9 giugno scorsi qualcuno ha incendiato l’auto del vicesindaco Ulderico Spinapolice sfiorando la tragedia. Proprio così perché a pochi metri dalla macchina in fiamme dormiva tranquillo il figlio del politico di Carapelle. Senza poi considerare che l’incendio avrebbe potuto raggiungere gli appartamenti dei vicini. “Al supereroe coraggioso, all’uomo buono che ha causato tutto questo posso dire solo una cosa: a pochi metri dalla macchina dorme mio figlio, al piano superiore vive una famiglia di persone perbene – aveva commentato all’indomani del vile gesto Spinapolice - non ti odio e non ti porto rancore per un solo motivo, non sarò io a giudicarti ma chi giudicherà sia te che me. Ricordati che un giorno ci presenteremo davanti a Colui il quale giudicherà gli uomini che siamo stati in questa vita”.
Tanti i messaggi di solidarietà giunti da ogni dove per il vicesindaco. Fra questi anche l’Anci Puglia che ha voluto esprimere vicinanza e solidarietà dei Comuni pugliesi a Ulderico Spinapolice, alla sua famiglia e alla comunità di Carapelle per il grave atto intimidatorio subito. “Anci Puglia confida nell'operato delle forze dell'ordine affinché facciano presto luce sull'accaduto, per consentire al Vicesindaco Spinapolice e all'amministrazione comunale di Carapelle di poter svolgere il proprio mandato in condizioni di sicurezza e legalità”- hanno commentato.
“Non ci sono molte altre parole per descrivere la situazione, non mi sento di condannare nessuno proprio perché nel cuore ho la certezza che qualcuno giudicherà ciò che stiamo facendo: questa è la cosa che mi lascia sereno - commenta a l’Attacco senza giri di parole Spinapolice - mi dispiace molto per i miei vicini, e per lo spavento preso dai bambini. Leggere timore e incredulità negli occhi dei nostri figli che si domandavano cosa stava accadendo e non poter dar loro una risposta è stato davvero il problema reale. Le cose materiali vanno e vengono. È il danno morale ciò che pesa in questa incresciosa situazione”.
Il vicesindaco della piccola comunità foggiana ha escluso frizioni o situazioni particolari che potessero in qualche modo far presagire l’episodio. “Assolutamente – conferma – certo, siamo freschi di campagna elettorale, una competizione che però non c’entra nulla - a mio avviso - con quanto successo anche perché, in fin dei conti, non possiamo interpretare il pensiero di chi compie questi atti. Una cosa è certa: non ho avuto minacce, liti o robe del genere che facessero presagire questa cosa. Si sa come funzionano le campagne elettorali nei paesini – rincara l’amministratore – credo che questa tornata elettorale sia stata comunque affrontata nel giusto modo”.
L’episodio è accaduto più o meno intorno alle 2 di notte tra l’8 e il 9 giugno. “Cosa cambierà da domani? Nulla – ammette Spinapolice – spero solo che si tratti di eventi che lascino riflettere tutti. L’appello va al buon senso: a prescindere di ciò che potrebbe essere scaturito nella testa di chi ha compiuto il gesto. Non è questo il modo per risolvere qualsiasi tipo di problematica o di pensiero. Che questo accadimento serva per un futuro migliore e più tranquillo. A chi ha compiuto il vile atto incendiario ripeto: ciò che è accaduto non è un buon messaggio da dare ai bambini e alle future generazioni né per risolvere qualsiasi tipo di controversia – conclude il vicesindaco – al resto della mia comunità dico: vogliamoci bene, perché su questo mondo non siamo davvero niente. Tutto arriva e tutto finisce”.
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