Giornate mediche daune alla 49esima edizione. "Sinergia tra dottori e manager per rispondere al disagio diffuso"

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La XLIX edizione delle Giornate mediche daune ha aperto le porte nel pomeriggio di ieri quando presso l’Auditorium Pasquale Trecca si sono riuniti gli uomini e le donne appartenenti all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Foggia,

per una due giorni all’insegna del dibattito sulla gestione integrata delle malattie infiammatorie croniche intestinali. “La nostra proposta è quella di una sinergia tra i medici. Storicamente queste giornate sono dedicate all’aggiornamento per i professionisti del territorio. Al momento non abbiamo tanti universitari, ma speriamo di acquisirne presto così da poter interagire molto meglio con l’Ateneo”, ha affermato a l’Attacco il presidente dell’Ordine Pierluigi De Paolis.

“In questo momento la sinergia deve essere anche tra medici e manager del territorio, perché la malattia della sanità è chiara, e non è solo quella delle patologie infiammatorie croniche intestinali a cui è dedicato il convegno, quanto uno stato di disagio diffuso nel mondo degli operatori sanitari a cui bisogna dare delle risposte, così che loro possano essere messi in condizione di lavorare meglio e rispondere alle esigenze di salute della popolazione. Ed è questo lo scopo della nostra riunione: prendiamo atto della necessità di sinergie”.

“Bisogna cogliere con molto favore la presenza contemporanea dei quattro manager che insistono sul nostro territorio”, gli ha fatto eco Leonardo Miscio, direttore sanitario che in via Acquaviva ha portato i saluti di Giuseppe Pasqualone, commissario azienda ospedaliera Policlinico Riuniti. “E solo facendo sinergia che si possono portare a casa risultati migliori. Lo stiamo vedendo in questo momento che la pandemia ci ha insegnato che da soli non riusciamo ad affrontarla. Un’esperienza significativa è stata degli scorsi mesi quando il Policlinico di Foggia ha accolto pazienti degli altri erogatori.

È solo mettendoci insieme che riusciamo a dare un buon servizio ad una popolazione molto vasta, tra le più vaste d’Italia”. Riguardo al disagio diffuso e le questioni che affliggono la sanità di Capitanata, De Paolis ha continuato affermando: “Le problematiche dei servizi di emergenza territoriale come il Pronto Soccorso sono in grande affanno. All’interno degli ospedali si stanno perdendo unità lavorative che non vengono sostituite nel numero che dovrebbero, mettendo così in crisi anche le turnazioni e le capacità assistenziali di una divisione”.

Alla richiesta di maggiori dettagli sulla sanità di Capitanata e come si colloca il momento odierno se paragonato agli anni precedenti, De Paolis ha risposto in modo netto: “Il momento di disagio riguarda l’intero territorio nazionale, non solo la Capitanata. Non è paragonabile a momenti precedenti, perché non abbiamo mai vissuto un momento di difficoltà nel reperimento di medici disponibili per coprire i servizi. Si tratta del frutto di una cattiva e miope programmazione che rende difficile il recupero in tempi brevi”.

Riguardo al numero chiuso allo studio universitario, la posizione del presidente dell’Ordine è chiara: “Le opinioni devono confrontarsi con le leggi e i regolamenti imposti all’Italia. Il numero chiuso infatti non è stato una decisione autonoma ma è venuta da accordi europei che evidentemente dovevano prevedere anche una programmazione che di fatto ha sbagliato. Se numero chiuso doveva essere, quei numeri scelti erano molto bassi.

E non vale solo per l’ingresso, ma anche per l’uscita. Solo la pandemia da Covid ci ha fatto comprendere che non si potevano laureare 10.000 persone e creare offerte formative per 3000, 4000 medici all’anno. Il nocciolo della situazione è questo: non aver programmato quello che serviva al nostro paese”. Sui contenuti della due giorni di convegno ha poi sottolineato: “Oltre a relatori e letture magistrali che hanno il loro peso riguardo l’aggiornamento, io direi che è molto importante aver inserito anche le associazioni dei malati di malattie infiammatorie croniche.

È bene che ci facciamo dire da chi soffre di una malattia quali sono le difficoltà che incontra per potersi curare, quali quelle per ottenere una visita di controllo, un esame diagnostico specialistico, e quali problemi incontra nella vita per colpa della malattia di cui soffre. Bene, questo aspetto deve essere messo in luce allo stesso modo in cui mettiamo in luce la diagnostica e la terapia”.

Di novità significative e argomenti più importanti di cui prendere nota ha parlato anche Miscio, che ha concluso: “Tra le mission di questo convegno c’è quella della formazione. Oggi si parla di malattie croniche intestinali conosciute da molti anni il cui approccio terapeutico è migliorato sempre più, tanto che le persone affette vivono una vita perfettamente normale grazie alla ricerca, ai nuovi farmaci e all’expertice che abbiamo in provincia. Tanto che qui oggi, qui all’Ordine dei medici vale proprio la pena fare il punto dei risultati raggiunti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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