“Ci teniamo parecchio e già in occasione della presentazione ufficiale di Progetto Concittadino, nel 2021, lanciammo questa idea: nata perché è ormai opinione comune che per consentire lo sviluppo e la crescita economica di un territorio non servano esclusivamente le infrastrutture materiali. Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose dimostra, una volta di più, che nella nostra città è necessario guardare anche alle infrastrutture immateriali. E’ nei vuoti di coscienza e conoscenza che spesso si insinua la criminalità. Partendo da questo presupposto abbiamo compreso la necessità di compiere un grande investimento sulla messa in sicurezza del sapere. Dobbiamo ripartire dalla sete di conoscenza”. Sono le dichiarazioni rilasciate a l’Attacco da Antonio de Sabato (leader del movimento civico di centrosinistra che presenterà una lista elettorale alle prossime amministrative d’autunno) in merito all’appassionato lavoro che sta svolgendo già da qualche tempo per candidare Foggia a Capitale italiana del Libro per il 2025.
“Può essere un defibrillatore sociale per restituire identità, orgoglio, visione alla nostra città”, così parla di questa iniziativa possibile l’ex consigliere comunale nonché animatore culturale che due anni fa è riuscito a portare all’istituto Pascal di Foggia “Legalitria” (il più grande festival nazionale di legalità) con la presenza di scrittori del calibro di Leonardo Palmisano ed Emma Barbaro. “Da questa esperienza e dall’impatto che ha avuto sugli studenti foggiani coinvolti – commenta sul punto de Sabato - abbiamo capito quanto sia fondamentale l’idea di battere il campo della cultura partendo proprio dai libri. Siamo d’altronde convinti che non si può disperdere la grande energia accumulata sul territorio grazie al percorso esaltante della candidatura di Monte Sant’Angelo a Capitale della Cultura 2025”.
de Sabato ne è convinto: Foggia ha tutte le carte in regola per candidarsi a Capitale del Libro. A sostegno cita “i tanti giovani autori foggiani che stanno fornendo importanti contributi sul piano della scrittura”. Come Gianmarco De Biase (che a breve uscirà con il suo nuovo libro di poesie); Antonio Colasanto e il suo volume “Favugne – Storie di mafia foggiana”; Adelmo Monachese e le sue esilaranti raccolte narrativo-teatrali; Francesco Berlingeri (scrittore e titolare della libreria indipendente Velasquez); Alessandro Galano con la sua opera prima “L’uomo che vendette il mondo” candidata al Premio Carver. Ma anche importanti luoghi di lettura e produzione letteraria come la Biblioteca regionale la Magna Capitana; I Fiori Blu, tra i più importanti festival letterari del panorama meridionale; il presidio del libro Rivoltapagina di Alessio Tortorella. Alla panoramica di de Sabato si potrebbero aggiungere, quali altrettanti punti di forza, il Foggia Festival Sport Story della Fondazione Monti Uniti o felici iniziative dal basso come le “Letture nei condomini”. “Foggia – ribadisce de Sabato - è il terreno ideale per una simile candidatura. Chi dice che a Foggia non si leggono libri sbaglia di grosso”.
Nell’alveo di questo impegno il leader di Progetto Concittadino (grazie all’incontro con l’ex sindaco di Riace, Giuseppe Gervasi, che è anche uno scrittore, conosciuto a Bari durante la presentazione del suo libro “Riace che incontra il mare”) è riuscito ad arrivare a Gilberto Floriani, ex presidente del Polo bibliotecario di Vibo Valentia, già Capitale del Libro. Il quale ha spedito a de Sabato il dossier della candidatura vincente di Vibo. “Floriani – racconta l’ex consigliere comunale - ci ha dato disponibilità a venire a Foggia per aiutarci a costruire la candidatura del capoluogo dauno”. l’Attacco domanda a de Sabato quali siano le analogie tra Foggia e Vibo. “Ce ne sono - risponde -: Vibo Valentia presentò la sua candidatura a Capitale italiana del Libro dopo la raffica di arresti seguiti alle indagini del procuratore Gratteri. Anche Foggia merita un’opportunità in questo senso. Tutta la città deve cogliere quest’occasione per avviare un’autonarrazione nuova, più complessa e veritiera”, conclude sul punto. Per de Sabato l’editoria deve diventare fattore di sviluppo concreto per la città. A maggior ragione perché dall’aeroporto di Foggia partono i voli per Torino, dove c’è il Salone internazionale del Libro. “Possiamo sfruttare la linea Foggia-Torino del Gino Lisa – sottolinea - per generare economia e cultura sul nostro territorio. Ecco perché ho avviato un’interlocuzione anche con l’assessore alla Cultura e allo Sport di Torino, Mimmo Carretta. Sono questi i temi politici su cui i partiti del territorio devono confrontarsi”.
Antonio de Sabato ringrazia, inoltre, Alessio Lusuriello e la sua associazione, Libertà Civile, che sostiene con forza il suo progetto. “L’amicizia con Lusuriello, ricorda, è nata dal co-allestimento della presentazione del libro di Giorgio Maran, “Quattro giorni”, sulla riduzione dell’orario lavorativo a parità di salario. Proprio da un libro, dunque – ribadisce de Sabato -, è nato il percorso comune tra due associazioni che si stanno battendo per una visione nuova e condivisa di città. Ecco perché riteniamo fondamentale proporre la candidatura di Foggia a Capitale del Libro, che deve rappresentare un percorso di responsabilizzazione della città da portare avanti con orgoglio. Quella tra Progetto Concittadino e Libertà Civile è un’alleanza a fini culturali, non elettorali”. Resta l’amaro in bocca del silenzio mostrato dai candidati del territorio alle ultime elezioni politiche, quando de Sabato ha chiesto loro di esprimersi sul progetto Foggia Capitale del Libro ricevendo risposta solo dalla candidata del Pd Valentina Lucianetti, che accolse con interesse la proposta. “Siamo consapevoli – conclude l’ex consigliere comunale - che per avviare concretamente il complesso iter burocratico per una simile candidatura occorrerà innanzitutto tornare ad avere un’amministrazione politica, capace e convinta di scommetterci su. Nel frattempo stiamo mettendo a sistema le energie positive del territorio: lavoro che porterà in dote alla futura amministrazione un percorso già ben avviato. Il rischio, in termini di fallimento, è rappresentato unicamente dall’eventuale elezione al prossimo governo cittadino di certa destra che, quando ho illustrato l’ipotesi di Foggia per la corsa a Capitale del Libro 2025, mi ha risposto: ‘Non l’appoggeremo, è la solita cosa di sinistra’”.
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