Questa è la settimana della Biodiversità pugliese con l’interessamento di agricoltura, ambiente e alimentazione e il coinvolgimento di aziende, ricercatori e perfino le scuole secondarie di secondo grado.
Due esempi di confluenza di studio e divulgazione si sono avuti martedì scorso negli istituti alberghieri di Castellana Grotte e Lucera, dove sono state allestite altrettante kermesse che hanno ospitato esperti del settore e soprattutto mostrato materialmente come si possa fare gastronomia e cultura, partendo da alimenti ancora troppo poco valorizzati e conosciuti soprattutto nelle giovani generazioni, come i legumi.
E ad accompagnare questo percorso che è didattico ma prima ancora scientifico c’è la Regione Puglia che da dieci anni sta sostenendo economicamente questa operazione di acquisizione di conoscenze del patrimonio genetico dell’agricoltura del territorio, per poi partire con la fase di valorizzazione delle produzioni, molto spesso di nicchia e quindi ancora più preziose.
Il Registro oggi contiene 122 risorse vegetali e 9 animali, anche grazie all’azione operata dalle università pugliesi e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La manifestazione lucerina ha poi avuto una rivelazione concreta di ingredienti e prodotti, con la realizzazione di sei ricette, pensate dagli alunni dell’Ipssar che le hanno poi sottoposte a una giuria di sette esperti. Il lavoro più apprezzato è stato un dolce: praline di fave al cioccolato su cartellata di ceci e salsa di lenticchie rosse, accoppiato a un liquore tipico di Torremaggiore, il Mirinello.
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