“Quando due anni fa ho chiesto per la prima volta che si celebrasse un Consiglio monotematico sul tema dello ‘Sviluppo della provincia di Foggia’ avevo in mente un preciso scenario: mettere in un solo luogo e nello stesso momento autorità e rappresentanti istituzionali e politici di ogni livello, dai sindaci ai consiglieri regionali dalla Giunta regionale ai parlamentari pugliesi, per discutere del futuro di 600mila cittadini”.
Così in una nota il Consigliere regionale Antonio Tutolo del Gruppo misto in occasione del Consiglio regionale monotematico di oggi. “Sono partito da alcune domande: che strategie hanno in mente per la Capitanata? Come pensano di risolvere i problemi atavici? Quali soluzioni immaginano per rialzarla dai famosi ultimi posti nelle classifiche e proiettarla verso lo sviluppo agro-industriale, tecnologico, turistico, sanitario e infrastrutturale che merita? Che cosa hanno intenzione di fare per affrontare l’emergenza idrica e la sicurezza? Quali sono le prospettive per i giovani e l’occupazione? Come hanno pianificato di investire i fondi del Pnrr in questa provincia?”
“Per mia indole sono abituato a chiamare le cose con il loro nome e la provincia di Foggia ha un solo problema: è stata abbandonata. Talmente tanto che adesso occorrono misure straordinarie per riportarla a un livello accettabile di vivibilità. Non è facile ma non è impossibile come ci vogliono far credere”.
“Denuncio da tempo un odioso squilibrio territoriale a vantaggio di altre province pugliesi a causa del quale i cittadini foggiani ormai si sentono ignorati e abbandonati. Che cosa mi aspetto da questa giornata? Che diventi il Capitanata Day: il punto di ripartenza per questa area a nord della Puglia a cui non manca nulla né morfologicamente, né produttivamente e né umanamente. Ovviamente non così ingenuo da credere che basti un Consiglio monotematico per risolvere tutti i problemi della Capitanata”.
“Perché un Consiglio straordinario? Perché le misure da adottare devono essere straordinarie e occorre una visione condivisa per costruire un dialogo con il Governo nazionale e regionale e presentare proposte e progetti che pongano rimedio alle scelte sbagliate del passato. Ci vogliono coraggio e amore per questa terra. Perché rispondere prontamente a un’emergenza dà tanta visibilità immediata, ma progettare il futuro di una comunità è un’azione che vedrà i suoi frutti tra anni. E la politica, lo sappiamo, preferisce la popolarità spiccia alle tracce importanti lasciate alla storia”.
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