Seasif, Di Staso (FI) ricorda quella volta che Favilla voleva comprare il Livorno Calcio. Ma perse l’aereo

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“In merito alle pezze, o meglio dire ai rappezzi, che ha tentato di mettere la società cipriota Seasif alle evidenti originalità ed unicità del percorso intrapreso per insediarsi sul nostro territorio, nel leggerle, mi sono ritrovato a ripercorrere la fiaba di Christian Andersen de ‘I vestiti nuovi dell’imperatore’”. In questo modo, il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia Vincenzo Di Staso, apre la sua replica alla missiva inviata a l’Attacco nei giorni scorsi dall’avvocato Nicola Buano. In quell’occasione, il legale con studio a Napoli che tutela Seasif e Favilla rivolse la sua attenzione alle parole riferite da Di Staso nel Consiglio comunale del 7 marzo scorso che erano state riportate su queste colonne. Si trattava di affermazioni “inveridiche ed altamente calunniose”, così come “grave, calunniosa ed altamente diffamatoria” era la dichiarazione secondo cui le società Terminal Geochem Logistics srl e Terminal 107 DCM srl sono “due bracci armati” di Seasif.

“Si vogliono far passare per calunnie e diffamazioni dei semplici dati oggettivi – risponde Di Staso, che nella vita fuori da Palazzo San Domenico fa l’avvocato - che dimostrano la evidente evanescenza delle dorate promesse occupazionali del gruppo societario mediorientale”.

“Prendo atto che per dare seguito ad un progetto di svariate centinaia di milioni di euro – osserva -, si propongono delle società che, per espressa ammissione della compagine battente bandiera cipriota, non hanno neanche una segretaria ed un ufficio proprio per ricevere gli stuoli di investitori che si proporranno di compartecipare nelle loro incredibili imprese industriali”.

L’avvocato Buano ha spiegato che si tratta di “società di scopo” e che è prassi che “siano costituite con un capitale minimo e prive di dipendenti sino al momento dell’inizio effettivo dell’attività”.

“Stesse società – ribatte Di Staso - che nel patinato sito internet della holding cipriota vengono riportate come ‘svolgenti diverse attività nell’area portuale di Manfredonia’. Invece tali società, secondo l’assunto del loro difensore, sono ancora in letargo, in attesa che qualcosa le svegli dal loro torpore. Forse le prebende della Z.E.S. dell’Adriatico faranno come da defibrillatore per questi giganti comatosi?”.

Sono società ‘dormienti’, secondo il chiarimento di Buano. “Purtroppo di dormiente, a mio avviso, vi è solo la coscienza di chi dovrebbe accuratamente vigilare sulle qualità di tali autoreferenziati propositori di prebende invece di mettergli nelle mani il porto Alti fondali con la garanzia di una polizza fideiussoria dal nome impronunciabile e dalle referenze a dir poco censurabili”.

Ad un certo punto della conversazione, il consigliere forzista torna al punto di partenza: alla fiaba di Andersen. “Come i tessitori di quella favola che volevano far credere che solo gli stolti e gli indegni non potevano vedere i vestiti (in realtà inesistenti) dell’imperatore – argomenta -, così i difensori del sodalizio di Nicosia minacciano denunce per calunnia e diffamazione per chi si limita a prendere atto degli investimenti a dir poco parsimoniosi sin ora impiegati nel faraonico rilancio della Z.E.S. Adriatica nella zona di Manfredonia tanto reclamizzati”.

Attende “con favore che un giorno il top manager italo-svizzero-cipriota venga personalmente ad illustrarci i suoi fantasmagorici progetti augurandogli di non affidarsi, però, ai mezzi aerei per raggiungerci, onde evitare il fatale ritardo avutosi per il mancato acquisto del Livorno Calcio”.

A che cosa si riferisce? Ad un episodio accaduto qualche anno fa. Il contesto geografico è quello di un’altra città di mare: Livorno. Nel 2021 il club calcistico guidato dal presidente Silvio Aimo - che aveva tra i soci anche l’ex presidente Aldo Spinelli – si dibatteva in una situazione economica poco florida. Chi si propose? L’imprenditore Franco Favilla. La sua proposta fu considerata “irricevibile e priva di ogni fondamento”, come raccontano le cronache.

Spinelli ci andò giù pesante e ad espressa domanda sul conto di Favilla, rispose apostrofandolo come “un buffone”.

Ciò che destò particolare attenzione fu, però, la mossa successiva. Favilla chiese, infatti, di incontrare di persona la proprietà del club livornese. All’appuntamento, che era stato fissato alle ore 11 del 25 maggio 2021 negli uffici genovesi (altra città di mare) del Gruppo Spinelli, arrivarono tutti. C’erano Aimo e Spinelli, insieme a Umberto Casella e Pierpaolo Gherlone – in rappresentanza della società edilizia Sicrea – e tutti i restanti soci del sodalizio.

L’unico assente fu proprio Favilla, cioè lo stesso richiedente quell’incontro. Fu riferito da Spinelli che aveva stabilito un contatto telefonico e che il CEO Seasif si scusò, perché “aveva perso l’aereo”. Non l’hanno più visto.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet