“Assenza di rispetto delle regole e mancato controllo delle istituzioni”. Angelo Riccardi - ex Sindaco di Manfredonia ed ex numero uno del Consorzio ASI di Foggia, oggi consigliere politico del presidente della Regione Michele Emiliano per l’ambiente - lancia accuse a Provincia e ASI rispetto al nuovo impianto industriale previsto nell’area SIN di Macchia di Monte Sant’Angelo, dove c’era una volta il petrolchimico ANIC-Enichem. Come l’Attacco ha raccontato ad aprile scorso, la Provincia di Foggia ha autorizzato l’impresa South Metal Corporation del sipontino Francesco Paolo Pacillo alla realizzazione e all’esercizio di un impianto industriale per il trattamento finalizzato al recupero di rifiuti speciali non pericolosi a matrice prevalentemente metallica da reimmettere nelle filiere produttive dell'industria automobilistica, elettrica ed elettronica. L’istanza era stata presentata da Pacillo ad ottobre 2021. Sono 51 le prescrizioni imposte tra cui il limite massimo di quantitativo di rifiuti non pericolosi trattati (25.000 tonnellate l’anno), il recupero delle frazioni autorizzate relativo solo a materiali ferrosi ed alluminio, accorgimenti per evitare la dispersione di polveri.
Il parere favorevole preventivo del Consorzio ASI Foggia era arrivato già a gennaio 2022. A maggio si era espresso positivamente anche il Comune di Monte Sant’Angelo, al pari dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e ARPA Foggia (pareri favorevoli con prescrizioni).
Nel proprio atto il dirigente Cela ricorda anche che a giugno 2021 l’area oggetto dell’istanza era stata oggetto di un incendio che aveva interessato alcuni materiali stoccati all’interno della proprietà, depositati su area pavimentata. Proprietaria dell’area era Sif Trade srl ma South Metal Corporation srl, come conduttrice dell’area, si fece carico di finanziare rimozione e smaltimento dei rifiuti generati dall’incendio.
Ma l’area SIN è anche e soprattutto quella di cui le comunità attendono da decenni il completamento della bonifica di terreno e falda. Ebbene, nell’ambito dell’istruttoria, svolta con l’ausilio dei tecnici consulenti del MATE (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica), è emerso che il sito rientra nell’attuale perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale di Manfredonia, motivo per il quale la Provincia ha ritenuto necessario un approfondimento circa lo stato di messa in sicurezza dell’area, la presenza di eventuali contaminanti all’interno della rete di captazione delle acque e sull’attuale monitoraggio ambientale relativamente alle componenti suolo, sottosuolo e falda.
Il 21 marzo scorso South Metal Corporation ha trasmesso ulteriore documentazione attestante la certificazione di avvenuta bonifica della matrice terreno, la documentazione attestante l’attuale monitoraggio delle acque di falda attualmente condotto da Eni Rewind, dal quale si evince la diminuzione delle concentrazioni di inquinanti. Il progettista è l’architetto di Monte Sant’Angelo Antonio Ciociola.
L’impresa vede 4 soci: col 60% Pris.Mat srl di Pisa, col 20% il mattinatese Giuseppe Ferrantino (già socio di una impresa che opera nel medesimo settore in provincia di Brescia), 10% pro capite per la sangiovannese Anna Rachele Martino e la beneventana Iole Rosiello. L’ottantenne Pacillo, che ne è l’amministratore unico, è stato commissario liquidatore di imprese e giudice tributario.
Deplorando rischi per la salute, Riccardi afferma: “L’area dell’ex Enichem di Monte Sant’Angelo ritorna puntualmente alla cronaca politica, non per regalarci prospettive concrete di sviluppo per l’intero territorio, ma unicamente per ipotesi di investimenti assolutamente non compatibili con la nostra storia recente. E mentre va in scena la farsa di Seasif e dei suoi improbabili e fantasiosi progetti industriali, succede che altri imprenditori, nell’assoluta assenza delle istituzioni locali, propinano investimenti nel settore dei rifiuti. È stato più volte, anche strumentalmente sottolineato, che sarei stato, in qualità di presidente del Consorzio ASI, l’artefice della modifica del regolamento per gli insediamenti industriali”. Il riferimento è all’introduzione del comma 22 bis: “Per la localizzazione degli impianti ambientali per il trattamento delle frazioni secche di rifiuto da raccolta differenziata (carta, plastica, vetro, metalli, etc.), nell’agglomerato di Manfredonia – Monte Sant’Angelo, non si applicano i limiti di cui ai commi 21 e 22”. Successivamente è stato modificato con l’allargamento a tutte le aree industriali di tutta la provincia di Foggia, tranne l’agglomerato industriale della città di Foggia.
“In data 13 aprile 2023, la Provincia di Foggia rilasciava l’autorizzazione unica ambientale in favore della società South Metal Corporation Srl di Manfredonia. Il procedimento vedeva coinvolti tutti gli enti competenti territorialmente, senza che nessuno dei convenuti sollevasse il palese contrasto con il comma 22 e l’impossibilità di poter procedere al rilascio dell’autorizzazione”, sostiene Riccardi.
“È importante sottolineare che il regolamento è stato modificato con l’obiettivo di favorire impianti pubblici per la gestione di alcune tipologie di rifiuti, specificamente le frazioni secche provenienti dalla raccolta differenziata urbana dei comuni. Al contrario, non è stato concepito per consentire la realizzazione di impianti di recupero e smaltimento di rifiuti di vario genere. La prova di ciò si riscontra analizzando i codici EER presenti nell’autorizzazione provinciale. Molti di essi sono chiaramente riconducibili a rifiuti non provenienti dalla raccolta differenziata urbana, ma piuttosto legati a metalli ferrosi, rame, bronzo, ottone, alluminio, piombo, zinco, ferro e acciaio, stagno, metalli misti, scorie non trattate, scorie di fusione, rifiuti di saldatura e materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti. Ritengo che sia ora che il Coordinamento Ambiente e Salute di Manfredonia, insieme ad altri soggetti interessati e persino a resti dei partiti, si attivi per richiedere la revoca in autotutela dell’autorizzazione unica ambientale rilasciata dalla Provincia di Foggia. Inoltre, il Consorzio ASI di Foggia dovrebbe essere sollecitato a evitare ulteriori atti finalizzati all’insediamento industriale della società South Metal Corporation srl di Manfredonia, poiché tale iniziativa risulta incompatibile con il comma 22 bis del regolamento del Consorzio. Queste azioni sarebbero fondamentali per garantire il rispetto delle regole e la salvaguardia della nostra salute e del nostro territorio”, conclude Riccardi.
L’Attacco ha interpellato gli enti coinvolti.
“L’autorizzazione unica è stata data perché evidentemente c’erano i presupposti”, il commento pacato e sereno del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. “Non capisco perché dovremmo revocarla, ma mi riservo di fare un approfondimento. Come Provincia non siamo coinvolti da quanto c’è a monte, non c’entriamo col regolamento ASI. Riceviamo un’istanza e se ci sono presupposti concediamo l’autorizzazione”.
“Questa ulteriore iniziativa economica”, le parole a l’Attacco della professoressa Rosa Porcu, referente del Coordinamento Salute e Ambiente, “ci spinge a chiedere con più forza che si formi con urgenza, a cura della maggioranza e dell'opposizione, un tavolo con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, i partiti, insieme al Coordinamento e alle associazioni ambientaliste per fissare, una volta per sempre, i parametri essenziali che devono essere rispettati da qualunque attività economica che si presenti nel nostro territorio. Non dobbiamo trovarci più impreparati. Ce lo chiede il rispetto dei tantissimi morti, lo esige la storia travagliata della nostra città ferita. Il Comune di Manfredonia se ne faccia promotore insieme al Coordinamento Salute e Ambiente in occasione dell’inaugurazione del Progetto Salute 2 Manfredonia, che partirà a settembre con il PNNR che vede capofila la Regione Puglia”, conclude anticipando la seconda parte della ricerca epidemiologica partecipata sugli effetti su salute e ambiente dell’inquinamento causato dall’ex petrolchimico ANIC/Enichem nel Golfo.
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