Costi eccessivi e servizi poco adeguati, stagione estiva da dimenticare per Mattinata e Gargano

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Poca gente e solo nel fine settimana. Questo il bilancio che i titolari dei lidi balneari di Mattinata hanno fatto ai microfoni de l’Attacco della stagione estiva fino a questo momento. La voce è unanime. “Al mare non c’è nessuno”, raccontano. “Al massimo qualcuno del posto, ma i lidi sono deserti. A giugno la colpa è stata del cattivo tempo, ma a luglio ha fatto caldo. Vedremo se la situazione migliorerà ad agosto, ma difficilmente sarà così”. Passeggiando lungo la costa garganica, in effetti, i lidi sono quasi completamente vuoti, nonostante sia ormai alta stagione. Uno dei motivi principali, probabilmente, potrebbe essere quello del caro prezzi. Quest’ultimo, tuttavia, parrebbe essere grossomodo allineato a quello delle altre località italiane. 

“Non è una grande stagione”, ammette sconsolato Matteo Prencipe, titolare del ristorante Il giardino di Monsignore. “Non lo è perché è partita tardissimo, anche a causa del clima. Addirittura, solo il 16-17 giugno abbiamo installato lo stabilimento balneare, perché prima il tempo non è stato clemente. Non è una grande stagione, non ci sono tantissime presenze, a parte il delirio del fine settimana, che ci fa lavorare anche male. Questo, purtroppo, è il bilancio dell’estate fino a questo momento. Mi sono sentito anche con tanti altri amici e colleghi che mi hanno detto la stessa cosa. A Vieste, ad esempio, ci sono tantissime presenze in città ma i ristoranti sono vuoti. Noi, fortunatamente, grazie al fatto che siamo un ristorante storico, riusciamo sempre a lavorare. Quest’anno abbiamo fatto anche delle scelte particolari, come quella di non fare i matrimoni il sabato. Anche oggi, che è l’ultimo giorno di luglio, la spiaggia è praticamente vuota”, ha concluso. 

“Quest’anno c’è un calo notevole delle presenze e dei flussi turistici”, gli ha fatto eco Francesco Ciuffreda, titolare del lido San Matteo. “La prima parte della stagione è stata caratterizzata da un calo dovuto al fattore meteo, perché ha piovuto fino a metà giugno. Però, dalla metà di giugno ad oggi si lavora praticamente solo il fine settimana in maniera adeguata. Durante la settimana, invece, i flussi sono assolutamente inferiori a quelli dell’anno precedente. È una questione di destinazione, secondo me. Mattinata non riesce a spaccare come dovrebbe. Non riesce ad essere più meta e destinazione non solo per il turista che viene da fuori, ma neanche per quello itinerante della zona. Speriamo in una ripresa ad agosto, ma la vedo dura”. 

Una spiegazione ha provato ad offrirla Michele Falco, giovane esperto di turismo che lavora nello staff del Sindaco di Ischitella. “Al di là dei numeri che vedremo a fine stagione, sono per me importanti due riflessioni”, ha detto. “Gargano meta storica soprattutto per famiglie, 90% italiani, medio-basso spendenti. Cosa accade ad una famiglia se aumentano inflazione, bollette, e benzina? Non si rinuncia alla vacanza, ma si scelgono mete meno costose o si tagliano durata e servizi accessori. Quest’anno ne abbiamo prova con le tariffe per le Tremiti, basse rispetto agli anni precedenti o alcuni servizi traghetti partiti solo alcuni giorni fa. Al netto di questo, faccio alcune considerazioni. Giusto o sbagliato che sia, all'aumentare delle tariffe di hotel, lidi e ristoranti deve corrispondere anche un aumento della qualità del servizio percepita dai turisti.  Se pago di più, mi aspetto qualcosa di più. Non basta solo dire che sono aumentate le materie prime o le bollette. Alcuni prodotti sono aumentati, certo, ma certe tariffe sono aumentate in maniera spropositata e senza alcuna logica tranne quella speculativa. Pensare di vivere di rendita grazie alle belle spiagge non serve a proteggere un territorio dalle ondate di recensioni negative che arriveranno ad agosto. Perché arriveranno”.  

“Serve garantire servizi privati e pubblici all'altezza. Cosa facciamo per attirare i nostri clienti ideali? Cosa stiamo sbagliando? Se si investe bene e in qualità, il turista lo percepisce ed è disposto a pagare di più. Se ciò non accade, avremo sempre meno turisti o incassi più bassi per locali e destinazioni. Facciamo autocritica su questo, scegliamo i nostri clienti e lavoriamo su qualità e servizi, che serviranno come il pane in un mercato sempre più competitivo”.

Insomma, il principale problema del turismo sul Gargano sembrerebbe essere appunto quello dello scarso servizio offerto rispetto ai costi particolarmente elevati. Staremo a vedere se la lezione di quest’anno servirà ai titolari dei lidi balneari e delle strutture ricettive ad adeguare i prezzi e rendere il Gargano una meta fruibile per tutti.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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