Ridare nuova vita a produzione barbabietola per sostenere agricoltura e arginare proliferare di impianti Fer

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Riportare la barbabietola al centro dell’economia locale: questo il claim per promuovere tra gli imprenditori agricoli di Serracapriola una nuova prospettiva di sviluppo in un comparto, quello agricolo, in profonda crisi. L’idea è quella di incoraggiare la produzione della barbabietola da vendere poi ad uno stakeholder privato che ne trarrà un prodotto alimentare da un lato e dall’altro biometano dagli scarti, in un impianto che dovrebbe sorgere in agro serrano. Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale ha promosso anche un incontro tra impresa proponente, la società Smartgreen 31 srl del gruppo Hba - Healthy Business Advisory e mondo agricolo presso la cooperativa Frentana della vicina Chieuti. “Il nostro territorio è sempre stato molto vocato alla produzione della barbabietola da zucchero – ha illustrato a l’Attacco il Sindaco Giuseppe D’Onofrio -, in particolare eravamo collegati allo zuccherificio del Molise. E ancora oggi ci sono imprenditori all'altezza di produrre. Stiamo cercando di ridare vita a questo pezzo di economia nel nostro territorio grazie a questo progetto per il quale nella conferenza di servizi abbiamo dato parere favorevole. Potremmo definire questo impianto uno zuccherificio di nuova generazione che produce anche zucchero oltre al biometano. All’interno del quale verranno trattate tutte le biomasse, scarti di lavorazione dell’agricoltura, non solo delle barbabietole. In questo modo cerchiamo di dare un'alternativa ai nostri agricoltori, considerato che i prezzi delle altre produzioni sono ormai troppo bassi e rendono difficile la sopravvivenza del comparto”.

Non solo, dando il via a un diverso sistema produttivo l’amministrazione spera di arginare anche un altro fenomeno. “Stiamo cercando di tutelare il nostro territorio dall’invasione dell’eolico, del fotovoltaico e agrivoltaico. Siamo già pieni di questi impianti e questo per noi non è possibile – ha aggiunto il primo cittadino -. Abbiamo ancora giovani agricoltori che vogliono cimentarsi come avevano già fatto i loro genitori 20 anni fa, prima che lo zuccherificio di Termoli fallisse. La speranza è quella di animare un nuovo tipo di sviluppo basato sulla trasformazione agricola di una materia prima che a Serracapriola ha significato tanta ricchezza e benessere in passato”.

L’iniziativa è partita dall’azienda privata ed è stata valutata dall’amministrazione comunale. “Siamo stati molto netti a proposito del materiale da trattare – ha chiarito il consigliere comunale con delega all’agricoltura Giovanni Tiberi a l’Attacco -. Quando si parla di biomassa è facile pensare subito al trattamento dei rifiuti ma per noi è fondamentale che i cittadini siano informati correttamente sui dettagli del progetto. L’impianto in questione sarà autorizzato solo ed esclusivamente per il trattamento degli scarti agricoli, non altro, quindi abbiamo già scongiurato questo pericolo. Ci è sembrata comunque una buona opportunità per il territorio, anche perché le altre colture non stanno portando reddito, quando invece un ettaro di barbabietola per il biometano, se coltivato come si deve, può essere abbastanza remunerativo”.

Come sottolineato dal Sindaco, Serracapriola ha una tradizione alle spalle anche se negli ultimi 20 anni le imprese agricole hanno dismesso la gran parte delle attrezzature utili alla coltivazione della barbabietola. “Da un lato è una fortuna per noi avere quell’esperienza anche se oggi dovremmo ricominciare da zero, con nuovi investimenti. In più difficilmente rivedremo i prezzi di un tempo, in ogni caso pensiamo che serva dare un’alternativa ai nostri imprenditori agricoli. Anche la possibilità di racimolare qualche euro in più dal conferimento, ad esempio, della paglia può rappresentare un modo per gestire le spese”, ha rimarcato Tiberi.

L’incontro di fine settembre è servito ad illustrare il progetto con una risposta del mondo agricolo, ha ammesso il consigliere, ancora tiepida. “Alcuni hanno aderito già alla sperimentazione, altri sono ancora scettici ma è comprensibile visti i pessimi precedenti del passato, quando con la chiusura dello zuccherificio molti subirono dei pesanti contraccolpi dalla produzione di barbabietola. Siamo tuttavia fiduciosi che in corso d’opera, quando entrerà in funzione l’impianto ci potrà essere una maggiore adesione. Io stesso, da imprenditore agricolo, mi cimenterò nella produzione, così come il nostro assessore all’agricoltura. Per ciò che riguarda le attrezzature l’accordo è che molte vengano fornite dalla Hba, come ad esempio la macchina per la raccolta. Poi si tratterà di organizzare la rotazione dei campi per avere un approvvigionamento tutto l’anno, a pieno regime dovremmo impegnare 2 mila ettari di terreno”.  

L’impianto dovrebbe sorgere a qualche chilometro dal centro abitato e occupare una superficie di 16 ettari, tra struttura, piazzali e capannoni. L’iter è nella fase autorizzatoria in conferenza di servizi e potrebbe essere prossima alla conclusione. “Ovviamente il nostro obiettivo è quello di fare il bene per il paese, noi in primis siamo agricoltori, quindi ci preme portare avanti la nostra missione che è quella di consentire una fonte di guadagno dignitosa ad un settore che ormai sopravvive a fatica”.

Sempre a sostegno dell’agricoltura di recente il consiglio comunale ha deliberato per sollecitare gli organi competenti a esercitare tutti i poteri utili alla realizzazione della diga di Piano dei Limiti.

“Chiediamo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla Regione Puglia, alla Regione Molise, alla Provincia di Foggia, alla Provincia di Campobasso, ai Comuni della provincia di Foggia, ai Comuni di Colletorto e di San Giuliano di Puglia e dal Consorzio per la bonifica della Capitanata, di attivarsi affinché il progetto della realizzazione della diga di Piano dei Limiti possa trovare idonea e piena condivisione, partendo dalla valorizzazione della progettazione esecutiva già esistente che va adeguatamente aggiornata. L’agricoltura per vivere ha bisogno di acqua e in questo momento non ne abbiamo. Ci sono gravi problemi di approvvigionamento, l’acqua è diventata insufficiente per gli usi civili, figuriamoci per l'agricoltura, che è sempre l'ultima ruota del carro, anche dopo l’industria. Ecco, con queste iniziative proviamo ad affrontare la crisi del settore”, ha concluso D’Onofrio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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