Redditi 2023, Capitanata tra province più povere: dietro ci sono Cosenza, Ragusa, Crotone e Vibo Valentia

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Anticipo in questo articolo il contenuto di un lavoro fatto sulle condizioni economiche, sociali e demografiche della provincia di Foggia per ciascuno dei 61 comuni che la compongono, e avvalendomi di strumenti di AI e di ML quali potrebbero essere le probabilità di sopravvivenza di ogni comune rispetto alle dinamiche demografiche nel caso non ci sia alcuna azione per combattere la desertificazione in atto. E’ un lavoro di ricerca mai affrontato prima, e ha l’ottimistica forse utopica ambizione di aiutare i policy maker e la classe dirigente in generale ad affrettarsi a prendere decisioni informate ed efficaci per evitare l’estinzione di gran parte della sua comunità. Non si possono, come avviene attualmente, governare istituzioni pubbliche e private senza conoscere la città e il territorio di appartenenza, è come guidare un aereo senza avere la strumentazione di bordo, o ritenere di avere la cura senza sapere lo stato di salute del paziente. Un altro obiettivo è quello di informare tutti sul reale stato delle cose contrastando le tante false narrazioni che sentiamo tutti i giorni da una classe politica e dirigenziale totalmente ignorante e disinformata. Tutti pensiamo, per esempio, che Vieste e Peschici siano tra i comuni più ricchi della provincia, e invece i dati li collocano tra quelli più poveri, oppure che la regione Puglia sia tra quelle più prospere, invece i dati ufficiali sui redditi complessivi dichiarati la pongono al penultimo posto delle regioni italiane, dopo solo la Calabria. E’ fondamentale che qualcuno cominci a informare e comunicare sullo stato delle cose e quali prospettive ci attendono, è un dovere morale per prepararci a gestire al meglio il nostro futuro individuale e collettivo. In sintesi, l’analisi dei redditi 2023 certificati dal MEF, attraverso le dichiarazioni dei redditi presentate, posizionano la Capitanata tra le provincie più povere d’Italia, dopo ci sono Cosenza, Ragusa, Crotone e Vibo Valentia, ciò vale sia per il reddito da lavoro dipendente che per quello complessivo. Il salario medio annuo lordo è di poco superiore a Euro 17 ml, così come il reddito medio annuo al lordo delle imposte complessivo di ogni famiglia non supera Euro 17,7 ml. I comuni più poveri risultano Zapponeta, Vieste e Peschici con un reddito medio annuo complessivo di poco superiore a Euro 10 ml, in molti comuni, tra cui Foggia, i redditi da pensione in media superano quelli da lavoro dipendente. Il reddito di impresa in media è inferiore a quello da pensione. 

I poveri assoluti e relativi, ovvero quelli che hanno un reddito complessivo annuo lordo tra Euro 0 e Euro 15.000 costituiscono il 52,15% del totale delle famiglie di Capitanata. Zapponeta raggiunge il 72,66%, di contro Volturara Appula la più ricca con il 37,64%. I ricchi di Capitanata che hanno un reddito complessivo annuo medio al lordo delle imposte superiore a Euro 150 ml solo lo 0,26% (1.013 famiglie). 36 sono i comuni nei quali nessuno ha dichiarato un reddito complessivo superiore a Euro 150 ml (64,29% del totale), tra le quali troviamo città importanti come Manfredonia, Cerignola, Lucera, Orta Nova, Rodi Garganico e San Marco in Lamis. 

Il 52,15% delle famiglie vive con il 19,92% del reddito complessivo prodotto, il 45,20% ne possiede il 66,44%, e il 2,34% l’11,70%. Il reddito da lavoro rispetto al PIL generato costituisce solo il 30,33%, il resto è rendita, per lo più ereditata, e proventi da finanza. Il PIL di Capitanata in termini reali (al netto dell’inflazione) non cresce, anzi decresce negli tra il 2013 e il 2021 dello 0,95%, tra i pochi casi dell’intero Paese, così come la produttività del lavoro. 

La struttura produttiva è così fragile alle crisi sistemiche, poiché fatta di imprese di piccole dimensioni, poco innovative e marginali, che quella del 2008 ha ridotto la popolazione di oltre 41 mila abitanti e quella del 2011 di altri 15 mila, in soli quattro anni la Capitanata ha perso oltre 56 mila abitanti, per lo più giovani istruiti, e poiché viviamo in un mondo permacrisi, le prossime potrebbero portarci all’estinzione. 

Difatti, sul piano demografico è un vero e proprio inverno, la Capitanata tra il 2001 e il 2023 ha perso quasi cento mila abitanti (15% del totale), se continua così la sua fine è prevista secondo l’AI e ML nel 2140 (fra 115 anni), gli unici comuni che non perdono abitanti, anzi crescono sono quelli più accoglienti verso gli immigrati, quali Carapelle con il 22,30% della popolazione fatta di immigrati, Stornara e Stornarella (20%), Poggio Imperiale (14,50%), Zapponeta (11,40%). I comuni nei quali i pensionati superano di gran lunga i lavoratori sono 17 (28% del totale), con un’età media superiore ai 50 anni.

Ogni volta che su questo giornale scrivo delle condizioni economiche, sociali e demografiche della provincia di Foggia vengo etichettato, nella migliore delle ipotesi, come un pessimista. Mi limito semplicemente a illustrare i dati e a commentarli, spesso indico anche delle soluzioni possibili o probabili, come ho fatto in questo lavoro, sulla base di ricerche economiche fatte in ogni tempo e luogo dalla scienza economica. 

Non sono né ottimista né pessimista, mi limito semplicemente a constatare una realtà da economista, mediocre quale sono. Sono oltre dieci gli anni in cui ho deciso di informare e comunicare sullo stato delle cose, e quali prospettive ci attendono, lo sento come un dovere morale poiché tutti hanno il diritto di sapere dove siamo e quale futuro ci attende. 

A beneficio di istituzioni pubbliche e private, e di chiunque ne sente il bisogno, metto a disposizione l’intero lavoro “La Capitanata – Mezzogiorno nel Mezzogiorno”, nel quale vengono descritte le condizioni economiche, sociali e demografiche di ognuno dei 61 comuni della provincia e dell’intera Capitanata, tramite il giornale l’Attacco, che provvederà nei modi e nei termini che riterrà opportuno.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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