Da una provocazione nata in un piccolo comune dei Monti Dauni a una battaglia che vuole arrivare direttamente a Palazzo Chigi. Dopo la vasta attenzione mediatica suscitata dalla storia di Massimiliano Accetturo, cittadino di Rocchetta Sant’Antonio che, davanti al costo ormai proibitivo dei carburanti, ha scelto simbolicamente di lasciare più spesso l’automobile e utilizzare la sua cavalla Maja per gli spostamenti e le commissioni quotidiane, il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani sceglie proprio Massimiliano e Maja come portavoce simbolici della battaglia contro il caro carburanti nelle aree interne e nei piccoli centri italiani. Una storia che ha fatto sorridere, incuriosito e conquistato televisioni, giornali e social network, ma dietro la quale si nasconde una questione molto più seria. Nei piccoli comuni italiani, infatti, il carburante rappresenta sempre più spesso un costo difficilmente sostenibile per famiglie, lavoratori e imprese. Le distanze sono maggiori, il trasporto pubblico è spesso insufficiente o inesistente e l'automobile non rappresenta una scelta, ma una necessità.

Caro Direttore,

ho ritenuto opportuno far trascorrere qualche giorno dalla pubblicazione del lavoro dalla vostra redazione, a seguito del forum da Lei organizzato con il Presidente di Aeroporti di Puglia, dott. Vasile. Qualche giorno di riflessione a freddo, con l'intento di lasciare fare ai tecnici il loro mestiere e non intasare il pur già nutrito dibattito mediatico che n’è conseguito. Si è scritto, letto e detto tanto. Sotto gli aspetti meramente “tecnici” il calo dei passeggeri a luglio - con il “meno 30%” criticamente evidenziato dal dott. Vasile - è stato il fattore roboante dal quale sono scaturite le varie valutazioni. La “Community Mondo Gino Lisa” ha pubblicato uno specifico Comunicato Stampa nel quale sono stati analizzati ed elaborati i dati statistici ufficiali di Assaeroporti. Un’analisi attenta e accurata che incrocia la diminuzione del numero delle tratte e delle frequenze, per meglio comprendere lo scenario e non cadere in fuorvianti valutazioni, inutili allarmismi o in una vera e propria penalizzazione mediatica tra i non esperti, giungendo a conclusioni azzardate su come “Foggia vola (o non vola)”.

“La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Ognuno deve fare la propria parte. Il territorio, la Regione, il Governo nazionale: tutti hanno responsabilità. Continuare con lo scaricabarile non serve assolutamente a nulla. Se davvero vogliamo dare un futuro alla Capitanata dobbiamo sederci allo stesso tavolo e costruire finalmente una strategia condivisa”. Il consigliere regionale di Per la Puglia il lucerino Antonio Tutolo rifiuta qualsiasi lettura ideologica della vicenda. “Io non faccio una questione di destra o di sinistra. Non mi interessa chi governa oggi e chi governerà domani. Mi interessa capire quale idea di sviluppo abbiamo per questa provincia. Perché l’aeroporto è importantissimo, ma da solo non potrà mai risolvere i problemi della Capitanata”. Per il consigliere regionale il rischio più grande sarebbe quello di continuare a considerare il Gino Lisa esclusivamente come un’infrastruttura destinata a sostenere il turismo stagionale. “L’aeroporto deve vivere dodici mesi l’anno e questo sarà possibile soltanto se il territorio sarà capace di produrre economia stabile. Se continuiamo a ragionare solo in funzione del turismo rischiamo di perdere la sfida ancora prima di iniziarla”. Da qui la sua idea di sviluppo, che parte da quella che definisce la vera vocazione economica della provincia. “La Capitanata ha una forza straordinaria che troppo spesso dimentichiamo: l’agricoltura. Ma oggi non basta più produrre materie prime. Dobbiamo trasformarle qui, creare filiere industriali, dare valore aggiunto ai nostri prodotti. Sempre più imprenditori provenienti da altre regioni stanno guardando con interesse alle nostre produzioni. È questa la strada sulla quale dobbiamo investire se vogliamo creare occupazione e movimentazione economica durante tutto l’anno”. Tutto questo, però, parte da una condizione imprescindibile: l’acqua. “Per qualcuno oggi è diventato un argomento di campagna elettorale, ma chi mi conosce sa che porto avanti questa battaglia dal primo giorno del mio mandato in Regione. Tanto che nel 2022 volli personalmente un Consiglio regionale monotematico dedicato allo sviluppo della Capitanata, al quale prese parte anche il viceministro Francesco Paolo Sisto. In quella sede posi una richiesta molto semplice: servono investimenti per garantire l’acqua a questo territorio. Lo dicevo allora e continuo a dirlo oggi. Per me l’acqua non è uno slogan elettorale, è un impegno”.

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