La più importante kermesse della canzone italiana, da settantasei anni, è diventata sempre più inclusiva, come giusto che sia. Quest’anno, il direttore artistico e conduttore, Carlo Conti, ha invitato sul palco del teatro Ariston un coro “speciale”, quello formato da cento cantanti; un coro inclusivo, quello dello “Special Festival”, così denominato dalla sua ideatrice, la docente del l'IISS, “Einaudi-Chiodo” di La Spezia, Alessia Bonati. Oltre ad insegnare nell’istituto superiore spezzino è la coordinatrice di Anffas La Spezia che, insieme al Premio Lunezia, organizza ogni anno una vera gara canora tra coppie formate da un cantante con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, e un gran de nome della musica italianizzato da Anffas e Special Olympics, con il supporto di Rotary, Lions e altri partner pubblici e privati, che coinvolge numerose persone con disabilità intellettiva e relazionale. La partecipazione allo storico Festival della canzone italiana rappresenta la testimonianza concreta di una buona prassi capace di valorizzare i talenti delle persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo e neurodivergenti, promuovendo inclusione, autodeterminazione e piena partecipazione alla vita sociale e culturale del Paese. Lo Special Festival è un’esperienza che coniuga qualità artistica, innovazione sociale e impatto culturale, di venendo modello e fonte di ispirazione per tutto il movimento delle persone con disabilità e delle loro associazioni. La sera di mercoledì, lo Special Festival s’è esibito al Festival di Sanremo cantando “Si può dare di più” insieme a Laura Pausini. Tra i ragazzi e le ragazze, anche Simone “Magos” Maghernino, di San Severo, unico rappresentante del centro-sud. Simone ha già inciso diversi singoli di successo e da pochi mesi è nello Special Festival, il coro di ragazzi con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.
“Tutto è iniziato ad agosto, con l’incontro tra Simone e lo Special Festival, essendo stato selezionato al provino – ha dichiarato a l’Attacco, Luisa Sordillo, mamma di Magos -. Un progetto che abbraccia l’inclusione vera, con la direttrice, Alessia Bonati, che organizza ogni anno una gara canora tra coppie formate da un cantante con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e un cantante famoso, com’è accaduto il 21 dicembre sul palco del teatro della Spezia, quando Simone s’è esibito con Johnson Righeira, al secolo Luciano Curziotti”. Il coro “Special Festival” dell’Anffas La Spezia, composto da 100 elementi, mercoledì è stato protagonista della seconda serata del Festival di Sanremo sul prestigioso palco del teatro Ariston. “Lo Special Festival è un progetto tra organizzazioni di rappresentanza”. Per Magos, un altro passo importante nel suo percorso artistico. “Penso che Carlo Conti, già sensibile sul tema, abbia tratto spunti proprio dalla serata del 21 dicembre a La Spezia ed ha creduto d’invitare lo Special Festival a Sanremo. Un coro che ha tante ragazze e ragazzi, la maggior parte provenienti dal nord Italia e Simone ha rappresenta to un po' il centro-sud, oltre a San Severo e la Puglia – ha dichiarato a l’Attacco, la mamma di Magos, Luisa Sordillo -. Per Simone e tutti i ragazzi, l’emozione è stata enorme perché di “quel” palco se ne parla tanto, il palco più invidiato è più importante d’Italia, per la musica leggera, per chi fa musica. Quindi, loro già partivano con una certa quantità di entusiasmo. Inoltre, chiunque apprende va la notizia della sua presenza a Sanremo (di Magos, ndr) e gli chiedeva: “Come ti senti, ti sei agitato?” Lui era visibilmente emozionato, anche perché Simone aveva seguito i Festival da casa, e sapeva dell’importanza dell’evento ha evidenziato la mamma di Magos -. Anzi, ognuno di loro sapeva l’importanza di quel palco”. Tra prove ed esibizione, il tempo a Sanremo per Simone e lo Special Festival, è volato: “Il tutto s’è svolto tra martedì e mercoledì – ha ripreso Luisa Sordillo -. In realtà, mercoledì, è stata una giornata intensa, già dal mattino, quando ci sono state le prove. Poi quando tutti sono entrati all’Ariston, non sono più usciti per le chiare questioni di sicurezza. Anche loro, come i cantanti, essendo tanti, però, anziché una stanza, hanno avuto una sala; gli è stato fornito tutto, si sono sistemati, cambiati e preparati”. Lo Special Festival, com’è s’è potuto notare a Sanremo, durante l’esibizione con Laura Pausini, è un coro inclusi vo: “Il coro è fortemente inclusivo, vuol dire che ci sono anche elementi normodotati ha sottolineato Luisa Sordillo-. La loro presenza a Sanremo, non è stato un momento per tenerli contenti, lasciandomi passare il termine, rappresenta un notevole balzo in avanti. Davvero s’è sfondato un portone per questi ragazzi perché c’è stata vera inclusione con dei disabili intellettivi, su cui c’è sempre il “solito” pregiudizio. Tutto ciò segna un momento rivoluzionario, un cambiamento epocale”. Queste le conclusioni della mamma di Magos: “La loro performance a Sanremo non è fatta per intenerire, ma per far capire che non bisogna misurare tutto con lo stesso metro di valutazione perché siamo tutti diversi uno dall’altro e, quindi, bisogna usare nuovi approcci, guardare altre prospettive, accogliere altri modi di cantare, di presentarsi al pubblico. Alla fine, credo che siano stati davvero bravissimi. Sono stati tutti intonati, hanno rispettato anche i canoni tradizionali e gli applausi, la standing ovation, erano sinceri”.
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