La maggioranza a geometria variabilissima di Miglio (che si salva ancora una volta in corner)

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L’agorà politica della città dei campanili si era animata con l’azione dei consiglieri di minoranza che, dopo l’uscita dalla maggioranza di quelli del gruppo Liberi e Forti,

avevano prodotto una mozione di sfiducia verso il sindaco, Francesco Miglio e la sua giunta. La stessa, per essere discussa e votata in consiglio comunale, aveva bisogno delle firme di 10 consiglieri.

L’opposizione, inoltre, aveva posto come data ultima per gli “indecisi” (Marino, Di Sabato, Priore), quella del 28 febbraio (data in cui, se fosse caduta l’amministrazione, si sarebbe potuto andare a votare a giugno. Ma ci poteva essere anche il voto a ottobre, a seconda di come la prefettura avrebbe valutato la questione sul piano tecnico/ammnistrativo). Sette i firmatari finali della mozione: Rosa Caposiena; Lidya Colangelo; Alessandra Spada (prima firmataria); Maria Anna Bocola, Giuseppe Manzaro, Rosario Di Scioscio e Fabiola Florio.

“La mozione di sfiducia non una spallata all’amministrazione Miglio ma per verificare chi è davvero all’opposizione. Non cerchiamo di vincere nessuna partita. C’è stata una crisi all’interno della maggioranza e volevamo chiarire queste situazioni politiche”, avevano detto i sette.

Quasi in contemporanea sono arrivati due atti che riguardano Azione e M5S. Il partito di Calenda, che ha in consiglio comunale Gigi Marino, così risponde per il tramite di Marco Infante, referente cittadino di Azione: “Da giorni nelle stanze di Palazzo Celestini assistiamo al mercato politico che mira esclusivamente a fare prevalere gli interessi personali e particolari a un progetto serio e condiviso per la città. Non siamo e non intenderemo essere la stampella di quest’Amministrazione e alle offerte che ci pervengono giorno dopo giorno dalla maggioranza rispondiamo: No grazie! Non abbiamo firmato la mozione di sfiducia, non ritenendolo un atto politico serio. La dimostrazione di una seria opposizione la vedremo entro il 31 marzo in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione”.

È arrivata anche l’interrogazione, dettagliata con tutte le richieste che devono tramutarsi in risposte concrete e immediate, da parte del capogruppo del M5S, Gianfranco Di Sabato: “La composizione attuale della giunta è stata messa in discussione da parte di alcuni consiglieri di maggioranza e, pertanto, alla luce degli ultimi accadimenti non solo politici in città è doveroso da parte del M5S scuotere gli animi del Primo cittadino, della maggioranza e della dirigenza tutta che ha portato San Severo in un torpore mai visto. Le doglianze dei cittadini sono continue verso ogni settore: viabilità, opere pubbliche, manutenzione strade, sicurezza, assenza di parchi per bambini, vicenda nosocomio, festa patronale, ecc. Il sindaco faccia una profonda riflessione e, in tempi brevi, prenda in mano la situazione. Se non dovesse trovare le risposte e l’impegno necessario della sua compagine amministrativa a tutti i livelli, non attenda il lungo logoramento o ‘il tirare a campare’ perché la nostra comunità è in forte declino e può rassegnare le dimissioni! Un atto importante che dimostrerebbe l’attaccamento ai sanseveresi, all’elettorato e non alla traballante poltrona”.

Di Sabato entra nel merito: “Le richieste che ho prodotto nell’interrogazione sono tutte attuabili in tempi molto brevi e, quanto meno, per avviare gli iter procedurali. Inoltre la questione del Pnrr è da mettere subito nero su bianco. Ci sono situazioni che possono servire a San Severo, come quella di attirare investitori, individuando un’area produttiva e metterla a disposizione di imprenditori per creare posti di lavoro – ha continuato Di Sabato a l’Attacco -. Un po' come successo a San Salvo per l’area concessa ad Amazon che darà lavoro a 1200 persone. A ciò, chiaramente, va abbinata la questione sicurezza. Far arrivare opportunità di lavoro a San Severo è una delle priorità”.

Lavoro e questioni che intersecano il Reddito di cittadinanza. “Il M5S sta lavorando per intensificare controlli e verifiche, verso chi si scoprirà non averne diritto. L’anomalia si è avuta nella realizzazione delle pratiche per chi le ha redatte/fatte (come un Caf, ad esempio) a nome dei richiedenti”. Le conclusioni sulla mozione. “C’è stata una valutazione personale e collegiale da parte del M5S per far sì che vengano attuati progetti utili per il Pnrr. Ed è qui che se la giunta non dovesse avere assessori adeguati, o si cambiano o il sindaco può dimettersi. Inoltre, la mozione mi è stata proposta a cose fatte. Ciò al di là di chi vuol far passare altre motivazioni perché il M5S non è la stampella di nessuno”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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