Una busta nera abbandonata a bordo strada. Un sacchetto lasciato accanto a un cassonetto. Un rifiuto gettato via con la fretta di chi pensa che, allontanandosi, nessuno possa più risalire a lui. Per settimane, il territorio di Peschici ha dovuto fare i conti con una recrudescenza di quello che resta uno dei comportamenti più incivili e degradanti per una comunità: l’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Una condotta che sporca le strade, deturpa il paesaggio, compromette il decoro dei luoghi e finisce per scaricare sulla collettività le conseguenze dell’inciviltà di pochi. Proprio per questo, nell’ultimo mese, la Polizia Locale di Peschici ha intensificato in maniera significativa i controlli, proseguendo lungo la linea tracciata dall’Amministrazione comunale nel contrasto all’abbandono dei rifiuti e, più in generale, alle condotte che incidono sul decoro e sulla vivibilità del territorio. Il risultato, questa volta, si misura con numeri molto concreti. Sono 17 le persone già individuate e verbalizzate in poco meno di un mese.
Un dato al quale occorre aggiungere ulteriori accertamenti attualmente in fase di elaborazione, che saranno definiti al termine delle verifiche necessarie. A rendere particolarmente incisiva l’attività è anche l’impiego combinato delle apparecchiature tecnologiche a disposizione del Comando: videosorveglianza fissa, sistemi mobili e fototrappole, oltre al drone. Strumenti diversi, utilizzati in modo coordinato per osservare il territorio da prospettive differenti e soprattutto per intercettare quelle condotte che si consumano lontano dagli occhi dei passanti e, spesso, nelle ore in cui si presume che nessuno stia guardando.
Così i controlli sono stati effettuati anche in abiti civili e sin dalle prime ore del mattino, con servizi mirati nelle aree maggiormente esposte al fenomeno. Le zone più interessate risultano essere le principali strade e le aree del centro abitato, ma l’attività non si è fermata al cuore di Peschici. Gli accertamenti hanno interessato anche la SS 89, dove i sistemi di rilevazione hanno consentito di individuare persone che, con la disinvoltura di chi ritiene di poterla fare franca, si fermavano lungo la strada per disfarsi della propria busta. Quelli che comunemente vengono definiti gli “zozzoni del sacchetto” hanno scoperto, insomma, che quel gesto di pochi secondi può lasciare una traccia molto più lunga. La tecnologia, infatti, permette oggi di documentare le condotte, ricostruire gli spostamenti e indirizzare gli accertamenti verso chi ha materialmente abbandonato il rifiuto.
"Chi lascia una busta sul ciglio della strada non compie un gesto innocuo - sottolinea il sindaco di Peschici, geom. Luigi D’Arenzo -. Dietro quel gesto ci sono un danno al territorio, un’offesa alla comunità e un costo che ricade inevitabilmente sugli altri cittadini. Il nostro obiettivo è molto semplice: far capire che Peschici non è un luogo nel quale qualcuno possa arrivare, scaricare i propri rifiuti e andarsene indisturbato. I controlli sono stati rafforzati e continueranno. La tecnologia ci offre oggi strumenti che consentono di vedere ciò che prima poteva sfuggire e di trasformare una condotta apparentemente anonima in un comportamento concretamente attribuibile a chi l’ha commesso".
Sulla stessa linea il Comandante della Polizia Locale, Dott. Carmine Soldano, che evidenzia come il numero dei verbali già contestati rappresenti soltanto una parte dell’attività svolta. "I 17 verbali già definiti sono il risultato di un’attività di controllo mirata e costante, non di interventi occasionali - dichiara il Comandante Soldano -. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti a disposizione del Comando, alternando videosorveglianza, fototrappole, drone e servizi sul territorio, anche in abiti civili e nelle fasce orarie in cui determinate condotte risultano più frequenti. Non ci limitiamo a raccogliere segnalazioni: cerchiamo di ricostruire i fatti e di individuare gli autori. E il lavoro continua, perché diversi ulteriori accertamenti sono ancora in corso".
Il quadro normativo, nel frattempo, si è fatto più severo. La recente disciplina in materia di abbandono dei rifiuti ha infatti inasprito in maniera significativa le conseguenze previste dalla legge, qualificando come contravvenzione penale le condotte indicate dall’articolo 255 del decreto legislativo n. 152 del 2006. E quando l’abbandono viene commesso utilizzando un veicolo a motore, oltre alle conseguenze previste per la condotta, può scattare anche la sospensione della patente di guida da quattro a sei mesi. Un elemento che merita di essere conosciuto soprattutto da chi continua a pensare che sia sufficiente abbassare il finestrino, lanciare una busta e ripartire. "La percezione che si tratti soltanto di una piccola infrazione è ormai superata - aggiunge il Comandante della Polizia Locale -. La normativa ha rafforzato la risposta dell’ordinamento e le conseguenze possono essere molto più serie di quanto qualcuno immagini. Chi utilizza un veicolo per abbandonare rifiuti deve sapere che quella condotta può comportare anche la sospensione della patente. Per determinate e più gravi fattispecie di gestione illecita dei rifiuti, la normativa contempla inoltre ulteriori conseguenze sul mezzo utilizzato".
Il messaggio, dunque, è preciso: non esistono più luoghi davvero “invisibili”, né orari che garantiscano l’anonimato. Una strada periferica, un tratto della statale, una zona poco frequentata o le prime ore del mattino possono sembrare il posto ideale per liberarsi rapidamente di un sacchetto. Per chi controlla il territorio, possono invece diventare il punto esatto nel quale ricostruire una condotta e identificarne l’autore. L’attività della Polizia Locale proseguirà senza sosta nelle prossime settimane, con una presenza calibrata sulle aree maggiormente interessate dal fenomeno e un ulteriore utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e delle apparecchiature mobili. Perché il decoro di Peschici non può essere affidato al senso civico di chi il senso civico lo calpesta. Infine, per chi continua ad abbandonare rifiuti pensando di non essere visto, la prospettiva sta cambiando: il sacchetto può anche essere lasciato in pochi secondi. Individuare chi lo ha abbandonato può richiedere molto più tempo, ma oggi gli strumenti per farlo ci sono.
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