Foggia non tornerà al voto prima di novembre 2023 ma, per quanto altre elezioni amministrative (come quelle di primavera prossima) e le politiche rappresentino appuntamenti precedenti,
la riflessione dei partiti e delle forze civiche sulla città capoluogo è in corso da tempo.
Il forzista cerignolano Marco Trombetta sollecita un “centrodestra allargato ai riformisti con un candidato indipendente”.
“A Foggia sarebbe opportuno iniziare a costruire una piattaforma programmatica che possa essere alternativa all’alleanza Pd-M5S. Chiudersi nel vecchio schema bipolare potrebbe non bastare”, afferma il giornalista e politico.
“La competizione sarà tutta al centro. In molti non gradiscono i grillini, le loro posizioni. Se si offrirà agli elettori un’area differente la vittoria è a portata di mano. Lo schema è quello di Genova. Il candidato sindaco è un civico indipendente: Marco Bucci. Su di lui gravita la parte più moderata del centrodestra; danno l’appoggio i liberal-socialisti di Calenda; Renzi, che non condivide la linea del Pd con i grillini, è ad un passo dal farlo. Nella sostanza il terzo polo moderato-riformista prevale sulle ali estreme. Con un colpo solo si conquista Foggia e si neutralizzano le scorribande di Emiliano al centro verso destra che non potrà mai staccarsi dai 5S. Pena la caduta della sua giunta e la debacle alle politiche. Stare fermi”, conclude Trombetta, “vorrà dire invece rischiare”.
In casa Italia Viva l’analisi è articolata.
“È difficile oggi fare previsioni su quello che accadrà, perché ogni volta che proviamo a immaginare uno scenario da qua ai prossimi mesi accade qualcosa che scombussola tutti i piani”, spiega a l’Attacco il viestano Aldo Ragni, co-coordinatore provinciale dei renziani in Capitanata insieme alla foggiana Rosa Cicolella. “E’ successo con la pandemia e anche oggi penso che la guerra avviata dalla Russia possa far ribaltare tutte le previsioni che si stanno facendo. Non sottovaluto, ad esempio, quello che è accaduto con la manifestazione sotto l'ambasciata russa, dove si sono ritrovati Pd, Italia Viva, Azione, la parte governativa di Forza Italia. Non a caso non c'erano altre forze politiche. Non riesco a ragionare oggi e immaginare oggi come si ci si presenterà alle elezioni comunali foggiane del 2023, che peraltro potrebbero svolgersi insieme alle elezioni politiche”.
Dalla nascita di IV non ci sono stati tavoli comuni col Pd, ex casa di tanti renziani. “La situazione non è cambiata rispetto al Pd di Foggia, non siamo stati coinvolti né abbiamo tantomeno chiesto convocazioni”, continua Ragni. “Abbiamo una nostra prospettiva ad oggi, che è creare una coalizione alternativa tanto all'asse massimalista e populista Pd-M5S sia all’asse sovranista Lega-Fratelli d'Italia. Infatti alle elezioni provinciali del 31 gennaio abbiamo dato una mano al progetto del presidente Nicola Gatta, mi auguro che abbia uno sviluppo anche per le comunali foggiane. Non è un caso che ci sia ritrovati intorno a quel progetto con persone che non appartengono a Italia Viva ma hanno con noi una sintonia politica che viene da lontano - dal cerignolano Rino Pezzano alla montanara Angela Lombardi - attorno alla leadership di Gatta, che speriamo possa proseguire nei prossimi anni. Questo progetto può avere un allargamento ad altre personalità e forze politiche e una prospettiva elettorale che riguardi le prossime elezioni amministrative. E’ un appello cui noi abbiamo aderito”.
E le comunali di primavera? “Quello che si riuscirà a fare noi lo faremo se ci saranno le condizioni. A livello nazionale Italia Viva si presenterà alle amministrative di primavera non con uno schema unico ma dove ci saranno le condizioni col centrosinistra, altrove con un progetto di equidistanza e dal centrosinistra e dal centrodestra. Quello che escludiamo in maniera netta, sempre e comunque, sono le alleanze con Lega e FdI. Con altri che come noi provengono dal Pd e con persone che non vengono dal Pd, stiamo cercando di costruire qualcosa di nuovo e alternativo”.
Difficile oggi, dunque, pronosticare che anche i renziani si uniranno al progetto politico nato dall’accordo per la Provincia tra emilianisti, Pd, M5S. “Su alcune questioni c'è una divergenza politica molto forte tra noi e loro. Il punto è se ci sono le condizioni politiche per arrivare a un ragionamento comune su Foggia, in quel caso valutiamolo pure. Noi vogliamo far saltare lo schema centrodestra contro centrosinistra, la lista di Gatta andava in questa direzione. Penso che questa aggregazione possa risultare possa risultare attrattiva e che un ridimensionamento delle due principali forze del centrodestra – Lega e FdI – possa portare a considerare la nostra aggregazione come un punto di riferimento”. Quanto al rapporto coi calendiani e col loro segretario provinciale, il parlamentare Nunzio Angiola: “Azione si rifà molto alle nostre idee liberal-democratiche. Finita la loro fase congressuale, credo che si recupererà e strutturerà un rapporto con loro. Lavoreremo in questo senso”, chiarisce Aldo Ragni.
C’è qualche possibilità che lo schema Manfredonia possa aver successo anche altrove e che, quindi, un candidato civico indipendente (imprenditore come il sindaco sipontino Gianni Rotice, o di altro tipo) riesca a trovare sostegni e vincere?
“Penso di sì, anche a Foggia potrebbe avvenire perché credo che le strutture politiche siano profondamente cambiate. Oggi attorno alle leadership si strutturano ampi progetti politici. Non vedrei nulla di anomalo, anzi, se in una realtà cittadina un imprenditore o una personalità dell'associazionismo o del mondo delle professioni si facesse avanti e riuscisse a costruire attorno a sé un progetto politico. A Foggia la scadenza naturale è il 2023 ma mesi fa, prima del commissariamento per mafia di agosto, c’erano state interlocuzioni anche da parte nostra. C'erano stati professionisti che si stavano cimentando e intendevano candidarsi, alcuni dei quali anche col nostro apprezzamento. Detto questo, tornando a Manfredonia devo dire che penso si sia persa una grande occasione: speravo vincesse Gaetano Prencipe, che ritenevo in passato e ritengo tuttora sia il miglior cervello politico di questa provincia”.
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