Tra Lega e FdI va in scena la guerra sotterranea. Meloniani stufi dell’infinito commissariamento

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Continua ad essere arroventato il clima politico in vista del voto di secondo livello del 29 gennaio per la presidenza della Provincia di Foggia. Dopo i botta e risposta al vetriolo tramite comunicati stampa nel centrodestra la guerra continua dietro le quinte senza esclusione di colpi. Uno scontro per la leadership a tutti gli effetti. Giorni fa l’Attacco ha svelato il tentativo di Fratelli d’Italia – che mira anche a livello locale a diventare il principale polo d’attrazione della coalizione – di far intervenire i livelli superiori della Lega per frenare l’operazione disfattista dei salviniani di Capitanata, che ha condotto alla candidatura del sindaco di Lesina Primiano Di Mauro come nome del “centrodestra identitario”. Una mossa che avrà come risultato quello di far perdere il presidente uscente Nicola Gatta e far arrivare a Palazzo Dogana il primo cittadino viestano Giuseppe Nobiletti, sostenuto dal fronte giallorosso emilianista.

I meloniani, tramite la senatrice Annamaria Fallucchi, hanno intercettato a quanto pare il coordinatore regionale della Lega, il senatore salentino Roberto Marti, il quale nei loro disegni avrebbe dovuto bloccare i propositi del consigliere regionale Joseph Splendido, del segretario provinciale Daniele Cusmai e del suo mentore e segretario dell’ente Fiera, Raimondo Ursitti. Ci sono rancori antichi, peraltro: FdI ritiene che la Lega stia replicando quanto già avrebbe fatto alle regionali del 2020, con lo “sgambetto” al candidato presidente Raffaele Fitto. Ma quello su Marti è stato un tentativo inutile, perché dietro di loro c’era e c’è l’europarlamentare Massimo Casanova, di casa a Lesina e amico fraterno del leader del Carroccio Matteo Salvini.

Adesso, però, fonti meloniane garantiscono che una reazione da parte di Marti – rimasto silente alle richieste di commenti sul caso – ci sarà nei confronti di chi a Foggia ha frantumato la coalizione di centrodestra che invece governa a Roma. Difficile, però, francamente pensare a cosa si faccia riferimento. I rumors di possibili espulsioni dal partito appaiono delle corbellerie.

In casa Fratelli d’Italia, peraltro, i pensieri sono più di uno. Da un lato c’è sicuramente l’amarezza di aver di fronte la quasi certa sconfitta di Nicola Gatta, dopo la decisione anche di chi non era convinto (il deputato Giandonato La Salandra) di aderire alla linea perorata in favore dell’uscente da Fallucchi, De Leonardis e dal forzista Giandiego Gatta. Una vera beffa, considerato che proprio FdI negli scorsi anni fu tra quanti nel centrodestra lamentarono più volte col presidente della Provincia la propria esasperazione per una gestione fin troppo solitaria di Palazzo Dogana, portata avanti senza mai consultare i partiti che lo avevano fatto eleggere.

Dall’altro lato tra i meloniani di Foggia si avverte anche, ormai, un’evidente stanchezza per l’infinito commissariamento del partito di Capitanata. Era marzo 2021 quando Meloni nominò il proprio fidatissimo Galeazzo Bignami commissario provinciale di Foggia, nella fase delicatissima in cui FdI fu travolta dagli scandali per presunta corruzione. Un’era fa. Oggi Bignami conserva ancora tale ruolo, sebbene tutto sia cambiato da allora. Il parlamentare bolognese è diventato viceministro alle Infrastrutture e Mobilità, mentre FdI Foggia ha guadagnato ben due parlamentari. Che senso ha portare avanti il commissariamento con una classe dirigente così strutturata?

Chi ne sta soffrendo è anche il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, già rimasto profondamente amareggiato per l’estromissione dalle liste delle politiche del 25 settembre scorso.

Tornando alle elezioni provinciali, i beninformati assicurano che la spaccatura del centrodestra abbia determinato anche un altro risultato: il consigliere regionale apricenese Paolo Dell’Erba puntava a quanto pare ad entrare nell’ufficio della presidenza del consiglio al posto di Giandiego Gatta.

La composizione dell'ufficio nominato nel 2020 vede la presidente del consiglio Loredana Capone (Pd), come vicepresidenti Cristian Casili (M5S) e De Leonardis (FdI), segretari altri due foggiani quali Sergio Clemente (Azione) e Gatta (FI).

Ebbene, stando a tali rumors, l’ambizione di Dell’Erba è stata stroncata proprio a seguito della decisione di sostenere Di Mauro con lo storico alleato Antonio Potenza, la Lega e il sindaco di Manfredonia Gianni Rotice.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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