Vola Fratelli d’Italia nelle intenzioni di voto, come confermano ancora i sondaggi politici registrandone il distacco dagli altri partiti. Quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni continua a essere il primo partito, a sette mesi di distanza dalle elezioni politiche di settembre. L'ultima rilevazione di Proger Index per la trasmissione Piazza Pulita conferma i trend delle scorse settimane.
Il primo partito nelle intenzioni di voto dei cittadini è sempre Fratelli d'Italia, che però registra un calo dello 0,4% in una settimana e passa al 29,1%. Lontanissimi tutti gli altri: il Pd di Elly Schlein cresce dello 0,2% e risale al 20,5%, a meno di nove punti di distanza; il M5S di Giuseppe Conte, invece, torna al 15,7% con un più 0,1%. La Lega di Matteo Salvini si conferma in crescita con un più 0,4% in una settimana, che riporta il Carroccio al 9,3%. A seguire c'è Forza Italia di Silvio Berlusconi, che perde lo 0,1% e scende al 6,5%. Con la morte del Terzo polo, Azione di Carlo Calenda si piazza decisamente davanti a Italia Viva di Matteo Renzi: 4,3% per il senatore romano contro il 2,5% raccolto dall'ex leader del Pd. Tra i due c'è l'alleanza Verdi e Sinistra, che perde lo 0,3% e passa al 3,0%. A chiudere il sondaggio politico ci sono +Europa al 2,5% (meno 0,1%) e Per l'Italia con Paragone al 2,0% (più 0,1%). Gli altri partiti, in totale, valgono il 4,7%.
Ma nei territori la leadership nella coalizione è complicata per i meloniani, come sta dimostrando il caso Foggia. Il capoluogo daunio, che tornerà al voto in autunno dopo una lunghissima fase commissariale, vede in FdI il partito cui spetterebbe l’onore e l’onere di guidare la strategia e indicare il candidato sindaco. Ma nei fatti le difficoltà sono numerose, a cominciare da un tavolo unitario che deve incredibilmente ancora riunirsi. Gli unici contatti, finora, tra Lega, FI, UdC e FdI sono stati legati a incontri informali e limitati a 2-3 persone.
Da un lato c’è la guerra interna al centrodestra, con Forza Italia e Lega che non hanno alcun interesse a far accrescere FdI e rischiare di esserne inglobati, specie alla luce della dipendenza degli azzurri dal leader Berlusconi (limite che rende a termine per i più l’esperienza di FI) e del netto ridimensionamento dei salviniani al Sud, col fallimento del sogno di partito nazionale. Dall’altro c’è la crescita poderosa di FdI in Italia e il tema del consequenziale radicamento locale, con tanti che premono per entrare trovando spesso porte chiuse. Sono parecchi coloro cui i meloniani hanno detto no negli ultimi due anni, pochi coloro che non hanno trovato ostacoli (come l’ex consigliere comunale Salvatore de Martino, iscritto dal 2022, mentre la fidata amica Concetta Soragnese, anch’ella leghista per un breve periodo, è attesa per rinnovare il fortunatissimo ticket delle comunali 2019).
La necessità di alleati e nemici di frenare il partito della presidente del Consiglio spiega anche le polpette avvelenate scagliate la scorsa settimana, quando diverse fonti di varia provenienza giuravano rispetto alla presenza dell’ex big landelliano Bruno Longo e del genero ex assessore Claudio Amorese ad una riunione foggiana di FdI. Una indiscrezione, raccolta da l’Attacco, che ha suscitato le immediate e piccate smentite dei parlamentari Annamaria Fallucchi e Giandonato La Salandra. Dopo l’arresto e la vicenda di presunta corruzione che lo ha colpito, Longo fu allontanato dal partito nel 2021 e da allora nulla è cambiato. E’ stato poi il diretto interessato, nelle scorse ore, ad ammettere di non partecipare alle riunioni di partito e di lavorare in maniera svincolata da FdI, cui non è nemmeno iscritto oggi (a differenza di Amorese). Alla famigerata riunione hanno preso parte solo il deputato, la senatrice, De Leonardis e in videocollegamento il viceministro Galeazzo Bignami, commissario provinciale di FdI in Capitanata. Non che Longo sia fermo: come l’Attacco racconta da mesi, sta lavorando con altri da mesi, in maniera esterna al partito ma comunque mantenendo costanti interlocuzioni, specie con De Leonardis, col suo mentore politico ed ex sindaco Paolo Agostinacchio, ma anche col braccio destro di Fallucchi Gianni Di Lauro. Far piombare FdI nell’imbarazzo con l’accusa della presenza scomoda di Longo e Amorese è stato, dunque, un tentativo ben studiato di accrescere le tensioni interne e minare la ricostruzione di credibilità operata da Bignami sull’opinione pubblica scossa dagli scandali degli arresti per presunte tangenti e dello scioglimento per mafia del consiglio comunale.
L’ulteriore elemento con cui il partito deve fare i conti è quello dei delicati equilibri interni: se prima FdI appariva come il luogo della mai riuscita fusione a freddo tra gli ex AN e gli ex DC, oggi si vive la diarchia tra Fallucchi e La Salandra, ciascuno dei due con riferimenti nazionali differenti (Fitto per la prima, Gemmato per il secondo). E così i beninformati spiegano che la senatrice sarebbe stata spiazzata quando l’Attacco ha parlato di “meloniani indirizzati sul geriatra Massimo Zanasi, possibile candidato sindaco”. Un contatto avviato, a quanto pare, da La Salandra.
Allo stesso modo, sempre a detta di fonti interne, l’imprenditrice sannicandrese avrebbe rivendicato la propria vicinanza al ministro Fitto, che Eliseo Zanasi, presidente di Confindustria e fratello di Massimo, stava autonomamente per invitare nell’associazione di via Valentini Vista per un’iniziativa pubblica dedicata al PNRR. Distanze evidenti anche nel rapporto con Paolo Agostinacchio, che il vecchio amico e presidente del Senato Ignazio La Russa vorrebbe padre nobile del centrodestra foggiano: se per La Salandra il rapporto è continui e senza intoppi, si attende l’incontro della senatrice con l’ex parlamentare e sindaco.
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