La nuova batosta piombata, con le elezioni regionali del Molise, sull’alleanza Pd-M5S sta iniettando ulteriore ottimismo nel centrodestra di Foggia. La partita di Palazzo di città è apertissima, nonostante la sequela di scandali – scioglimento per mafia del consiglio comunale, arresti, processi per presunta corruzione – susseguitisi a partire dal 2021. L’intenzione di FdI, FI, Lega, UdC e delle ulteriori sigle partitiche e civiche di contorno è offrire alla comunità cittadina l’immagine di un centrodestra di nuovo unito, rigenerato, depurato dagli elementi più compromessi e imbarazzanti, in linea col trend nazionale tutto favorevole alla coalizione e in particolare al partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E’ l’immagine che si tenterà di dare lunedì prossimo, quando, a partire alle ore 18.00 presso il ristorante Samì nel quartiere fieristico, si terrà la convention anticipata nelle scorse settimane su queste colonne.
“Ripartiamo da Foggia – Prospettive per la città” è il generico titolo della manifestazione, cui parteciperanno dirigenti ed eletti del centrodestra. Nessun nome verrà fatto quanto al potenziale candidato sindaco perché la partita si sposterà dopo pochi giorni a Roma. Qui, la prossima settimana, è previsto un incontro della coalizione alla presenza dei referenti nazionali.
“Saranno definite varie questioni, ma il perimetro è ormai chiaro”, affermano a l’Attacco alcune fonti.
“Le elezioni in Molise fanno capire che bisogna aprire il centrodestra anche a realtà vicine - come Azione, Italia Viva, Noi moderati - che lì hanno vinto insieme a noi. Ciò ha condotto a oltre 13 punti percentuali in più rispetto allo schema tipo. L’esito di quelle regionali ha ammutolito il Pd e il M5S. Il nostro sentore è che l’alleanza tra pentastellati e piddini, riversata sui territori, non tiene e per varie ragioni: il Pd non può cedere lo scettro del comando ai 5S, non è definito il chi e il cosa, ciascun elettorato non riconosce nel candidato sindaco una figura a sé vicina. La verità è che acqua e olio non si mescolano, puoi fare un’alleanza funzionale al governo nazionale o regionale ma vincere le amministrative è un’altra cosa. Peraltro”, continuano fonti interne al centrodestra foggiano, “il M5S non è in grado di esprimere figure attrattive per l’elettorato di centrosinistra. Lo si è visto a Brindisi, mentre a Foggia Mainiero non poteva esser fatto digerire né all’elettorato pentastellato né tantomeno a quello di sinistra”. E di fronte a un M5S franato letteralmente in Molise, dove ha perso qualcosa come 35mila voti, c’è la sensazione che il Pd possa mantenere il proprio bacino elettorale a differenza degli alleati contiani.
“Il rischio per il M5S di Foggia è di arrivare sotto il 10%, meno del 13,4% ottenuto come lista nel 2019, quando Quarato incassò il 15,2%. Possono fare meglio se corrono da soli al primo turno, non conviene loro allearsi da subito. Devono salvare sé stessi”.
Intanto continuano a circolare voci di un possibile slittamento anche delle comunali foggiane all’election day del 9 giugno 2024, quando si voterà per europee, comunali e provinciali (qualora dovesse esser passata nel frattempo la riforma delle Province). Interesserebbe diversi centri importanti, come San Severo, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore. Ma quante possibilità concrete ci sono che siano coinvolti anche i Comuni i cui consigli furono sciolti per infiltrazioni mafiose?
Negli ultimi anni è stato fissato per loro un turno straordinario, quello che portò ad esempio Manfredonia e Cerignola a votare nell’autunno 2021. Così è previsto che accada anche per Foggia, nella finestra compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre, con ipotesi più plausibile novembre.
Qualcuno pare credere che ci siano sollecitazioni a far rinviare anche Foggia. A Roma c’è chi ritiene un decreto legge sempre possibile e afferma che il Consiglio di Stato, massimo giudice amministrativo, starebbe lavorando a un parere sulla ammissibilità delle proroghe in vista proprio della possibile unificazione di ogni appuntamento elettorale con le europee.
Ma ciò porterebbe ad allungare ulteriormente il mandato della commissione straordinaria, in carica ormai da agosto 2021 (ma il Comune era commissariato già da fine maggio 2021). Una prospettiva che non piace al commissario Vincenzo Cardellicchio, che settimane fa proprio a l’Attacco spiegò di essere contrario alle proroghe per le gestioni straordinarie degli enti comunali. Già se si andasse al voto a novembre Foggia sarebbe reduce da un commissariamento monstre di 29 mesi, andare oltre rasenterebbe l’incostituzionalità.
C’è un altro Comune che attende un responso: è quello di Orta Nova, per il quale ancora non arriva la decisione da Roma - di Viminale e Consiglio dei ministri prima, Presidenza della Repubblica poi - di commissariare per infiltrazioni mafiose (l’esito più probabile visti i casi precedenti). La questione avrebbe dovuto essere discussa nella scorsa seduta del Cdm ma è stata rimandata. Il lavoro della commissione di accesso è terminato ad aprile scorso. Se non venisse presa tale decisione anche a Orta Nova si voterebbe a giugno 2024, in caso contrario scatterebbe il consueto periodo (18 mesi prima, poi portati a 24) di gestione straordinaria.
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