“Incompetente e bugiardo”, altro che tregua tra i due. Riccardi dissottera l’ascia di guerra contro Rotice

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Si starà forse cominciando a ricredere chi ipotizzava che la fresca nomina di Michele Di Tullo come nuovo assessore ai Lavori pubblici avrebbe placato gli attacchi che l’ex Sindaco Angelo Riccardi rivolge da tempo all’attuale primo cittadino Gianni Rotice. Di Tullo e Riccardi sono entrambi geometri, ma la comunanza individuata è risalente a precedenti campagne elettorali condivise dai due, più o meno ufficialmente. Anche se, come raccontato da l’Attacco, Di Tullo è persona vicina agli ambienti del circolo cittadino di Forza Italia.

L’ascia di guerra non è per niente sotterrata e Riccardi, infatti, è tornato ieri alla carica con un lungo post sui suoi canali social. Ci ha messo dentro tutti temi più recenti, anche se va detto che, in fin dei conti, sono abbastanza ricorrenti dall’insediamento dell’Amministrazione comunale. 

Un nuovo scioglimento del Comune sipontino, i bilanci e i residui attivi, la legalità e i polder di Siponto, il segretario generale Maurizio Guadagno, la minoranza consiliare: questi gli ingredienti del nuovo attacco frontale a Rotice.

“Con l’attuale Amministrazione siamo già oltre le "ragioni" del precedente provvedimento di scioglimento, basato sul "più probabile che non". Qui siamo davanti ad elementi concreti, univoci e rilevanti – incalza l’attuale consigliere sulle tematiche inerenti il lavoro del presidente Michele Emiliano -, rispetto ai quali, come ho più volte ribadito, solo il potere discrezionale del Prefetto di Foggia può determinare le conseguenze”.

Riccardi si riferisce a quello che chiama “il "suo" (di Rotice, ndr) Polder 20”, che “è pieno di abusi edilizi ufficialmente rilevati, con relativi provvedimenti di demolizione. In materia di abusi edilizi”.

“Se da una parte il Sindaco fa dimettere l’assessore Lucia Trigiani per ragioni etiche e morali identiche – osserva Riccardi -, non potendo chiedere a sé stesso di dimettersi, cosa fanno gli organi di polizia? Cosa fanno gli uffici comunali, chiamati in causa?”. 

Proprio nella giornata di martedì 27 giugno scorso, c’è stato un controllo o ispezione degli operatori di Polizia Locale nella vila riconducibile al Sindaco. Come è d’uopo in questi casi, non ci sono state informazioni o dichiarazioni rese all’esito della visita a Siponto. Né si è riusciti ancora ad appurare se l’input sia partito dal Comune stesso, oppure da qualche altra autorità (Procura della Repubblica di Foggia?).

Quello che è certo è che nemmeno Riccardi – come ha mostrato platealmente in aula anche il consigliere comunale indipendente Adriano Carbone - ha grande stima professionale del segretario generale del Comune. “Quali attività sta mettendo in campo il dott. Guadagno – chiede -, Responsabile dell'Anticorruzione comunale, nominato Segretario Generale dell’ente come uomo di fiducia dallo stesso Sindaco? Io ho un’idea, ne parlerò appena qualcuno avrà il coraggio di rispondermi”, aggiunge sibillino.

Un lungo approfondimento è poi dedicato dall’ex Sindaco ai conti pubblici. In un passaggio, ricorda che “i revisori dei conti, nel rendiconto 2022 a firma Rotice, hanno evidenziato criticità pesanti”. Però, l’organo di revisione, “per ragioni che posso immaginare – dice e non dice -, è benevolo nei confronti dell’attuale Amministrazione e, dopo avere elencato una miriade di rilievi, si lascia andare a un dispositivo di favore”.

Come sta documentando l’Attacco, la partita dei residui attivi è cruciale per l’ente. “Una massa di residui presente nel bilancio da talmente tanto tempo – osserva Riccardi - che bisogna risalire agli anni '90”. A suo giudizio, la responsabilità “deve essere attribuita esclusivamente ai dirigenti comunali, i quali avevano l’obbligo di accertarne la consistenza e la veridicità delle partite economiche”.

Nel ricco piatto, si fa per dire, c’è spazio anche per una censura alla minoranza consiliare. L’accusa è di restare inermi e di non aver presentato mozione di sfiducia al Sindaco. “Aspettano che siano gli organi di stampa a fare l’opposizione? O si aspettano un altro sciagurato scioglimento del Consiglio comunale?”, redarguisce.

Nemmeno questo atteggiamento deve stupire, dal momento che Riccardi è come un battitore libero. Dopo la traumatica conclusione con il Partito Democratico, la sua collocazione resta comunque nell’area del centrosinistra. La consigliera comunale Maria Teresa Valente esibisce i suoi stessi vessilli, quelli di CON Manfredonia, seppur bisogna dire che Riccardi ha sempre rimarcato l’autonomia del circolo cittadino rispetto alla sua persona. Tanto è vero che va per la sua strada. E stavolta bacchetta la minoranza, a cui è certamente più vicino. 

Arriva addirittura a rifilare una gran scudisciata (verbale) a qualcuno che non è ancora ben identificabile, circa “più di un dubbio di connivenza con l’attuale Amministrazione comunale”. Secondo le prime voci sussurrate, si riferisce ad un consigliere in particolare che, per via della sua professione, sta incrociando in più occasioni dinamiche che fanno riferimento alle attività del Comune di Manfredonia.

“Il Sindaco di Manfredonia è incompetente, bugiardo e mistificatore”. E, come diceva Peppino de Filippo interpretando con Totò uno dei due fratelli Caponi: “Ho detto tutto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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