Fratelli d’Italia - e dunque l’intero centrodestra - perde quello che era finora il nome più forte tra i possibili candidati sindaci. Fabio Porreca spazza via i rumors e le manovre su di lui, dicendosi di non essere interessato. Anzi di non esserlo mai stato. Accade quando mancano ormai appena quattro mesi alle elezioni comunali di Foggia, che stando a fonti del Viminale potrebbero tenersi nelle date del 12 e del 13 novembre prossimi. Tutto sbagliato, tutto da rifare tra i meloniani? La situazione appare ancora estremamente confusa, eppure ce n’era di tempo per presentarsi alla città con le idee chiare e un nome individuato non negli ultimi mesi.
Risalgono a maggio 2021 le dimissioni dell’ex sindaco Franco Landella e il commissariamento di Palazzo di città. Poi, ad agosto di quello stesso anno, l’inizio del biennio di gestione commissariale a seguito di scioglimento per infiltrazioni mafiose negli organi di governo. Quando finalmente i cittadini del capoluogo daunio torneranno alle urne saranno passati ben 29 mesi dall’inizio del commissariamento dell’ente comunale. Una durata davvero record.
I meloniani viaggiano col vento in poppa a livello nazionale e guidano il Paese, ma a Foggia una direzione chiara di marcia per il decisivo appuntamento delle amministrative non si vede ancora.
Non che stiano meglio nel resto della coalizione. Forza Italia è orfana del leader Silvio Berlusconi e soggetta a evidenti faide interne, come ha dimostrato la ultimo il caso della ritorsione contro il deputato sipontino Giandiego Gatta, che appartiene alla corrente di Licia Renzulli, da parte del gruppo avverso capitato dal coordinatore regionale Mauro D’Attis, legato invece al vicepremier e ministro Antonio Tajani. Un partito da cui sta già avvenendo una evidente fuga verso altri lidi, come gli azzurri baresi passati con la civica emilianista CON, di cui Michele Boccardi, berlusconiano fino a un attimo prima, è diventato coordinatore regionale.
In casa Lega c’è un chiaro scollegamento tra i locali e l’europarlamentare Massimo Casanova, vicinissimo al vicepremier Matteo Salvini, che nel braccio di ferro interno con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni potrebbe sfasciare la coalizione a Foggia.
Quanto all’UdC è alle prese con seri problemi interni. Se il centrodestra intende rivincere a Foggia molte cose dovranno essere risolte e sistemate.
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