Porreca: “Non ho mai dato la mia disponibilità alla candidatura. Avrei in ogni caso declinato l’offerta”

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“Non ho mai dato la mia disponibilità a candidarmi”. Si tira fuori dalla contesa elettorale Fabio Porreca, che a l’Attacco smentisce l’ipotesi di poter rappresentare il candidato sindaco del centrodestra alle comunali foggiane di novembre prossimo. Lo fa in modo netto, che non lascia spazio a ripensamenti: “Quelle che circolano sono voci e suggestioni che non trovano fondamento in alcun fatto reale. Mai dato disponibilità alla candidatura, né ricevuto sollecitazioni in tal senso. Comunque avrei declinato l’offerta”. Si tratta della seconda personalità che, nel giro di pochi giorni, dice “no, grazie” all’invito rivoltogli da Fratelli d’Italia. Sabato mattina era stato l’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo a ribadire a Rodi Garganico ai vertici provinciali dei meloniani di non aver alcuna intenzione di guidare la coalizione. Adesso è Porreca, marito della senatrice Annamaria Fallucchi.

Un no legittimo, anzi ampiamente previsto da chi lo conosce bene. Eppure dà la sensazione di tanta confusione e schizofrenia nel centrodestra e in particolare nel partito della presidente del Consiglio. 

E’ difficile comprendere come sia stato possibile per settimane, se non per mesi, lavorare all’ipotesi Porreca, promuoverla intensamente a Roma come in Puglia, permettere che sulla stampa il nome circolasse ripetutamente. Per tutto questo tempo nessuno, nemmeno Fallucchi, è mai intervenuta per smentire le indiscrezioni e le notizie pubblicate. 

Su queste colonne è stato rivelato giorni fa come sia il coordinatore regionale di FdI Marcello Gemmato che il senatore barese Filippo Melchiorre si stessero spendendo in favore dell’imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio, una soluzione meno imbarazzante rispetto alla sponsorizzazione da parte dell’ala fittiana cui appartiene invece Fallucchi. Oggi viene davvero da chiedersi come mai si sia permesso che il partito sondasse il terreno quando in realtà Porreca non aveva alcuna intenzione di accettare. 

Erano le stesse fonti interne a FdI e al centrodestra a rivelare come si trattasse del nome più forte cui si stesse pensando. Gli ultimi rumors indicavano la volontà di Porreca di rispondere sì solo nel caso di una investitura unanime del centrodestra locale e di una richiesta partita direttamente da Giorgia Meloni. Come pure c’è chi ritiene che possa aver negativamente pesato - su un uomo già di per sé schivo e non amante dei riflettori, dedito totalmente al proprio lavoro - che a quattro mesi dalle urne la coalizione fosse ancora in alto mare, tutt’altro che coesa sul nome. Interrogativi e ipotesi che adesso non hanno più molto senso, viste le parole di Porreca. 

“Ho appreso la notizia dalla stampa, ne parleremo nelle sedi opportune con gli alleati”, diceva ieri mattina a l’Attacco Antonio Vigiano, segretario cittadino della Lega, poco prima che l’imprenditore mettesse una pietra tombale al corteggiamento nei suoi confronti e alle ricostruzioni giornalistiche. Proprio la Lega casanoviana, stando ai beninformati, quasi certamente avrebbe finito per respingere l’indicazione di FdI. 

E adesso? I meloniani pretendono di indicare un nome di propria espressione, forti della leadership della coalizione. Ed è questo il motivo per cui finora hanno risposto freddamente al pressing giunto da ambienti leghisti e forzisti in favore dell’ex assessore regionale Leo di Gioia, che ha preteso di avere dalla propria parte l’intera coalizione per accettare la candidatura. Fonti legati al deputato FdI Giandonato La Salandra fanno sapere che il parlamentare non nutre alcun entusiasmo verso tale soluzione. 

Dopo gli anni con Vendola ed Emiliano a Bari, il commercialista è tornato da diverso tempo nell’alveo del centrodestra, da cui proveniva. Garantirebbe grande competenza, lucidità di analisi come pochi altri, ottime relazioni romane. Né va dimenticato che è stato l’unico contraltare di Raffaele Piemontese in Capitanata, grazie ad un fortissimo civismo che poi si è prevalentemente disperso dopo il suo ritiro dalla scena pubblica. 

Con lui si potrebbe rigenerare un civismo di ritorno, con tanti professionisti di livello come è stato per il professore Unifg Massimo Russo, intuizione felice di di Gioia per la foggiana Sanitaservice, con ottimi risultati nei due mandati da poco terminati. Ma l’ostacolo da superare è ostico e si chiama Fratelli d’Italia. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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