Rottura finale tra pentastellati e Mainiero, via in discesa per campo largo. Salvatori vuol convincere Conte

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Convincere il M5S a dire sì sia alla coalizione giallorossa che all’ingegner Marcello Salvatori come candidato sindaco. E’ questo l’obiettivo su cui stanno lavorando Pd e pezzi civici che nel centrosinistra stanno portando avanti l’operazione legata all’imprenditore di Sistemi energetici spa, leader nel settore delle rinnovabili e dell’economia circolare. Un nome di alto profilo e caratura morale, sempre lontano dai magheggi della politica e degli affaristi, la persona che alcuni mesi fa consideravano l’unica in grado di portare rinnovamento e nuova linfa in Confindustria. Riservatissimo e mai autocelebrativo, Salvatori si è convinto di accettare la sfida e, lanciato dal dem Raffaele Piemontese, provare a porsi alla guida del campo largo progressista. Col placet di Michele Emiliano e di Giuseppe Conte è possibile, ma bisogna dapprima persuadere l’ex presidente del Consiglio. 

Dal M5S ieri l’altro avevano riferito a l’Attacco di non aver mai discusso di Salvatori col Pd, i dem non lo hanno ancora proposto loro né al tavolo della coalizione. “Sicuramente Salvatori è un imprenditore importante ed impegnato nel nostro territorio, serio”, commentava ieri su queste colonne l’assessora regionale Rosa Barone. “Lo conosco di vista, quindi non saprei giudicarlo per niente, soprattutto dal punto di vista politico. Quello che posso dire è che il Pd è libero di pensare al candidato che ritiene più opportuno e di portarlo al tavolo. L’indicazione del nome la vogliamo dare comunque noi del M5S”. 

Salvatori si è attivato contattando sia Barone che il coordinatore provinciale 5S Mario Furore, invitandoli a visitare la sua impresa e scoprirne l’attività. La strada della coalizione appare sempre più obbligata per i contiani, che nelle scorse ore hanno consumato definitivamente lo strappo con Giuseppe Mainiero. 

Pare ormai un lontano ricordo l’evento di maggio dell’ex eletto e commercialista in piazza Mercato, quando centinaia di persone si riunirono e in prima fila c’erano proprio i 5Stelle, alleati in pectore.  Poi, un mese fa, l’annuncio della candidatura a sindaco, con la fine del progetto unitario con pentastellati e civici emilianisti. No al passo indietro rispetto alla candidatura, no alla coalizione col Pd. Meglio solo con la propria civica Resto a Foggia. Adesso la rottura finale. 

Venerdì scorso Furore ha contattato Mainiero, perché nell’ultima riunione con la base era emersa la richiesta, da parte di diversi attivisti, di provare a recuperare l’idea della mini-coalizione con l’ex meloniano. A Mainiero è stato però sottolineato che sarebbe stato necessario rinunciare a correre in prima persona, permettendo piuttosto o un candidato identitario del M5S o un nome civico a lui vicino. Lo storico nemico di Landella ha risposto di no, rivendicando ancora una volta il diritto di rifiutare l’invito al passo indietro. 

Infine, ieri mattina Mainiero ha pubblicato un post social che ha fatto adirare tutti nel M5S: “Lo ribadisco, il cancro di questa città si chiama Pd. E’ un partito apparato dei poteri forti che hanno affamato Foggia negli ultimi 20 anni. I locali del M5S si trincerano dietro il “decide Roma”. Dovranno decidere se andare insieme in prima battuta o far finta di andare separati. A me, ve lo dico cari attivisti M5S, hanno detto che sono troppo divisivo, e che potevo indicare qualsiasi nome, l'importante è che non fosse il mio. Questa è la cifra politica di questi grandi rivoluzionari, come se il problema di Foggia fossi io, non ciò che in solitudine in questi anni ho combattuto. Evidentemente per qualcuno il M5S non deve sostenere un candidato credibile, potrebbero correre il rischio di vincere, e disturbare i piani del grande manovratore”. E rivolgendosi al Pd: “Hanno scelto tale ingegner Salvatori. Persona mite, equilibrata, pari pari a Gianni Mongelli”. 

“Con questo post si è ulteriormente autoescluso da tutti i giochi, si è scagliato contro il M5S dove adesso sono delusi da lui”, commentano a l’Attacco fonti interne ai pentastellati. Mainiero potrebbe averne ricompattato la recalcitrante base, cui ora Furore può spiegare come sia stato tentato invano il tentativo di riallacciare i rapporti con lui e l’unica via sia l’alleanza con Pd, civici di Rosario Cusmai e resto del centrosinistra. 

Quando al tavolo sarà il momento di avanzare il proprio nome i civici faranno in prima istanza quello dell’ex sindaco di Deliceto Antonio Montanino, un passato nel centrodestra ma dal 2018 con Cusmai ed Emiliano. 

Quanto a Furore, è sempre possibile che Conte gli chieda di spendersi direttamente come candidato sindaco, ma se dovesse esserci una volta favorevole a Salvatori la partita si chiuderà senza che l’europarlamentare debba sacrificarsi per la causa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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