M5S, Barone nome migliore. Mainiero al tavolo con Stea e pezzi di Lega, manovre di Tarquinio nel centrodestra

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A Foggia, quando mancano soltanto tre mesi alle urne del 22 e 23 ottobre, ancora non si conoscono né i perimetri delle coalizioni in campo né tantomeno i nomi dei rispettivi candidati sindaci. Le sole certezze sono legate ai due candidati già ufficiali – l’ex parlamentare M5S Nunzio Angiola e l’ex consigliere comunale meloniano Giuseppe Mainiero – al candidato in pectore del centrosinistra, ovvero l’imprenditore delle rinnovabili Marcello Salvatori, e alla disponibilità da tempo palesata dall’imprenditore della sanità privata Tito Salatto. Tutto il resto è avvolto in una nebbia tuttora fittissima, a cominciare dalle decisioni del M5S.

Come l’Attacco ha rivelato ieri, la rovente riunione dei 5S foggiani di lunedì sera si è chiusa con la netta contrarietà della base all’alleanza col Pd e con la rivendicazione di un nome fortemente identitario. Agli attivisti il coordinatore provinciale ed europarlamentare Mario Furore ha promesso di chiedere al leader Giuseppe Conte una deroga che consenta a uno tra sé stesso, l’assessora regionale Rosa Barone e il deputato Marco Pellegrini di correre per la fascia tricolore. Ma Furore ha ribadito ai suoi di non voler essere della partita perché ciò brucerebbe le ambizioni di un secondo mandato a Bruxelles.

Pure l’ipotesi Pellegrini appare debole, giacché in quel caso bisognerebbe rivotare nel collegio uninominale in cui fu eletto a settembre scorso e questa prospettiva non conviene ad un M5S in evidente crisi. Troppo alto il rischio di ritrovarsi con un parlamentare in meno, a tutto vantaggio del centrodestra di governo.

E’ per tali motivi che dentro e fuori il M5S si ritiene che l’unico nome che davvero possa unire contiani e dem, per quanto di difficile concretizzazione, sia legata a Barone, che non si è mai esposta rispetto alle elezioni comunali mantenendo sempre un profilo istituzionale. Essendo assessora della giunta Emiliano non troverebbe alcun veto da parte delle altre formazioni del campo giallorosso, nel Pd nessuno avrebbe da obiettare nulla al riguardo.

Ma Conte può applicare nella propria città, creando l’unico caso e un chiaro precedente, la deroga negata alla stessa Virginia Raggi a Roma? Comunque di tempo non ce n’è più e ogni strada che richiede invece lungaggini non appare praticabile.

Dal punto di vista di Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione e dominus Pd, il M5S è in un angolo mentre per i dem la partita può risolversi solo positivamente: se tra i pentastellati prevarrà il no all’alleanza Piemontese sa perfettamente che al secondo turno ci sarebbe il loro appoggio in favore del proprio candidato Marcello Salvatori (ma col rischio di un forte divario al primo turno col centrodestra, che renderebbe l’ingegnere azzoppato rendendo al contrario preponderante l’immagine della coalizione a guida FdI); se invece il M5S scegliesse Barone si chiuderebbe senza problemi la partita e il campo largo marcerebbe unito, sin da subito, verso la possibile vittoria.

Archiviati i rumors di un incontro romano tra Salvatori e Conte, circola ora l’indiscrezione che il 28 luglio prossimo il Polo dell’economia circolare e delle energie rinnovabili – che l’imprenditore ha fondato mesi fa a Borgo Cervaro rilevando il dismesso complesso di Ferrovie dello Stato – possa ricevere la visita del presidente della Regione Michele Emiliano, che in tal modo benedirebbe secondo qualcuno sia le ulteriori attività di ricerca e produzione avviate all’interno di KMVerde sia il candidato sindaco nel caso la situazione non si sia sbloccata diversamente prima.

Intanto non smette di muoversi Mainiero, che dopo il tradimento di coloro che riteneva potessero rappresentare i propri alleati – M5S e civici emilianisti – sta portando avanti una campagna elettorale solitaria, con la civica Resto a Foggia. Ma negli ultimi giorni accanto a lui è spuntato un nome storico del centrodestra foggiano, l’ex parlamentare Antonio Tarquinio. Quest’ultimo sta cercando di far passare in pezzi della coalizione la pazza idea che proprio Mainiero – il fustigatore di Landella (nemico di entrambi), degli ex compagni del partito meloniano e del resto del centrodestra – sia il nome giusto su cui puntare. Tarquinio a quanto pare ha cercato di coinvolgere anche il leghista Raimondo Ursitti e questo spiega le antenne puntate degli alleati FdI e FI quando si è saputo dell’arrivo di Mainiero al pranzo che ieri l’altro si è tenuto in ristorante di pesce in Piazza dell’Immacolata. Per l’ultimo giorno di concorsi pubblici presso gli spazi della Fiera è arrivato l’assessore regionale Gianni Stea. Al tavolo c’erano vari leghisti, tra cui il segretario dell’ente Fiera Ursitti e il coordinatore cittadino Antonio Vigiano, ma anche l’ex consigliere comunale Massimiliano Di Fonso. Ad un certo punto è arrivato Mainiero, col quale inevitabilmente si è discusso delle comunali. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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