Popolari per Foggia: aria di secessione con Buenza. “Ha ridotto comunicazione a zero, non ci rappresenta più”

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Non c’è solo il passaggio di Mino Di Chiara dal gruppo consiliare di Azione-Tempi Nuovi (tra le cui file è stato eletto) al Psi, idealmente mai abbandonato e di cui pochi giorni ha riportato il vessillo in consiglio comunale costituendo il gruppo Psi-Riscossa Civile, di cui, unico componente, ora assurge alla guida in aula (tornando pure a riprendersi la segreteria cittadina del Partito socialista italiano). Nello scacchiere della maggioranza, aria di rottura da un lato e di nuove intese dall’altro si respira pure nella lista Popolari per Foggia, che, con oltre 2mila voti e il 3,06% del consenso, ha portato in consiglio comunale il primo degli eletti Benedetto Buenza (per lui 292 le preferenze). Il consigliere, però, non ha preso bene il ricorso effettuato al Tar Puglia a dicembre scorso dal collega di lista Luigi Rizzi (giunto alle urne appaiato a Buenza, e coadiuvato nel ricorso dal legale Antonio Maruotti, anch’egli candidatosi con Popolari per Foggia). Il primo dei non eletti di Popolari per Foggia ha chiesto e ottenuto dal tribunale amministrativo il riconteggio di voti afferenti a quattro sezioni cittadine. L’ipotesi, accolta dal Tar con la disposizione di nuova verifica, è che in quelle sezioni Rizzi possa aver preso qualche voto in più di Buenza, tale da scavalcarlo di 4 preferenze. Buenza, così, a metà gennaio ha risposto a Rizzi costituendosi in giudizio, rappresentato dagli avvocati Giuseppe e Pietro Mescia. Nell’alveo di tale determinazione, inoltre, il consigliere di Popolari per Foggia avrebbe cercato, questi i rumors, una nuova e più forte intesa politica con la Sindaca Episcopo e il dominus dem Raffaele Piemontese, vecchia conoscenza di gioventù di Buenza.

Il quale, ora, starebbe dunque allineandosi più saldamente alle posizioni del governo cittadino e allontanando da sé qualsiasi ipotesi di riposizionamento a sostegno dell’opposizione; ipotesi di cui si era vociferato per il movimento Popolari per Foggia allorché, in precedenza e proprio come altre piccole forze di maggioranza, la lista che fa riferimento all’assessore regionale Stea aveva chiesto a Episcopo, ricevendo picche, un proprio peso specifico nella giunta di governo.

Il punto, però, non è l’allineamento dei popolari foggiani con la maggioranza consiliare, al momento nient’affatto messo in discussione dal segretario cittadino di Popolari per Foggia, Emilio Terpinolo; quanto piuttosto l’allontanamento unilaterale di Buenza dalla sua lista d’appartenenza. 

Il consigliere non si presenterebbe da settimane alle riunioni interne al partito e avrebbe tagliato quasi del tutto la comunicazione con il movimento centrista, riducendola al lumicino e intrattenendo contatti sporadici solo con lo stesso Terpinolo. Persino Stea avrebbe difficoltà a parlare con il consigliere comunale. La sostanza politica è che Buenza non starebbe più rispondendo al suo partito d’elezione, non rappresenterebbe più il collante tra Popolari per Foggia e il consiglio comunale, pur mantenendo in aula il simbolo del partito e non avendo mai manifestato di volerne uscire.

Una situazione che crea un grosso impasse per l’azione politico-istituzionale del movimento. “Per Popolari per Foggia significa navigare senza meta a Palazzo di Città – commenta a l’Attacco Terpinolo –. Con una comunicazione ridotta da Buenza, già a partire da poco dopo la sua elezione, praticamente a zero con il partito, risulta impossibile sviluppare le nostre linee programmatiche in consiglio comunale. Il consigliere Buenza – continua il coordinatore locale di Popolari per Foggia - mi ha riferito personalmente del suo mal di pancia rispetto al ricorso effettuato da Rizzi (il quale delle sue intenzioni di appellarsi al Tar aveva avvisato il partito, che le aveva ritenute in qualche modo legittime, ndr), ma questo non può precludere l’operato di una lista e la sua linea politica in consiglio comunale. Buenza non può prendere decisioni autonome senza informarci e contemporaneamente continuare a rappresentare il simbolo, che attraverso una lista di altri 26 componenti e oltre 2mila preferenze ha superato il 3% consentendogli di entrare in consiglio. Deve compiere una scelta”. 

Ora larga parte del partito popolare cittadino starebbe prendendo le distanze dal consigliere: all’inizio della settimana prossima dovrebbe tenersi una riunione interna per formalizzarle. “Molti componenti di Popolari per Foggia chiederanno che Buenza si dimetta dal partito”, annuncia Max Di Fonso, ex consigliere comunale campione di preferenze nonché regista della lista di centrosinistra alle ultime amministrative, che, di più, si è speso molto per Buenza (suo cugino diretto) in campagna elettorale, spostando su di lui buona parte del proprio ampio pacchetto di voti. 

Di Fonso è stato addirittura bloccato sul telefono da Buenza ed ora è fortemente amareggiato, nonché insonne da molte notti, per il comportamento del parente: “Un ingrato che sta ‘truffando’ il partito – va giù duro l’ex eletto - oltre che il mandato fiduciario degli elettori, parecchio arrabbiati come me per il suo atteggiamento. Buenza sta tenendo nel limbo Popolari per Foggia, cosa che impedisce al partito, di fatto privato di rappresentanza in consiglio comunale, pure di avviare intese supportate dai numeri con il presidente Nobiletti in vista delle prossime elezioni provinciali”.    
 
E adesso c’è pure chi ritiene che le mosse di Buenza potrebbero avere un ritorno in termini di piazzamento di qualche suo fedelissimo nella partita ancora aperta dei cda delle municipalizzate.  

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testatina dillo al direttore WEB

 

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