Alla stregua di un’improvvisa e violenta tempesta, l’inchiesta ‘Giù le mani’ della Guardia di Finanza ha fatto volare via tutte le tessere del mosaico politico cittadino che, lentamente e con estrema fatica, stavano cercando di incastrarsi per definire un quadro chiaro. Non è proprio l’anno zero, tuttavia lo scenario è quello del ‘day after’ che segue ad un evento di così grossa portata. Come l’Attacco sta raccontando da settimane, tutti i gruppi politici stanno facendo fatica per individuare punti di contatto tra loro. Se si eccettua la coalizione Manfredonia 2024, nessun’altra ha fin qui visto la luce. Il panorama è estremamente frastagliato e le ultime vicende non uniscono affatto. Anzi, vanno ad accentuare le differenze emerse tra i contendenti pronti a scendere in campo. L’esempio più evidente viene dal fronte del MoVimento 5 Stelle.
Nella serata di ieri si sarebbe dovuto svolgere un importante incontro tra Gianni Rotice ed alcuni esponenti pentastellati. O meglio, sembra che fosse una strada che volesse essere percorsa da Raffaele Fatone in primis. Indipendentemente dal passo di lato (e non indietro) che è stato costretto a fare per il diniego di parte degli alleati, l’ex candidato Sindaco del M5S nel 2021 e consigliere comunale non ha mai accantonato del tutto il desiderio di bissare la precedente esperienza e candidarsi di nuovo per la carica di primo cittadino. Va letto in questo modo, secondo i più, la sua recente vivacità in prima persona.
Il proposito non era partito con i migliori auspici, visto che era del tutto improbabile che l’europarlamentare Mario Furore potesse prendervi parte. Il coordinatore provinciale del MoVimento 5 Stelle aveva scritto in una nota diffusa sabato scorso che “nessuno può tirarsi fuori”, riferendosi sia al precedente governo di centrodestra che al centrosinistra. Già nella prima mattinata di ieri, persone vicine a Furore escludevano che avesse il benché minimo desiderio di incontrarsi con Rotice o altri rappresentanti della lista Strada Facendo. Arrivati a ora pranzo, è giunta la conferma che non ci sarà l’europarlamentare. Non ci sarà Rotice. Non ci sarà nemmeno Fatone o qualche attivista locale.
L’incontro non si farà più e, stando agli ambienti cinquestelle, sarebbe stato proprio Fatone ad annullare tutto. Probabilmente nemmeno troppo a sorpresa per Rotice, a cui non erano passate inosservate le parole di Furore. Il MoVimento deve inventarsi una propria coalizione, che veda al suo interno “persone pulite, oneste, preparate, motivate e competenti”. Ciò esclude ogni altro margine di discussione per il campo largo progressista. Piuttosto, c’è una discussione piuttosto avanzata con l’onorevole Antonio Tasso che, in fin dei conti, ritroverebbe le sue origini.
Sulla sponda del centrodestra, sarebbe ormai in dirittura d’arrivo l’indicazione del candidato Sindaco. Il nome più gettonato resta quello dell’ex consigliere comunale Vincenzo Di Staso, come era stato anticipato da l’Attacco e come è poi emerso dall’incontro che i vertici del centrodestra provinciale ha tenuto venerdì scorso, a Foggia. C’è un ultimo ostacolo da superare - dal momento che sarebbe stata riscontrata la disponibilità di massima dell’avvocato sipontino – che risponde al nome dell’onorevole Giandiego Gatta. Il deputato non vede di buon occhio questa indicazione, dal momento che aveva riposto fiducia in Di Staso – disattesa, a suo giudizio -, che era stato capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale.
All’inizio della scorsa consiliatura, i forzisti erano i più rappresentati in seno alla massima assise cittadina. Non furono tanto le defezioni di Antonia Facciorusso e Ciro Campanella a far smarrire la bussola, quanto ci riuscì la fuoriuscita di Di Staso che continuò a sostenere la maggioranza di governo mentre i suoi ex colleghi – rimasti in tre – si andavano a sedere nei banchi dell’opposizione. Le resistenze di Gatta non saranno facili da superare ma, stando ai rumors, entrano in gioco anche le amministrative che si terranno negli altri centri della Capitanata. Quelle di San Severo, in questo caso, dove alcuni pezzi del centrodestra si sono messi di traverso sul nome di Rosa Caposiena, cavalcando le aspettative del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis.
“Un nome devo sceglierlo pure io, altrimenti che ci sto a fare?”, avrebbe detto per rivendicare un peso maggiore dei meloniani a San Severo. La persona più vicina a lui è Luciana De Lallo, che porta avanti da tempo le attività del locale circolo. Se il centrodestra chiude su di lei a San Severo, allora Gatta detterà legge a Manfredonia. E tramonterebbe del tutto l’ipotesi Di Staso. Al pari di quella ancora più ardita che vedrebbe il ritorno di Rotice nel centrodestra.
Il centrosinistra, infine, che ha fiutato di essere rimasto orfano del MoVimento 5 Stelle, ha dato un’accelerata per individuare il candidato Sindaco che possa mettere d’accordo tutti. Al di là delle voci che si erano rincorse indicando questa figura in Domenico La Marca – che ci aveva comunque messo del suo con un messaggio WhatsApp inviato a numerosi contatti e equivocato da parte di questi -, il nome nuovo è quello dell’avvocato Marco Francesco Ognissanti, che svolgerebbe la sua attività a Roma. Oltre al fatto che sarebbe comunque parente di qualche Ognissanti più famoso di lui in politica, non si sa molto altro. Secondo alcune voci raccolte, il suo profilo corrisponde alle richieste avanzate fin qui al tavolo del centrosinistra e, al Partito Democratico, si andrebbero ad aggiungere Molo 21, Progetto Popolare di Francesco Schiavone e CON Manfredonia di Maria Teresa Valente.
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