Il passaggio dalla maggioranza all’opposizione del consigliere socialista Mino Di Chiara sta prendendo più tempo del previsto. Lo strappo con il campo largo foggiano sembrava ormai inevitabile dopo la sfuriata pronunciata nell’ultimo Consiglio comunale, quando nel mirino del consigliere erano finiti la Sindaca Episcopo e gli alleati di Pd e M5S. Eppure, la conferenza stampa che avrebbe dovuto formalizzare il trasferimento del Psi tra i banchi della minoranza è rimasta in sospeso. A frenare la rottura sarebbero stati soprattutto i vertici regionali e nazionali del partito, preoccupati dalle conseguenze che un’uscita dalla maggioranza potrebbe avere a pochi mesi dalle prossime elezioni Politiche, in programma tra la primavera e l’autunno 2027. La scintilla era stata la revoca dell’incarico di assessore al socialista Luigi Iorio, decisa da Episcopo dopo la mancata partecipazione alla seduta di Giunta chiamata ad approvare il Piao. L’assenza di Iorio e degli assessori di Pd e M5S aveva fatto venire meno il numero legale ma, secondo la ricostruzione fornita da Di Chiara in Consiglio, sarebbero stati proprio gli alleati a spingere affinché il socialista non partecipasse. Alla fine, però, a pagare è stato soltanto il partito del garofano. La Sindaca ha motivato la revoca sostenendo che il Psi non avesse più i numeri per esprimere un assessore, dopo che Stefania Rignanese, contraria alla scelta di Iorio di disertare la riunione, aveva lasciato il gruppo socialista dichiarandosi indipendente. Una spiegazione che non ha placato la protesta di Mino Di Chiara e del segretario provinciale Michele Santarelli. Quest’ultimo aveva chiesto a Pd e M5S di intervenire per convincere Episcopo a reintegrare Iorio, senza ottenere la presa di posizione auspicata. Di Chiara aveva invece annunciato a l’Attacco una conferenza stampa per il lunedì successivo, nella quale formalizzare il passaggio all’opposizione. Poi, però, è arrivato il tentativo di mediazione dei vertici regionali, attraverso il consigliere Giulio Scapato, e soprattutto dei dirigenti nazionali. Due sere fa si è tenuta una riunione a distanza, durata quasi due ore, tra i socialisti foggiani e i vertici romani. Il messaggio sarebbe stato chiaro. Abbandonare il campo largo a un passo dalle Politiche, proprio a Foggia, città simbolo della prima vittoria della coalizione, rischierebbe di creare un precedente politicamente scomodo. La richiesta rivolta a Di Chiara e al gruppo locale sarebbe dunque quella di congelare lo strappo. I socialisti foggiani, tuttavia, continuano a porre come condizione per restare in maggioranza il reintegro di Iorio in Giunta. Una prospettiva difficile, considerata la posizione di totale chiusura assunta finora da Episcopo. Per questo non si esclude un secondo round di Mino Di Chiara nella prossima seduta consiliare, che la presidente dem Lia Azzarone si guarda bene dal convocare. Dietro la contesa locale si muove, del resto, una partita nazionale molto più ampia.
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Braccio di ferro tra socialisti locali e vertici: per il Psi foggiano la condizione è il reintegro di Iorio
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